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Il razzismo del Mali e l’onore della Francia

31 gennaio 2013

mcc43

Da newsring
Le rappresaglie dell’esercito nazionale del Mali contro la comunità Tuareg del nord, dove i soldati sono arrivati Hollande con l'arcograzie all’operazione francese Serval. suscitano  preoccupazione in ambito internazionale.  “A Seribala, non lontano da Niono, un testimone oculare ha descritto l’esecuzione da parte dei soldati del Mali di due civili Tuareg e del saccheggio delle loro case” scrive su Le Monde Philippe Bolopion responsabile delle relazioni di Human Rights Watch con l’Onu.  Sostiene che questi eventi mettono a rischio l’onore della Francia: “Il pericolo? L’esercito francese apre la strada del Nord alle truppe del Mali, affamate di vendetta,  che commettono o tollerano abusi contro i civili e i prigionieri accusati di aver appoggiato il  nemico”, dice l’ex corrispondente presso le Nazioni Unite.

Non c’è dubbio che la Francia si trova in una tenaglia. Non può escludere l’esercito del Mali dalle operazioni poiché il suo intervento sarebbe immediatamente qualificato come aggressione a una nazione sovrana. Non può lasciare il campo perché l’esercito del Mali, a più riprese sconfitto sia dai Tuareg dei MNLA che dagli islamisti, ha sete di vendetta sulla popolazione, nonostante a suo tempo questa abbia subito, e non chiesto, l’arrivo degli jihadisti.

Per proteggere i suoi interessi nel vicino Niger –  in concreto la via aperta per l’esportazione dalle miniere di uranio dell’Areva – Hollande ha lanciato un’operazione che sta portando e porterà a lungo una recrudescenza dei conflitti etnici.
Occorre ricordare che la popolazione, in maggioranza Mandinga, di pelle nera del sud Mali ha sempre visto di malocchio sia la componente araba che quella Tuareg, di pelle bianca, che costituisce la maggioranza del nord, la regione povera e trascurata dell’Azawad.

Al seguito delle truppe regolari arriva la milizia Ganda Koy, una formazione razzista regolarmente armata dal governo negli anni addietro, nemica tradizionale dei Tuareg.

Sia Amnesty che Repoter senza frontiere hanno già denunciato crimini contro la popolazione, vedere fonti in  Northern MALI: the abuses of the army on the population are not new

Non è chiaro come potrà uscirne a testa alta la Francia, tanto più che l’arrivo delle truppe dei paesi vicini, sotto l’ombrello della missione affidata dall’Onu, porterà in Mali contingenti restii a collaborare sotto un comando unitario. Al momento, il capo dell’esercito congiunto dei pae4si dell’Africa Occidentale è  Alassane Ouattara, l’uomo insediato da Sarkozy alla presidenza della Costa d’Avorio, dopo la cattura e l’invio alla Corte Penale Internazionale di Laurent Ggabgo. L’esordio della presidenza di Ouattara è stato segnato da uccisione e torture sulla popolazione civile, rivalsa contro veri o presunti sostenitori del suo predecessore.

 ****

Per l’origine della ribellione Tuareg dell’Azawad  vedere

INDIPENDENZA, sogno e lotta dei TUAREG del Mali

1a parte

2a parte

e

Fermare Sarkozy dal mandare in pezzi l’Africa Occidentale

 

 

 

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