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Libia 2012: torna al 1920 – Libya 2012: 1920 again

29 ottobre 2012
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mcc43

Come l’individuo può restare segnato per tutta la vita da un evento particolare e ciclicamente ricreare situazioni che ne ripetano il significato, lo stesso accade talvolta ai popoli. Anche se pensano di procedere e progredire, marciano sul posto. Cambiano solo armi  e  slogan.

As the individual can be marked throughout the life by a certain  event and then recreate situations sharing that meaning, sometimes an entire population can have similar reactions. Even if they think to  move forward, they are only marching on the spot. What change are just  weapons and slogans.

citazione da/ quote from

THE NATIONAL

Un mese di assedio e la battaglia per il controllo di Bani Walid, centro della più numerosa tribù della Libia, la  Warfalla, hanno all’origine una situazione molto simile a quella del 1920.
Ramadan Suwahli, uomo forte di Misurata, si lascio indurre dall’Italia, potenza coloniale del tempo, a un patto ambizioso.  Gli fu detto che, se fosse riuscito a conquistare Bani Walid,  avrebbe poi controllato tutto  il nord-ovest della Libia, venendo quindi a   trovarsi in posizione migliore per negoziare accordi politici con i padroni coloniali.

Quando Suwahli mobilitò la tribù di Misurata, nel 1920, per attaccare i  vicini di Bani Walid, non c’era giustificazione diversa  che una non ben definita lotta di potere con  l’uomo forte dei Warfalla,  Abdelnabi Bel Khayre.

Quasi un secolo dopo, torna lo stesso scenario.  Nel 1920, Suwahli perse la guerra e, va ricordato, fu ucciso proprio nel giorno della festa dell’Eid Al Adha. Né la tribù di Misurata né la Warfalla hanno dimenticato  quella battaglia.
Nel recente conflitto la storia è tornata in evidenza: quando la milizia di  Misurata ha piegato [a ridosso dell’Eid] i resistenti ed è entrata nel cuore di Bani Walid ha appeso in segno di trionfo un grande ritratto di Suwahli

The recent month-long siege and battle to control Bani Walid, home to Libya’s largest tribe the Warfalla, has its roots in a very similar situation in the 1920s.

Ramadan Suwahli

Ramadan Suwahli, Misurata’s strongman at the time, received some bad advice from Italy, Libya’s colonial power. The Italians told Suwahli that if he were to conquer Bani Walid, he would control the north-west of Libya and thence be in a better position to negotiate a political settlement with the colonial masters.
When Suwahli mobilised his Misurata tribesmen in 1920 to attack their neighbours in Bani Walid, there was little justification besides an ill-defined power struggle with the Warfalla’s own strongman, Abdelnabi Bel Khayre.

Almost a century later, and the same scenario is playing out again. In 1920, Suwahli lost the war and, as a timely reminder, he was killed on Eid Al Adha. Neither tribe, Misurata nor Warfalla, forgot what happened in that conflict. In the recent battle for Bani Walid, history was at the forefront – when the Misurata militia claimed victory in the centre of Bani Walid last week, they raised a large portrait of Suwahli as a triumphalist gesture.

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