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Libia 7 Ottobre: governo fallito, città assediata, conflitti sparsi e rapimenti misteriosi

8 ottobre 2012
tags:
Benghazi Consulate

mcc43

Il Governo che non c’è
La guerra interna fra Bani Walid e Misurata
Il rapimento di un politico linguacciuto:  Guma El Gamaty

 

***

Trappole sulla via verso un governo

Mustafa Abushagur,   magnate delle telecomunicazioni,  è a occhio e croce una personalità decente a cui affidare il governo della Libia, almeno fino anche non sarà stata redatta  la Costituzione. Anche al secondo tentativo, invece, il suo Governo è stato bocciato dal Congresso Nazionale: voti  44 a favore,  17 astenuti e 124 contrari.

Abushagur non aveva alle spalle un partito e  l’incarico era stato strappato di stretta misura su Mahmoud Jibril che non gliel’ha perdonata. E’ il volpino Jibril che ha  pilotato Abushagur verso il voto di sfiducia: lo ha tenuto sulla corda con estenuanti trattative fino all’ultimo per poi negargli  l’appoggio proprio alla vigilia della seduta.

Va detto che Abushagur ha fallito con onore, il suo discorso in Congresso  è stato considerato dai commentatori in  Twitter degno di uno statista;  a votazioni concluse ha sollecitato la designazione di un successore per evitare – in questa fase insidiosissima – l’assoluto vuoto di potere.
Si è tolto con ironia anche qualche soddisfazione:  adesso sarà chiaro a tutti che non appartengo ai Fratelli Musulmani” ha twittato  ribattendo alle voci sulla sua etichetta politica.  Mentre prima di affrontare il voto:

@MustafaAG
“ Ho incontrato nel corso degli ultimi due giorni  diversi membri del Congresso e ognuno di loro ha richieste per nomine di ministri della propria regione e insiste su di esse  come condizione per votare il governo”

Appetiti locali insaziabili e cecità sulla situazione globale. Questo commento di un osservatore libico riassume il problema politico, sociale e istituzionale del paese:

@eljarh
#Libya please don’t turn our 200 #GNC members into democratically elected 200 Dictators !! #LibyaPayAttention

Non si permetta ai 200 parlamentari di comportarsi come tanti piccoli dittatori, Libia stai attenta.
Altrettanto sinteticamente,  si può dire che Muhammar Gheddafi è stato vittima del Nuovo Ordine Mondiale, Abushagur vittima degli appetiti locali e che la Libia è già vittima di una diffusa presunzione di sé di quella parte di popolazione più ambiziosa e gretta .

Bani Walid sotto assedio

L’anno scorso, proprio in questi giorni,  Bani Walid era oggetto di un assedio forsennato  ved. Art. E’ una città con forti tendenze all’indipendenza locale e si oppone al centralismo con la richiesta di un Consiglio locale. Questo le  vale lo sbrigativo epiteto di “bastione dei lealisti gheddafiani”.
Una lunga faida con Misurata fa sì che entrambe detengano prigionieri dell’altra città.  
Nei frequenti scontri di questi mesi Bani Walid ha catturato Omran Shabaan  un ribelle da banda armata, un eroe martire per i suoi, che giura di aver catturato Gheddafi. Non è l’unico, ma il suo racconto è funzionale alla vulgata dispregiativa  “Gheddafi era imbucato in un tunnel” che tanto piace anche ai nostri media.  I fatti completi sono in questa raccolta Celebrità e morte di un Freedom Fighter  . In sintesi: alla cattura sono seguite le torture per strappargli l’indicazione del luogo dove è stato segretamene sepolto il corpo del rais.  Una nozione che il poveretto certo non possedeva. Liberato dai compagni, le sue condizioni richiesero il ricovero  in Francia (!)  dove  – opportunamente per la vulgata e la prosecuzione della faida – è deceduto.  

La componente parlamentare che spalleggia Misurata ha ottenuto il voto su  un’azione armata contro Bani Walid;  poiché l’esercito nazionale è da  burletta,  in concreto chi sta assediando Bani Walid sono proprio le milizie di Misurata. Il Governo ha dato un ultimatum fino al 5, poi esteso al 10, per consegnare i “colpevoli” [ignoti o indicati come persone da indagare ?] della cattura e delle torture su  Shabaan,  imponendo agli abitanti di evacuare la città –  accerchiata! –  in previsione di un assalto.
La situazione ricorda quella di Sirte l’anno scorso:  senza cibo, carburante, medicine e ossigeno per l’ospedale. Nonostante l’ultimatum governativo non sia ancora scaduto la città  viene presa di mira dai lanciarazzi. Nella foto, una famiglia la cui casa è stata centrata. 
Un  Governo che assedia una parte del paese e consente a dei privati in armi di uccidere i suoi cittadini equivale a un regime dittatoriale,  e sta provocando reazioni a sostegno della città  da parte della numerosa tribù Warfalla.
Finirà nel sangue, come fanno temere  gli scontri  ora in corso ? Alla mezzanotte del giorno 8,  la conta dei morti in Bani Waalid è arrivata a tre e i feriti di Misurata  sono nove,  informa Reuters.
O con uno scambio di prigionieri, come la più banale logica vorrebbe? Da tenere in considerazione: negli stessi giorni scontri sono in atto a  Soussa e a Derna per motivi che non devono essere molto diversi dalle rivalità locali e dalle azioni dei jihadisti.

Un rapimento misterioso

Guma El Gamaty è uno dei molti personaggi  della diaspora libica che hanno condotto, dalla loro sicura casa all’estero,  la “rivoluzione” contro Gheddafi.  Gamaty rappresentava il CNT in Gran Bretagna, con riserve minuziosamente espresse da un articolo in questo post  circa la  discrezione e il tatto diplomatico,  per diventare poi  politicamente  attivo in patria. La notte del 7 è stato rapito  mentre si trovava in compagnia di amici al caffè; le notizie parlavano degli autori come di una milizia non identificata . Tale è rimasta perchè nella conferenza stampa del suo partito è stato comunicato il  suo rilascio – sequestro lampo! – ma senza chiarirne  motivazioni e autori.  Non sfugge la coincidenza dell’aavvenimento con le febbrili ore della preparazione della lista del nuovo Governo e della bocciatura in Parlamento.
Il giorno 9 sulla sua pagina FB Gamaty pubblica la sua versione: sarebbe stato rapito la sera del 6, portato in zona desertica e lì abbandonato da un commando di 5 auto di miliziani incaricati  di rapire il componente di una banda avversa. Rapimento per errore…  Non può rivelare altro “per non compromettere le indagini”.   Che sia vero oppure solo una versione per coprire fatti più gravi o imbarazzanti, dà di Tripoli un’immagine nefasta. Una capitale, mettiamo Roma, dove un malcapitato passante in  Piazza Navona si può ritrovare abbandonato nei boschi dell’Appennino laziale da un intero plotone di terroristi, che capitale è?

 ****

Ognuna di queste circostanze sarebbe motivo di sdegnati commenti  internazionali, invece non vi  è clamore. Solo rari trafiletti  che spesso rivelano come l’autore non si raccapezzi nel flusso degli eventi . Perchè la Libia è stata “liberata” dai governi  della  Nato. Fine della storia.


Non per noi che riteniamo inaudito e sospetto che  per due settimane i detective FBI  siano stati bloccati a Tripoli “per motivi di sicurezza” prima di avere via libera verso la  scena del crimine. Il  cosiddetto consolato di Bengasi, dove nel contempo   passeggiavano e scoprivano documenti i reporter CNN e Washington Post.
Come si sta scrivendo la vulgata sulla morte dell’ambasciatore Chris Stevens? Un altro capitolo della storia, un altro post.

raccolta articoli e video in  : Libya and the killing of Ambassador Stevens

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