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ELEZIONI: una partita truccata

12 febbraio 2013
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mcc43

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Chi perde è comunque l’elettore

http://www.modenatoday.it/~media/base/15960919689645/la-solitudine-dell-elettore-alla-pol-gino-nasi.jpg

di

Massimo Fini

  • 12/02/2013

Fonte:

Che agonia. Non si puo’ aprire la Tv senza vedere le solite facce di palta che pontificano. Non si puo’ accendere la radio senza sentire le loro voci odiose. Non si puo’ sfogliare un giornale senza essere sommersi da un profluvio di dichiarazioni, contradditorie, immotivate, irrealistiche, iperboliche. E sono tutti nati ieri. Sono tutti vergini. Non c’è nessuno, che pur essendo in politica da vent’anni e magari anche da trenta, abbia l’onestà intellettuale di assumersi, almeno pro quota, qualche responsabilità del disastro, economico e morale, in cui è caduto il nostro Paese. La rigetta sull’avversario o presunto tale. Dovrebbe bastare questo spettacolino indecente per convincere il cittadino che abbia un minimo di discernimento a dire: sapete qual’è la novità ? Io non voto, non vengo a legittimarvi, per l’ennesima volta, a comandarmi per altri cinque anni dovendovi anche pagare profumatamente.

La democrazia rappresentativa è una finzione il cui rito culminante sono le elezioni. Lo è tanto più oggi che, dopo la caduta del comunismo, tutti i partiti, a parte qualche eccezione senza rilievo, hanno accettato quel libero mercato che, insieme al modello industriale, è il meccanismo reale che detta le condizioni della nostra esistanza, i nostri stili e ritmi di vita e di cui le democrazia è solo l’involucro legittimante, la carta più o meno luccicante che avvolge la polpetta avvelenata. Le antiche categorie di destra e sinistra non hanno più senso (ammesso che lo abbiano mai avuto perchè il marxismo non è che l’altra faccia della stessa medaglia: l’industrialismo). Non esistono più le classi, ma un enorme ceto medio indifferenziato che ha, più o meno, gli stessi interessi. Tuttavia questo ceto medio, per abitudine, per il martellante lavaggio del cervello da parte dei media legati alla classe politica (l’unica rimasta su piazza) si divide fra destra e sinistra con la stessa razionalità con cui si tifa Roma invece che Lazio, Milan o Inter. E quando il cosiddetto ‘popolo della sinistra’ (o della destra) scende in piazza per celebrare qualche vittoria elettorale, ballando, cantando, saltando, agitandosi, è particolarmente patetico perchè i vantaggi che trae da quella vittoria sono puramente immaginari o, nella migliore delle ipotesi, sentimentali, mentre i ricavi reali vanno non a questi spettatori illusi ma a chi sta giocando la partita del potere (la ‘casta’ per dirla con Gian Antonio Stella). Ad ogni tornata elettorale c’è un solo sconfitto sicuro, che non è la fazione che l’ha perduta (che verrà ripagata nel sottogoverno in attesa, al prossimo giro, di restituire il favore) ma proprio quel popolo festante insieme a quell’altro che è rimasto a casa a masticare amaro per le stesse irragionevoli ragioni per cui l’altro è sceso in piazza. Vincano i giocatori dell’Inter o del Milan è sempre lo spettatore a pagare lo spettacolo.

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9 commenti leave one →
  1. 12 febbraio 2013 3:19 pm

    “I parlamenti sono stati una barriera giuridica tra la gente e l’esercizio dell’autorità, escludendo le masse dalla politica significativa e monopolizzando la sovranità al loro posto. Ai cittadini è lasciata soltanto una facciata di democrazia, che si manifesta in lunghe code per deporre il voto nelle urne.”
    da Libro Verde di Gheddafi Capitolo : Gli strumenti del Governo

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  2. 12 febbraio 2013 3:58 pm

    Quanta verità!
    Diciamo che tutti dovrebbero leggere con attenzione un Tommaso D’Acquino. Non lo dico per religiosità, ma per la verità politica. Guarda caso anche Wikipedia ha tolto dalle sue opere “De Regime Principum“, un trattato di politica.

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    • 12 febbraio 2013 4:28 pm

      Mi er venuta l’idea di metterlo a disposizione di chi eventualmente leggerà, ma non è posisbile trovare il testo in italiano, e nemmeno in inglese?, ci si deve accontentare dello spagnolo del 1861. Dubito … ma la prima frase è ben comprensibile

      La falsa política arrastra hoy al mundo á la barbarie;

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      • 13 febbraio 2013 2:14 am

        Mi spiace che non trovi. Io ho una copia, credo dell’inizio 900 di mio nonno, edizione “Carabba – Lanciano” Traduzione e introduzione d Antero Meozzi.
        Se riesco lo scannerizzo e te nemando copia in pdf.

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        • 13 febbraio 2013 2:43 am

          Grazie, ma puoi aspettare, qui da me c’è un ottimo Consorzio Bibliotecario, appena posso lo cerco. 🙂

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  3. gino salmaso permalink
    12 febbraio 2013 8:04 pm

    Non votare, ma che bella trovata! destra e sinistra significa: chi deve pagare? è meglio andare a votare tenendolo presente, magari tappandosi il naso. O rivogliamo il cavaliere?

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    • 12 febbraio 2013 8:36 pm

      Ai tempi DC e PC ogni scontento poteva pensare di votare quello che riteneva il meno peggio turandosi il naso. Adesso che non ci sono più le scuole di partito a sgrossare l’ignoranza il quadro è quello di gente che al meglio annaspa, ma il più delle volte rincorre quello su cui martellano i media spacciandolo per “la gente vuole”. Votare, se questa è la propria opinione, è mancanza di coerenza o senso di colpa o voto venduto.
      Astensione e scheda bianca sono un “voto” chiarissimo ed è il più temuto da questa classe politica.
      Grazie del commento.

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    • 17 febbraio 2013 1:18 am

      Alcuni dicono, e sono d’accordo, che tra due mali è preferibile il minore, ma spesso mi dico che il male minore è sempre un male. Ora, in uno scenario politico come il nostro, perché dovremmo votare? E sulla base di quale ideale, visto che il voto è solo l’inganno dato dai potenti al popolo illudendolo che può cambiare? Se voto Berlusca sappiamo come andrà a finire, se voto Bersani lo stesso, se voto gli altri compio ciò che si vuole che si faccia. Ridurre la governabilità di questo paese al fine di permettere che quella canaglia che sta al Quirinale regni per altri due anni e compia il disegno per il quale è stato eletto completando lo sfascio completo di tutte le infrastrutture italiane. A mio parere siamo in un vicolo cieco e all’orizzonte non c’è nessuno che sappia prendere il timone per raddrizzare questa barca. Nessuno, nemmeno Grillo. Certo, quest’ultimo potrebbe essere il famoso sassolina nella scarpa che scompagnia le file serrate degli attuali lazzaroni, ma sappiamo che alcuni, nel passato, hanno fatto una brutta fine, salvo che Grillo non sia il “Trojan” politico tramite il quale far passare legge e regolamentazioni tali da retrocedere il nostro paese nel caos.

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  4. 17 febbraio 2013 11:24 am

    Anche io sono un poco perplessa, cioè io so che NON voglio votare nessuno di loro, ma mi secca di essere costretta per colpa di cotanti figuri a non esercitare questo diritto formale, che altro non è se non un rito.
    Almeno quando votavamo con il proporzionale ci potevamo contare, avere un’idea precisa del sentimento del paese, adesso non si capisce più niente. La frase che sento più spesso in giro è “adesso basta voto Grillo”, uno sfogo basato sulle performance del comico, pochissimi hanno letto il programma, che mi ricorda la furia distruttiva del periodo di Mani Pulite e sappiamo come è andata. Probabilmente essendoci questa valvola di sfogo l’astensione sarà bassa questa volta.
    Trojan… eh mi sa che hai ragione.
    ps. ora e sempre Abbasso Napolitano
    febbraio 17, 2013 11:26 am

    Ho sviluppato la tua osservazione su Grillo come trojan … qui <a href="La sfida di Grillo e il pericolo della rivoluzione apparente” target=”_blank”>La sfida di Grillo e il pericolo della rivoluzione apparente

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