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Percentuali elettorali e democrazia. Italia 2013/Germania 1933

Il Fatto r

 
Il consenso da nascondere… pessimo segnale.

Gli  appassionati sostenitori del M5S sono il centro pulsante della campagna elettorale,il favore che essi ottengono richiederebbe  una seria riflessione dei partiti.
E’ una triste viltà fingere di sottovalutare e denigrare banalmente Grillo – che ha compiuto finora un’impresa straordinaria –  e il M5S , anzichè articolare dettagliatamente proprie risposte ai problemi reali che nei torrenziali comizi egli enumera per metterne in evidenza  vuoti e nebulosità.

Le forze politiche che nascono nella venerazione di una personalità hanno precedenti storici dubbiosi come il peronismo dell’Argentina o esecrabili come il nazismo tedesco.

Il partito di Hitler invase le istituzioni della Germania nel 1933  conquistando una percentuale di consensi del 43,9 % nelle elezioni del 5 marzo.

elezioni Germania 1933

Non sono la cabina e la matita  la “democrazia”. Lo è l’uso consapevole e lungimirante del voto che solo un’informazione sagace dei media e un coraggioso confronto tra i partiti consentono. Quando allo scontento si aggiunge  una conoscenza realistica delle difficoltà e delle possibilità si arriva a formare un Parlamento di persone capaci e un Governo al servizio del bene collettivo.

 
Questo vuoto di informazione e la viltà della classe politica protesa ad autoconservarsi  devono suscitare apprensione, non la persona di  Beppe Grillo cui si deve l’aver messo in luce la vastità della delusione del paese.
Ma quando Grillo – nel suo comunicato politico n. 50  – afferma che i partiti dovrebbero ringraziare -perchè senza il M5S non sarebbe rimasta altra alternativa alla loro incapacità che la dittatura – dimentica che qualunque sia il modo con cui si cavalca lo scontento, la furia iconoclasta non conduce automaticamente al buon governo.

visto in Twitter:

La rivoluzione richiede testa. Per la ribellione basta la pancia.

— Massimo Ferrario (@MasFerrario) 20 febbraio 2013

segue da articolo Il “guru” Grillo, gli anti-casta, i naif e il partito passepartout

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