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TUAREG: vogliamo la Repubblica democratica e laica dell’Azawad

22 aprile 2012

mcc43

NON abbiamo bisogno della Sharia per praticare la nostra religione.
NON vogliamo l’oscurantismo religioso.
NOI vogliamo continuare a praticare l’ Islam moderato come abbiamo fatto da più di dodici secoli.
NOI vogliamo la Repubblica democratica e laica dell’Azawad



No a Ansar Dine

No a Ansar Dine

Questo è il grido antioscurantista in campo religioso del nascente stato dell’AZAWAD che, per bocca di un anziano capo tribale, si rivolge al mondo riaffermando il diritto ad esistere:

Appello al mondo per il riconoscimento dell’ Azawad e condanna di Ansar Adine/AQIM

Mercoledì 18 aprile 2012

Faccio appello alla comunità internazionale affinchè  riconosca che l’indipendenza della Azawad è il culmine di una lunga lotta popolare.
Il riconoscimento dell’indipendenza dell’Azawad è l’unica soluzione per porre fine a questo conflitto che è durato troppo a lungo; inoltre permetterà di far rispettare la pace nella sottoregione.

Chiedo a tutti i gruppi che non condividono queste aspirazioni di lasciare immediatamente  il territorio dell’ Azawad, siano  Ansar Adine, Al Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM) o qualsiasi altra formazione  simile.

Denuncio tutti i gruppi che rapiscono stranieri nell’Azawad, terrorizzando la popolazione locale. Condanno le posizioni di chi compie azioni contrarie alla via tracciata dal MNLA e che rilasciano comunicati che nuocciono all’Azawad.

Chiedo a tutta la popolazione di darsi la mano e lavorare insieme per costruire un Azawad migliore, loro patria.

Intallah Ag Attaher

***

Al duro attacco del presidente ad interim del Mali, Dioncunda Traoré che con le sue minacce non ha, incredibilmente, fatto distinzione fra terroristi e combattenti  MNLA, risponde  questo comunicato stampa del 13 aprile: 

Avviso al Presidente ad interim del Mali

Il MNLA Prende atto delle dichiarazioni irresponsabili di Mr Dioncounda Traoré, Presidente ad interim della Repubblica del Mali, che promette “una guerra implacabile a coloro che occupano il nord del Mali”

In primo luogo, il  MNLA ricorda che il suo esercito di liberazione nazionale non “occupa” il nord del Mali ma si è ripreso il territorio legittimo del popolo Azawad.

Ricordiamo alla comunità dell’Azawad e alla comunità internazionale che il MNLA, dopo la liberazione dell’intero territorio sotto occupazione maliana, e in risposta alla richiesta della comunità internazionale, tra cui il Consiglio di sicurezza Onu, Francia, Stati Uniti d’America e ECOWAS, ha unilateralmente proclamato la fine delle operazioni militari per promuovere il dialogo politico e la negoziazione, nell’interesse sia dello stato del Mali che dell’ Azawad e dei rispettivi popoli.

Tuttavia, dopo la dichiarazione bellicosa del Presidente del Mali, il MNLA mette in guardia contro eventuali intrusioni maliane nel territorio Azawad e considera qualsiasi azione militare  contro le postazioni del nostro esercito di liberazione nazionale come una dichiarazione di guerra e  flagrante violazione del cessate il fuoco.

Il MNLA chiama come testimoni la comunità Azawadiana, la comunità internazionale, il Consiglio di sicurezza ONU, la Francia, gli Stati Uniti e l’ECOWAS che le dichiarazioni di ostilità sono  esclusiva responsabilità dell’autorità ad interim del Mali, venuta a riempire il vuoto di potere causato dal colpo di stato di un semplice capitano dell’esercito.

Ricordiamo che il MNLA resta disponibile al  dialogo e al negoziato ma con legittime autorità maliane, elette, liberamente scelte dal popolo e riconosciute della comunità internazionale.
Viva Azawad libero e indipendente, Viva la MNLA,

Mossa Ag Attaher,
Portavoce del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad

§§§§

Giunta golpista aggrappata al potere

Da Bamakolive

La giunta deve andarsene. Non contenta dell’assurdo colpo di stato del 22 marzo, la giunta militare cerca di restare nel gioco politico. E in uno dei modi peggiori: facendo arrestare militari, politici e funzionari del precedente governo.

I militari si sono arrogati un potere al di sopra ogni altro. C’è da chiedersi se  il trasferimento, concordato sotto l’egida della Comunità economica della Stati dell’Africa occidentale (CEDEAO/ECOWAS), dei poteri ai civili non sia  che  una commedia. Il capitano Amadou Sanogo e i suoi uomini non sono usciti di scena, restano  installati nel campo militare di Kati, vicino a Bamako.
Peggio ancora: continuano ad essere consultati e onorati dagli  inviati ECOWAS. Gli hanno fatto visita, mercoledì scorso, i ministri degli affari esteri ivoriano e del Burkina Faso e questa è certamente la prova che non si possono emarginare.  Hanno anche stabilito un potere parallelo che permette loro di arrestare chi vogliono.
A chi giova questo gioco di disturbo della giunta? La questione merita di essere posta e risolta, per la credibilità del processo di uscita del Mali dalla crisi.

Cheick Modibo Diarre


Fermate in totale 22 persone, tra cui “undici civili, fra questi  un banchiere , e altrettanti militari,” dichiara un ufficiale di polizia, senza fare i nomi.
Ha aggiunto che nelle perquisizioni sono scate trovate casse di armi non in dotazione all’esercito regolare.
Un segnale di pericolo, questa infiltrazione di armi da guerra. Dubito siano state trovate nelle abitazioni di due personalità la cui identità è stata resa nota: l’ex primo ministro Modibo Sidibe e l’ex ministro Soumaila Cisse [la cui casa era stata devastata nel corso del colpo di stato – ved. Post ].
In pratica tutti gli arrestati facevano parte dell’entourage dell’ ex Presidente Amadou Toumani Touré (ATT), che è sfuggito al rischio di cattura riparando in Senegal con la famiglia.

Intanto il neo-Presidente Touré ha dato l’incarico di formare il nuovo governo a  Cheick Modibo Diarra, che procede alle consultazioni in questo clima di tensione. Diarra è un astrofisico, dal 2006 al 2011 presidente della Microsoft per l’Africa.

***

E’ mia impressione che le azioni di disturbo di questa stramba giunta golpista abbiano lo scopo di prolungare l’instabilità delle istituzioni  fino a che non saranno concluse le elezioni in Francia.
Si tratta per i golpisti  di capire se potranno contare ancora su Sarkozy, avverso da sempre all’ex presidente ATT e voglioso di imporre le sue basi militari o se dovranno esplorare l’era Hollande.
La stampa delle ex colonie francesi in Africa si divide su Hollande  fra chi nutre speranze e chi lo giudica sprovveduto in materia di politica africana.

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