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In memoria di “Porrajmos”, sterminio nazista dei Rom e dei Sinti

27 gennaio 2013

mcc43

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Shoa e Porrajmos sono entrambi stermino di popoli,  ma da Shoa è nata una nazione, da Porrajmos (Divoramento! ) solo oblio e ignoranza.

Dachau, Mauthausen, Watzweiler, Neuengamme, Ravensbruck, Buchenwald, Jagala, Treblinka, Auschwitz.
Sono le tappe della tragedia che ha colpito il popolo Zingaro.

Poche persone tentarono di salvare gli innocenti: un sacerdote cattolico di Illingen, che fece fuggire in Francia molti Zingari. Altri riuscirono a fuggire nelle montagne, e spesso partecipavano alla lotta partigiana. Ma moltissimi altri vennero catturati, con l’espansione tedesca in
Boemia, Polonia, Belgio, Olanda, Francia, Balcani.

Il regime hitleriano ha avuto numerosi complici, a partire dai collaborazionisti: il governo di Vichy fu responsabile dell’internamento in campi di concentramento di 30mila fra Rom e Gitani. Altri furono consegnati agli occupanti tedeschi e molti furono quelli che morirono durante la deportazione.
La notte di Natale del 1941, migliaia di Zingari furono uccisi dal fuoco degli Einsatzgruppen (‘gruppi di azione’) nazisti. Accadde in Crimea, nella periferia di Simferopol. Nell’agosto del 1944 Himmler ordinò lo sterminio totale.
E’ difficile stabilire il numero totale degli Zingari morti a causa della follia nazista: la cifra varia da 250mila a 500mila unità, altre indagini ipotizzano u milione. Si hanno maggiori informazioni sulle cifre parziali: nel 1943, i libri contabili di Auschwitz registravano 20.943 Zingari. Ogni baracca conteneva 800 o 1000 persone, mentre era stata costruita per 300 unità. Solo nel marzo 1943 morirono 7000 zingari. La notte del 31 luglio 1944, ne furono uccisi 4000, nelle camere a gas.

&&&&

notizie da 
http://www.romano-liloro.com/killings-2011.htm
http://www.errc.org/ European Roma Rights Centre
http://www.operanomadimilano.org/
http://www.cestim.it/03zingari.htm
http://www.carnialibera1944.it/resistenza/porrajmos.htm
http://www.terrelibere.it/vento.htm#_Toc535641737


Ancora oggi capri espiatori

Dall’11 settembre, la crisi economica ha dato ai partiti razzisti un bersaglio, qualcuno su cui deviare l’insoddisfazione sociale ed è cominciata una campagna di incitamento all’odio. Su scala mondiale dice  questo articolo.

Nel 2009 in Ungheria l’estrema destra ha trionfato alle elezioni cavalcando la diffidenza verso i Rom e incitando sfacciatamente alla violenza: distruggete le loro case, uccidete i bambini. E’ così che i neonazi del partito Jobbik hanno raccolto il 17 % dei consensi diventando la terza forza politica del Parlamento, è così che  le violenze sono continuate nell’impunità nonostante in Ungheria gli Zingari siano inseriti come chiunque altro nelle attività produttive.

La Romania non è da meno e  la popolazione tende a respingerli nell’aparthaid. La tendenza a considerarli inferiori ha origine proprio in Romania dove per secoli hanno subito la schiavitù. Un modo drastico per vietare la vita nomade. Hanno acquistato la libertà  alla metà dell’800 quando la monarchia  si rese conto di essere in ritardo sui tempi, ma  che vita fa uno schiavo liberato che vive in mezzo a quelli che lo tenevano in schiavitù?
Nelle stesse organizzazioni che dovrebbero occuparsi dei bambini Rom in Romania avvengono violenze, abusi, induzione alla prostituzione e all’accattonaggio. I boss di questo commercio sono in combutta con pezzi grossi che vengono dall’Italia. Pratica diffusa è rapire i bambini Rom per portarli qui a mendicare. O altro.
E’ una beffa la credenza italiana “gli zingari rubano i bambini” ed è intollerabile che i piccoli Rom  di cui si perde notizia possano essere  materiale umano per trapianti.

La bimba di questa foto il 25 giugno del 2010  ha subito bruciature sull’80% del corpo durante un raid anti-zingari nella Repubblica Ceca. Aggressioni  accadono anche in Slovacchia, Croazia, Bulgaria, Macedonia e si tratta di pistole, bombe a mano, attentati incendiari, violenze della polizia.
La Corte europea ha sentenziato che gli stati sono tenuti a indagare e perseguire i responsabili,  nonostante questo la maggior parte degli autori di violenze contro i Rom in Europa agiscono impunemente. Con quali effetti?

 

questo articolo è un estratto da Gipsy Rapsody

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10 commenti leave one →
  1. Barbara permalink
    31 gennaio 2013 5:47 pm

    i rom ebrei e tanti altri cittadini morirono A MILIONI sotto il regime COMUNISTA.
    Che facciamo ci indignamo solo per gli assassini di massa comodi e si rimuovono quelli “simpatici”?
    Quando non essere comunisti era un peccato mortale
    E che dire dell’Holodomor -il genocidio degli ucraini che nessuno ricorda. Sono vittime che valgono meno evidentemente per la politica politically correct
    http://pulcinella291.forumfree.it/?t=60377816
    Condannare il nazifascismo sì, il comunismo per gli stessi IDENTICI CRIMINI NO.
    Fortuna che questi si professano eticamente e moralmente superiori

    http://pulcinella291.forumfree.it/?t=60377816

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    • 31 gennaio 2013 8:50 pm

      A chi fai questa crtitica? All’Onu suppongo!! Perchè la giornata della memoria è stata istituita dalle nazioni unite per il 27 gennaio in ricordo delle “vittime del nazismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.”
      Questo è l’argomento del 27 gennaio, e vi rientra l’etnia Rom.

      Sarebbe stato meglio dedicare il giorno alle vittime di TUTTI i genocidi.
      Così rientrebbe nella conoscenza collettiva il dimenticato sterminio compiuto in Africa dell’Italia, tanto per fare un esempio che ci riguarda. Quello che ha preso di mira una intera etnia e ha svuotato di indigeni il Nord America e annientato la loro cultura, c’è il Ruanda…. Ci sono le due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, sterminio fulminante che, perlomeno, un pò viene ricordato.

      I regimi politici non instillano: “intercettano” la crudeltà che c’è sotto la superfice civile delle persone e se ne servono.
      Questa è la mia convinzione che rende questo blog disadatto a fare la classifica politica dei mostri.

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  2. franci permalink
    6 febbraio 2013 11:30 pm

    Fenestrelle, Piemonte, il primo lager italiano nel 1860 dei soldati napoletani borbonici, a quando il giorno della memoria?

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    • 7 febbraio 2013 12:03 am

      La Fortezza di Fenestrelle nel 1860
      Il bagno penale

      Il bagno penale fu anche una prigione militare in cui furono rinchiusi, oltre ai militari che avevano commesso crimini o gravi infrazioni al regolamento, anche i soldati di quegli eserciti che si erano opposti al Regno di Sardegna prima e al Regno d’Italia in seguito, durante il Risorgimento e i primi decenni del XX secolo; in particolare austriaci ed italiani degli stati preunitari che avevano combattuto durante le guerre d’indipendenza, componenti del disciolto Esercito delle Due Sicilie fatti prigionieri durante gli anni dell’unificazione risorgimentale del Sud Italia, 6 garibaldini in seguito ai falliti tentativi di Garibaldi di occupare lo Stato della Chiesa, 462 papalini dopo la presa di Roma, militari austro ungarici durante la prima guerra mondiale. I detenuti del bagno penale avevano a disposizione camerate comuni.

      era un carcere, continuò ad esserlo durante il ventennio fascista Vi erano rinchiusi dei condannati, a ragione o a torto, per violazioni di un codice o perchè prigionieri di guerra. Lo puoi con ragione assimilare a Guantanamo, ma non ha niente a che fare con il programmato sterminio di una etnia.
      Grazie del commento.

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      • 7 febbraio 2013 10:22 pm

        dici bene…. il “disciolto” Esercito delle Due Sicilie, nel senso che i fratelli liberatori del Nord li scioglievano nella calce http://digilander.libero.it/freetime1836/libri/libri6savoialager.htm-
        Spero che si comprenda che ciò che hanno fatto alla Libia nel 2011, è stato fatto al Sud Italia nel 1861, e Tri-Poli e Na-Poli sono state stuprate dagli stessi mandanti, usurai sionisti, con una tecnica ormai consolidata di corruzione e disinformazione globale. Ciao

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  3. 7 febbraio 2013 10:37 pm

    Sono più che d’accordo con te se assimili ogni intervento straniero contro un altro paese, con il suo seguito di violenze soprusi saccvheggi. Non possono assimilarsi invee agli stermini di Nativi americani, rom, sinti, tutsi, cioè quando ci si è scatenati contro un popolo per ragioni di razza- Anche se in Libia un genocidio vero si è verificato: arabi libici contro libici neri.
    Io credo che sebbene la convivenza sia funestata da campanilismo e pregiudizi fra italiani un genocidio nel senso proprio non si sia mai verificato.
    Detto questo, trovo un grande errore culturale e una ingiustizia che nei libri scolastici non sia detto quanto fosse per molti versi più evoluto il regno delle due Sicilie. Purtroppo la storia la scrivono i vincitori.

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    • 10 febbraio 2013 2:46 am

      Questo è il vero problema, chi gestisce la cultura, l’educazione gestirà, domani anche le masse. Di fondo credo sempre più vera l’affermazione che l’educazione privata sia quella meno infetta da idee massificate.

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      • 10 febbraio 2013 2:50 am

        Anche perchè quando scegli una privata, sai che orientamento scegli e i docenti devono stare nelle linee guida.
        Nella scuola pubblica che dovrebbe presentare uno spettro più ampio di conoscenza l’insegnante è libero di modellare quello che dice sulle sue personali convinzioni e tacere quello non gli va. In Italia dico, non è l’insegnamento sotto accusa ma la non-formazione dei docenti.

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        • 10 febbraio 2013 10:03 am

          Secondo me le due cose stanno assieme. Insegnanti e apparato burocratico che gestisce la cultura sono figli delle stesse linee guide che stanno alla base delle manipolazione dei bimbi. Uno stato (ipotetico) dovrebbe insegnare una cosa fondamentale: la capacità di poter vedere ogni problema sotto diversi aspetti. Questo però implica una forte capacità di critica e spesso anche il sovvertimento. Non è praticabile! Ma uno stato cos’è se non l’espressione della manipolazione ad alti livelli? E’ un gioco senza fine in cui il banco vince sempre, purtroppo.

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Trackbacks

  1. Memoria Gitana | unlucano

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