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Dov’è Aisha Geddafi? Lo sa Hilary Clinton.

10 novembre 2012

mcc43

I Gheddafi fanno notizia per i media importanti solamente nelle occasioni in cui le loro vicende soccorrono le linee politiche che hanno condotto all’intervento Nato e allo stravolgimento del paese. Così è per Saif Al Islam, segregato nella sua prigione tribale, che ogni tanto la Corte Penale Internazionale dichiara clamorosamente di voler processare dando la possibilità  ai libici di assicurare altrettanto clamorosamente di poterlo fare in loco secondo criteri di giustizia. Negli intervalli è il sottobosco mediatico, le piccole testate, che discretamente s’incarica di ricordare che esiste un problema irrisolto, il resto della numerosa famiglia.

Principalmente è Aisha Gheddafi  a godere di una non scalfita popolarità, che contato io stessa nel blog dove i post che la riguardano, sebbene datati mesi fa, sono fra i più visionati.

In questi giorni da un media cinese è uscita la notizia notizia che Aisha ha incaricato della sua vertenza contro  NATO, Qatar e Emirati,  per l’uccisione del padre e dei fratelli,  un avvocato tunisino, Bechir Essid, che ne ha dato conferma con un’intervista radiofonica. 

 Tuttavia, contemporaneamente, dalla  Libia fonti “ufficiali” ma anonime hanno dichiarato che la famiglia Gheddafi ( la madre e due fratelli di Aisha, con relativi congiunti,)  esule in Algeria avrebbe lasciato il paese per ignota destinazione, presumibilmente un’ altra nazione africana.
Nella dichiarazione rilasciata al corrispondente in  Cairo del quotidiano arabofono con sede a Londra asharq alawshat (ved. articolo Majority of Gaddafi family has left Algeria,) la fonte asserisce che la Libia ne è venuta a conoscenza (il 6 novembre) in via ufficiale dal governo Algerino. Non si comprende la ragione, quindi, dell’anonimato trattandosi di una conoscenza legittima e non ottenuta per spionaggio.

Il Governo libico, continua la fonte, è  disposto ad acconsentire al ritorno in patria di Safia Farkash, la vedova di Gheddafi, ma anche questo non si comprende, essendo stata emanata una legge che espropria i beni delle personalità del regime – ed è difficile non includervi la moglie del “dittatore” sebbene non facente parte della gerarchia ufficiale, come il marito del resto-  ed essendo in corso una spietata caccia ai gheddafiani da parte delle milizie.
Si noti, poi, che il ritorno a casa di Safia significa ritorno in Cirenaica, regione d’origine, da cui partì la ribellione del febbraio 2011.
Infine, questa dichiarazione contrasta con la linea sempre seguita dal CNT, che ripetutamente aveva richiesto l’espulsione e il rimpatrio di tutta la famiglia. Ciò che ottenne dal governo algerino fu soltanto di silenziare Aisha, alla quale formalmente si vietò ogni contatto con i media. Sarebbero proprio le misure restrittive, argomentano altre fonti, ad aver pesantemente influito su di lei inducendola a lasciare il paese.  Erano davvero pesanti queste restrizioni se nei mesi scorsi si è letto che la stessa avrebbe assistito ad una partita di calcio allo stadio di Algeri?

Come si vede intorno ad Aisha si creano favole, una meno credibile dell’altra, ma è indubbio che la sua presenza, insieme alla sua numerosa famiglia, è di notevole imbarazzo per l’Algeria sul piano dei rapporti internazionali.
Specialmente ora che l’Algeria subisce pressioni affinché assuma un impegno diretto  in Mali, collaborando con al progetto di invio di una forza militare internazionale contro gli infiltrati di AlQaeda nell’Azawad, regione nord del paese. (ved. La dottrina Obama per l’Africa travolge il Mali).

Non deve sfuggire la circostanza che la notizia dell’uscita dei Gheddafi verso altra destinazione è del 7 novembre e che Hilary Clinton è stata ad Algeri a colloquio con Bouteflika  il 29 ottobre.

“We came we saw …they left” ? Riecheggiando “he died” dell’anno scorso, quando Gheddafi fu ucciso due giorni dopo la sua visita a Tripoli?

L’intromissione di Hilary è l’unico elemento che dà un grado di credibilità alla notizia. In tal caso,  perché i grandi media tacciono un evento che sarebbe avvenuto e che potrebbero sfruttare con fiumi di articoli e pettegolezzi?
E’ inquietante il pensiero di quanto sia corta  la … catena della cosiddetta libera informazione.

Si deve forzatamente attendere e, fra silenzi e psyop, cercare di intuire come vengono regolati i conti nella politica internazionale, chiedendosi che cosa la distingue dalle lotte nel mondo del crimine organizzato.

****

aggiornamento 11 novembre
The  Telegraf oggi riferisce la notizia come la formula “report in Arabic press”,  senza approfondimento, e con la giustificazione che sarebbero i timori di un miglioramento dei rapporti fra Algeria e Libia ad aver suggerito l’esodo.

********

Sorprendente coincidenza temporale: il 9 novembre al Cairo vien trovata uccisa  Zahra Albo-Aishy, una figura di spicco del clan Gheddafi, brutalmente accoltellata. Di recente aveva organizzato la manifestazione di sostegno alla città di Bani Walid assediata e devastata dalle milizie inviate dall’Assemblea nazionale (ved. post Libia 2012: torna al 1920

Questa notizia è di fonte  non molto affidabile come si è rivelata nel tempo Algeria-Isp, e anche per questa ragione nasce la curiosità: perchè ora?

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