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SAIF AL ISLAM GHEDDAFI: prigioniero in pericolo e pericoloso

9 aprile 2012

mcc43

Saif Al Islam Gheddafi è stato catturato a novembre 2011 nel deserto a sud della Libia, in circostanze mai del tutto chiarite.
Viene detenuto dalla milizia della tribù Zentan che rifiuta di consegnarlo al governo libico, al quale il Procuratore della Corte Penale Internazionale,  Luis Moreno Ocampo aveva concesso di celebrare il processo, sotto condizione di dimostrare la capacità di condurre il dibattimento in modo equo.
– Circostanze e sviluppi  del caso negli articoli rintracciabili alla Tag Saif, in particolare nei post
Ponzio Pilato e la Libia
Imbroglio internazionale contro Saif al Islam

Aisha Gheddafi:salvate mio fratello

Dopo varie settimane di silenzio, il caso Saif è nuovamente di attualità. Il 4 aprile la Corte Penale internazionale, ICC, ha rinnovato al governo libico la richiesta che gli sia consegnato il prigioniero; il Consiglio di Difesa, l’organo della ICC che vigila sui diritti dell’imputato,  sottolinea che le condizioni della detenzione violano i diritti umani.
E’ detenuto  in luogo segreto, in isolamento, privo dell’assistenza diretta un avvocato. A Nick Kaufman, il legale  israeliano incaricato dalla famiglia, non è stato concesso di incontrare il suo assistito, che nel corso dei mesi di prigionia ha ricevuto solo una breve visita della Human Right Watch, per accertarne l’esistenza in vita.

Amnesty International  fa eco:  “” ICC e Autorità libiche prendano misure urgenti per assicurare che i diritti di Saif al-Islam Gheddafi siano protetti”. […]Fino a quando il sistema giudiziario libico sara’ debole e non saranno in vigore norme sulla procedura penale, il ruolo dell’ICC restera’ fondamentale nell’accertamento delle responsabilita’ per le violazioni dei diritti umani in Libia”“. Teme, Amnesty, che i detenuti siano  costretti a confermare, firmandole o timbrandole col pollice, ‘confessioni’ estorte sotto tortura o coercizione.

Che cosa ha indotto la ICC a uscire dal connivente silenzio?
La notizia che il prigioniero subisce aggressioni fisiche e non riceve le cure mediche necessarie.

E questo sconfessa ancora una volta le voci che lo volevano in ottime condizioni, piacevolmente a passeggio e perfino sposato,  diffuse da blog sedicenti “verdi”  allineati a una organizzazione che usa il nome di Muhammar Gheddafi per le sue attività e che ha interesse a sostenere che  egli è  ancora vivo e a capo della “resistenza”, così come vivi e liberi sono i suoi figli.

Alla richiesta il CNT libico ha risposto con un rifiuto. Poteva fare diversamente?
La parte dei libici che si è sollevata esige un processo pubblico nel proprio paese; assecondare la richiesta della ICC prima delle elezioni, con le bande tuttora armate che impazzano per le strade, sarebbe suicidio politico e innesco di una nuova ribellione.

Ma c’è molto altro da considerare in merito
alla sorte di Saif.

— Sia per consegnarlo alla Corte, sia per condurlo al Tribunale di Tripoli, Saif deve essere “prelevato” dalla sua prigione a 180 km. da Tripoli. Come?
Gli Zentan continuano a tenere ben custodito il “tesoro” che assicura loro un crescente potere politico. Sarebbe necessario un attacco dell’esercito, un conflitto da ingaggiare con una milizia meglio armata dei soldati. Il che non è accettabile per nessuno e rende indispensabile per il CNT trattare con la tribù dei carcerieri. Considerando che gli Zentan da settimane hanno concluso un accordo per riconsegnare alle autorità dello stato l’aeroporto di Tripoli e non lo hanno fatto, la  notizia secondo la quale Saif verrà trasferito a Tripoli la prossima settimana non significa automaticamente la sua consegna al CNT.

—C’è chi teme che Saif possa essere ucciso durante la detenzione, danno gravissimo per l’immagine della Giustizia libica, già compromessa dalla barbara uccisione di Muhammar Gheddafi. Ma gli altri ne soffrirebbero quanto la Giustizia?
Il CNT che non è in grado di ottenerne pacificamente la custodia?

La Corte Penale che a suo tempo ha emesso un mandato d’arresto basato su notizie non verificate di “crimini contro l’umanità”e potrebbe non riuscire a provare l’accusa?
I paesi occidentali che ricattavano Gheddafi  chiedendo favori non confessabili dei quali Saif ha già dimostrato d’essere al corrente?

Quando in una intervista Saif dichiarò che la Libia aveva finanziato la campagna elettorale di Sarkozy, i media lasciarono che la notizia  cadesse sotto silenzio, come Tripoli cadeva sotto le bombe; in questi ultimi giorni, invece, sono emerse le prove dell’avvenuto finanziamento.

Quando la Gran Bretagna, per non rifare il processo essendo stato il primo condotto in modo irregolare, rilasciò l’imputato per il disastro Lockerbie, Al Megrahi, ufficialmente “per ragioni umanitarie” fu proprio Saif a gestire l’accordo e a prenderlo in consegna.

Era Saif che si occupava di molte questioni finanziarie statali:  era stato lui ad affidare il denaro dei libici a Goldman&Sachs che in breve lo volatilizzarono.

E’ quindi evidente che la vita di Saif al Islam
è sempre più in pericolo,
perchè questa situazione illegale
non può protrarsi all’infinito.

 ***

Che cosa sa Saif delle accuse che gli vengono rivolte dalla ICC?
Nulla.  Non sa di essere accusato di crimini contro l’umanità  perchè non ha mai avuto un colloquio con un avvocato.


Che cosa sa delle accuse che gli rivolge il governo libico?
Gli è stato comunicato  che sarà processato per il possesso di cammelli senza regolare permesso e per irregolarità nell’allevamento ittico!
Ovviamente le accuse che gli vengono mosse sono più pesanti, ma non sono mai state comunicate in dettaglio alla stampa, se non che riguardano fatti precedenti l’insurrezione di febbraio 2011.

.… è il risvolto grottesco di una situazione drammatica.


*******

Il caso di Saif è stato estensivamente discusso da Alexandra Valiente nel sito Viva Libya, in particolare rimando a questo articolo che riporta il testo integrale della comunicazione di Amnesty International, e a questo:

Urgent Action: Viva Libya Saif Al Islam Gaddafi File And Final Appeal

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