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Italia delle illusioni. Dal Cavaliere al Grillo

27 febbraio 2013

mcc43

Il disturbo bipolare dell’Italia

1994-L’illusione Berlusconi
2013 – L’illusione  Beppe Grillo, commento di John Foot

1994

L’illusione di Berlusconi

«L’Italia è il Paese che amo, qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. (…) Qui ho appreso la passione per la libertà. Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a un passato fallimentare. (…) Affinché il nuovo sistema funzioni, è indispensabile che alla sinistra si opponga un Polo delle Libertà capace di attrarre a sé il meglio di un paese pulito, ragionevole, moderno» messaggio tv di Sivio Berlusconi per annunciare discesa in campo, 26 gennaio 1994

*****

Elegante e forbito, rassicurante nella sua conquistata agiatezza, allettante con la promessa del tutto fattibile,  il pifferaio incantò l’Italia e la pose su una china discendente verso la grigia atmosfera tecnicista di Monti.
L’inconsistenza del professore schiaccia il paese nella depressione e prepara la finta svolta.

L’eterno ritorno del “non compreso” ripropone l’uscita dallo stato depressivo attraverso un’altra fase maniacale. E’ l’illusione diversamente acconciata: l’aspetto ruspante, l’eloquio sguaiato, l’appello vendicativo di Grillo.
Uguale illusione sotto diversa forma.

L’identica semplificazione dei problemi, l’annuncio lusinghiero e liberatorio creano la desiderata euforia che nasce dalla “non discutibile” convinzione che “poi” tutto andrà bene.
Lasciateci fare. E’ l’equivoco dell’ebbrezza creduta ottimismo.

*****

2013

L’illusione di Beppe Grillo

di John Foot

Docente Storia contemporanea University college Londra

È stato un terremoto. Un movimento che non si è mai presentato prende nove milioni di voti, senza andare mai in televisione. Un uomo che ha perso 6,2 milioni di voti in cinque anni canta vittoria. Una coalizione che ha sciupato 3,4 milioni di voti “vince”, ma sembra (per tutti) uno dei grandi sconfitti.Un tecnico senza un partito, Mario Monti, prende quasi il 9 per cento (in altri tempi sarebbero stato visti come un trionfo) e tutti dicono che è stato bocciato. I vecchi “centristi” Fini e Casini sono diventati assolutamente irrilevanti. Di Pietro è sparito. La sinistra non esiste più. Vendola ha perso persino in Puglia. La lista Ingroia è stata dannosa e completamente inutile.L’abbraccio fatale di Berlusconi ha dimezzato i voti della Lega. Tutti i populisti storici degli anni novanta sono scomparsi, inclusa la famiglia Bossi. Solo due grandi populisti sono rimasti in campo: Grillo e Berlusconi. E poi, a Firenze, c’è un certo Matteo Renzi che aspetta il suo momento, immensamente rafforzato dalla realpolitik e dal grigiore di un partito in agonia, che non esiste più nel territorio (in realtà non e mai esistito) e che ha perso contro Grillo, persino nelle Marche.

Tutto questo arriva con il pericolo di una grande illusione. È l’illusione su cui Grillo ha costruito il suo successo, il sogno dell’antipolitica secondo il quale i problemi dell’Italia sono soprattutto la corruzione, i “costi della politica”. Basterebbe cambiare le persone, e abolire tutti questi privilegi, per risolvere tutti i problemi.

È un’illusione in cui credono moltissimo quelli che hanno votato per il Movimento 5 stelle. Grillo non ha niente da dire sull’economia, sul debito pubblico insostenibile, su un’Italia divisa fra ricchi e precari. Lui dice no a tante cose: l’euro, la Germania, la tav, i sindacati. Ma un programma pieno di “no” non è un programma, è un antiprogramma.

Una volta riformato la politica (se riescono davvero a farla) i grillini dovrebbero dire qualcosa sull’economia, sulla struttura stessa dell’Italia, sugli italiani, e non solo sui politici. Oppure possono andare avanti a vendere sogni. Come Berlusconi ha fatto per vent’anni.

E poi c’è un altro grave pericolo. Il pericolo degli uomini e delle donne oneste. “Noi siamo puri”, dicono i grillini, “noi non prendiamo soldi pubblici, non diamo via lo stipendio, noi siamo nuovi, noi siamo puliti”. Ma la corruzione e la cattiva politica non sono una questione di onestà, o di volontà, o di personalità.

È un sistema che ha radici profondissime nella storia politica e istituzionale dell’Italia. Negli anni abbiamo visto tanti movimenti che si sono detti “onesti” e “nuovi”. Tutti sono finiti male. Tutti sono finiti, prima o poi, davanti alla magistratura.

L’Italia non ha bisogna d’illusioni. Ha bisogna di un progetto politico, non un progetto di antipolitica. La rivoluzione di Grillo è pericolosissima, perché crea un sogno che non può essere realizzato. E molto presto, potrebbe diventare un incubo, in the cold light of day.   fonte INTERNAZIONALE

vedere anche 

 

Che cosa succede ora, nel dopo elezioni

Le scadenze istituzionali dei prossimi due mesi e la fase di stallo che si potrebbe verificare.

La Lombardia di Maroni, un’ipoteca sulla formazione del Governo

La pattuglia dei “lombardi” Pdl&Lega Nord in Senato.

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16 commenti leave one →
  1. 27 febbraio 2013 5:35 pm

    che pessimo articoletto quello del sig. “Foot”, “Docente Storia contemporanea University college Londra”… dunque la tiratina d’orecchi e reprimenda con tanto di turibolo esorcista – “La rivoluzione di Grillo è pericolosissima” (TE POSSINO) – viene dalla perfida Albione, ancora più in crisi economica e morale dell’ItaGlia e (molto) più di noi infoibata nelle peggiori imprese di vampirismo sioimperialista (Iraq, Afghanistan, Libia, Siria)… gli cosiglierei, a ‘sto spettrucolo, di andare a nascondersi in qualche scolo fognario del Tamigi… posso solo dire, una volta tanto con soddisfazione: MENO MALE che la maggioranza assoluta dell’Italia (senza G), o con l’astensione o con il voto al movimento 5S e ad altre (infinitamente più piccole, ma esistenti) realtà non conformi ha espresso la sua volontà di sotterrare la Casta infame (tutta al servizio degli usurai internazionali)… qui da noi è suonata, spero ardentemente, la vostra campana a morte

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  2. 27 febbraio 2013 6:20 pm

    A me quest’ orda ricorda i bengasini contro la casta da 40 anni al potere, ugualmente votati a buttare bambino e acqua sporca senza pensare al dopo. Vattene e basta.

    Non vorrei che dopo la battutaccia di Grillo “Obama è Gesù, Obama è il Messia, seguisse qualche più concreta genuflessione del webmovimento insediato nelle istituzioni.
    Dal 1994 non si è appreso assolutamente niente, nemmeno dalla storia della Lega, c’è sempre bisogno di adorare qualcuno, dal palazzinaro al comico senza patente (non perchè rifiuti di inquinare, sia chiaro!) purché sia diverso dall’elettore e lo faccia sognare.

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    • 27 febbraio 2013 6:58 pm

      trovo veramente squallido il tuo paragone con “i bengasini” (trogloislamici del KaliYuga e luridi torturatori-macellai al soldo dei pedoemiri, degli ebrei sionisti e dell’Anglofranciamerica predona – in Libia come in Siria)… quanto al “bambino” della partitocrazia onnivora itaGliota ne vorrei una descrizione, se possibile… per quel che riguarda, invece, l’obamanismo (almeno iniziale) cretino di Grillo, è una delle cose criticabili del suo movimento, non c’è dubbio… tutti i suoi avversari magnamagna, mille volte peggiori, in questo lo surclassano alla grande… o ti era sfuggito?

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      • 27 febbraio 2013 8:18 pm

        Il “bambino” dei bengasini era la realizzazione di ciò che Gheddafi aveva già promesso: dire perchè e quando erano morti certi detenuti. L’acqua sporca l’odio per chi li governava e non realizzava la promessa. Hanno perso il bambino, hanno una classe dirigente peggiore, un futuro da terzo mondo, non avranno più occasione di imparare a vivere realmente una democrazia diretta.

        Non credo accadrà agli italiani accadrà una tragedia simile: si stufano presto della rabbia, la democrazia diretta richiede impegno, dall’estero nessuno ha interesse a cavalcare il grillismo.

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        • 27 febbraio 2013 8:38 pm

          eh no… io chiedevo quale sarebbe il “bambino” partitocratico da rimpiangere in ItaGlia – a parte il fatto che il paragone è assurdo anche solo perché i termini del medesimo sono invertiti… qui ci sono forse (bisognerebbe augurarselo) alcuni milioni di cittadini desiderosi di non delegare più il loro destino ai ladroni della politica (TUTTI venduti all’Anglogiudamerica), o almeno di provarci… là una minoranza delinquenziale che dalla democrazia diretta e laica voleva il Paese tornasse alla monarcoteocrazia medievale (AL CARRO dell’Anglogiudamerica)… c’è riuscita, in effetti.

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        • 27 febbraio 2013 9:36 pm

          Joe, sei tu ad aver inteso “bambino” = “partito”, rileggi. Comunque ti seguo: il concetto di organizzare opinioni e interessi attraverso partiti rappresentati in parlamento mi sta bene (non potendo vivere abbastanza a lungo da vedere realizzati ideali anarchici)
          Il fatto che oggi non ve ne sia uno stimabile non mi induce a volere in Parlamento un “movimento” che per natura è spontaneità e mutamento, non programmazione.
          Fai un giro in FB nella pagina di Grillo leggiti 2000 commenti e ti sarà chiaro. Visto che ora M5S è in parlamento, sto con gli eletti che ora passano dalla denuncia di alcuni aspetti del malgoverno al confronto con la globalità delle questioni. Spero si considerino davvero “servi” dei loro elettori e non passino il tempo in rete a leggere commenti “per star vicino alla gente”.
          Sono quasi certa del più completo nostro disaccordo, il che non mi impedirà di seguirti; e di aspettare con impazienza un tuo nuovo disco o video 🙂

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        • 27 febbraio 2013 10:57 pm

          “Joe, sei tu ad aver inteso “bambino” = ‘partito’, rileggi.” No, mi dispiace. Tengo alla logica tanto quanto alla nostra lingua. Quel che volevi dire con “bambino” erano precisamente le grandi, belle e davvero commendevoli “conquiste” dei partiti italici che sembra (incredibile, visto quel che sono stati e sono) ti piacciano tanto – in mancanza d’altro, ora aggiungi… ma sei molto poco convincente. Ribadisco: quell’articoletto e soprattutto il suo umore e humus, che evidentemente condividi, è pietoso. Rivela, senza dubbio pour cause, la paura di un viraggio di rotta che per il popolo si annuncia solo salutare e INDISPENSABILE. Del resto peggio di così non si potrebbe essere ridotti. Attendo a pie’ fermo i grillini sul versante della politica interna e, ancor più, internazionale. Non ho nessuna illusione. Qualche speranza, sì. Finalmente.

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  3. 27 febbraio 2013 8:55 pm

    Bien dicho: “la democrazia diretta richiede impegno”! e se l’impegno verrà mantenuto – pur conseguente alle regole ferree del M5S – allora forse comico o non comico inizieremo davvero a “partecipare” e trovare le soluzioni mettendoci del nostro per il nostro futuro. Se invece si procederà a inciuci, non sarà solo questione di bambino e acqua sporca: sarà l’ecatombe di ogni tenuta sociale. Ho letto di WuMing su Interazionale e della suggestiva ipotesi sulla funzione di deterrenza sistemica del M5S: la condivido fino a un certo punto. Per me M5S è funzionale. E se funzionasse, dovrà dare adito a un nuovo modo di vivere la cosa pubblica. Comunque hai ragione: dal 1994 non si è appreso niente, anzi, purtroppo e infatti!! Foot scrive quello che vede, e non vede tutto sbagliato: fotografa una nazionucola sempre e troppo spesso preda di illusioni e di illusi che le soluzioni vengano per magia.

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    • 27 febbraio 2013 10:22 pm

      Nella mia esperienza ho visto veramente “impegnati” gli operatori sindacali di molto tempo fa, non quelli messi dalla politica nelle alte poltrone, quelli che si prendevano gli insulti nelle fabbriche dagli operai “impegnati” quando la contrattazione non aveva ottenuto abbastanza, e la maggioranza delle maestranze lamentava che stando buoni si sarebbe ottenuto di più, che la colpa era degli scioperi, che i licenziati erano dei fannulloni bla bla.
      Era, appunto, il “movimento” sindacale. Nei partiti si ascoltava un funzionario, al massimo si alzava la mano.
      Oggi quella già imperfetta organizzazione è colata a picco, chi è che si iscrive ancora e paga la quota? Sono panda in estinzione. Rivendicando la soppressione dei finanziamento pubblico ai partiti quali resterebbero? Una sorta di berlusconismo nazionalea e un montismo foraggiato da lontano, tanto per poter indire le elezioni.

      Non ho letto l’articolo a cui alludi [agg. ora l’ho letto, so che riguardava il passato modifico il commento]

      Per tenere i politici sulla graticola, non spaparanzati nelle poltrone a incassare prebende, la funzione del movimento si potrebbe egregiamente svolgere da fuori parlamento confluendo con il voto di volta in volta sui programmi (e vivaddio presentino un PROGRAMMA non come stavolta l’ omelia del PD e il libro dei sogni del PDL!) .
      Io la vedo così, il massimo di partecipazione diretta che si può ottenere dall’Italiano (che è diverso dai 4 gatti della Finlandia).

      Ma è proprio automatico il salto nell’inciucio se non vi è una più larga partecipazione diretta? Non sarà che la (rogna) politica piace molto agli inciucisti di natura? Escluso che se ne siano infilati nel M5S? Quando rivendicano una generalizzata purezza mi ricordano i leghisti della prima ora.
      E chi li ha votati perchè “diversi” dai politici è sempre diverso dagli altri elettori? Non tengono la badante in nero? Richiedono sempre la ricevuta fiscale? Se arriva un politicante e gli offre il posto per il figlio in una fondazione bancaria o l’ottenimento di un appalto, dicono No con orrore?

      Quello che non mi va in questo movimento è proprio il fondamentalismo verbale, mi sembra e chiudo, se hai avuto pazienza di arrivare fin qui, che Grillo ora dovrebbe essere contento di sè, aiutare gli eletti a organizzarsi, fidarsi di loro come han fatto gli elettori. Se no fra Berlusconi + l’igienista dentale e Grillo + l’eletta in rete il miglioramento è proprio piccino, Se c’è.

      ps. vedo ora che Mr. Cricket va per un’altra strada e dà sulla voce, lui non eletto, agli eletti: http://www.formiche.net/2013/02/27/grillo-sconfessa-i-grillini-con-troppi-grilli-politici-per-la-testa/

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      • 28 febbraio 2013 2:10 am

        Hai in parte ragione dei tuoi dubbi, ai quali aggiungo che Grillo potrà durare fino a che i suoi finanziatori la manterranno. E’ vero hanno rinunciato ai 100 milioni di rimborsi elettorali, ma domani, a bocce ferme, quando ci sarà da tirare la catena del cesso chi comprerà la carta?
        Banalmente credo che Grillo ha fatto sicuramente un passo in avanti nel rivoltare i diversi paradigmi, ma li ha solo sfiorati, perché parla alla pancia delle persone. Lo posso apprezzare e dare il tempo necessario proponendo e richiedendo cose che rivoltino questa latrina.
        Per esempio la revisione dell’impiego pubblico – La revisione sulle pensioni di anzianità dei diuversi parlamentari a cominciare da quel ****** di Napolitano e giù fino all’altro canchero di Amato (ciò che ha tolto deve ridarlo retroattivamente fin dal primo giorno della sua entratata in politica). Comne si suol dire un colpo al sistema ed uno alla pancia. La politica vuole spesso un’eco per accettare che le cose si possa attuare e questa è una. Per esempio, ogni militare di grado, va in pensione con il grado superiore e questo è un costo che pesa alla comunità. In sostanza ora Grillo ha l’imbarazzo della scelta di cosa poter fare e disfare, deve solo guidare il carro dei consensi in modo da porsi al centro delle questioni senza il quale nessuna cosa è possibile. Ma da quel che leggo nei movimento, i diversi ex-pd hanno perso il pelo ma non il vizio e questo è la parte peggiore. Transumanze già viste per la lega, PD, PDL, IdV. L’italiano è un voltagabbana per definizione.

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  4. 28 febbraio 2013 2:31 am

    Grillo butta tante esche e ognuno di noi conosce un dato che lo indigna o lo danneggia, così si può arrivare anche al 100% di consensi. Quando si affrontano praticamente le questioni però, c’è per forza una gradualità e su quello ci si scanna anche tra sostenitori.
    Il calderone ribolle, ci sono opinioni divergenti e lui cala dall’alto come un padre autoritario, non durerà. E non ha nessun titolo per andare alle consultazioni, nè per proporre il nuovo presidente.

    Ci sono personalità che danno il meglio nell’avviare le cose e il peggio nel tenerle strette in pugno.
    Non ho idea di come si uscirà per fare un governo, credo però che non si possa non tener conto dei risultati delle regionali Lombardia, meno che mai si può governare senza che questa regione sia in consonanza con il governo. Il che è bruttissimo da pensare, visto che allude a un coinvolgimento di Berlusconi.

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    • 28 febbraio 2013 9:59 am

      Rispondo da qui anche a quanto hai sottoposto sopra al mio commento. Inciso: non è pazienza, è un piacere! Dunque, svestendomi, e con molta fatica!, dei miei panni mentali, provo a fare un esercizio che ritengo utile. Se leggessi tutti i commenti all’articolo senza sapere di avere sinapsi anarchiche nella mia modesta scatola cranica, darei ragione a tutti: te, Joe e Pitocco (che per tanti versi ce l’hanno, quando parlano di angloamericogiudaismo, o di cancri patriottici, etc: perdonatemi se non cito tutto!). Vi darei ragione perchè in ogni rigo c’è scritta una verità relativa che rimanda a un assoluto circolare: il populismo da cui Grillo (e Casaleggio) ha per l’appunto attinto. E lo hanno fatto creando un corto circuito in rete, con riferimenti circolari a mezzo di macro strutture territoriali e hyperlink emotivi sul singolo argomento. Quindi si riesce a trovare una Ragione per ogni Questione. Ma! Ma quello che sottolinei – molto argutamente – è questo: “Ci sono personalità che danno il meglio nell’avviare le cose e il peggio nel tenerle strette in pugno.” Ecco, una volta appurato che M5S funziona con un padre padrone che ha tanto insistito sulla concentrazione di potere, ogni categoria logica cade e lascia spazio a un altro esercizio pure funzionale e molto concreto: se Grillo (e Casaleggio) non siede in parlamento, ma ha vincolato gli eletti a firmare delle dimissioni in bianco se non applicano i dettami del Movimento, effettivamente chi governa (posto che vi sarà un governo)? Il lato positivo è che se passasse la linea del vincolo di mandato avverso all’attuale mandato dell’eletto senza vincoli, sarebbe una vittoria mondiale della Demo-crazia. Il lato negativo è che, in effetti, non pare poter arrivare a una maggioranza – nè oggi nè domani, considerato lo stallo e la stalla parlamentare ancora ospite di centrodestrorsi e finti centrosinistrorsi: quindi? Si preconizza un altro padre-padrone? Si autorizza il bastone? Pitocco scrive dei finanziamenti pubblici e tu ricavi l’esempio dei sindacati o dei leghisti della prima ora, mentre Joe richiama la detenzione del potere sugli eletti: senza dare giudizi di merito – che condivido tutti dal primo all’ultimo – ritengo di dire che la svolta vera è che c’è un quarto dell’elettorato che non ha votato. Un quarto sono milioni di persone che avevano le proprie ragioni. Circa dodici milioni di persone che purtroppo non contano, perchè non bisognava votare oggi e gli italioti avrebbero dovuto farlo capire: quella sarebbe stata l’apoteosi di una rivoluzione civile. A bocca chiusa, ma con la mimica necessaria e sufficiente a bocciare tutto, costringendo a petizioni e referendum per riformare l’italietta dei sindacati proni al potere, dei politicanti proni a se stessi e al soldo di qualcuno, della sanità inverecondamente dissipatrice e insulsamente stipendiata dalle case farmaceutiche, etc. Quindi l’esercizio furbo è stato pescare il tutto, leghisti in casa Lega e meridionalisti nelle 2 sicilie: pragmaticamente aspettare? Non lo so. A me è arrivata da change.org una richiesta di petizione di una grillina che chiede a Grillo “per favore dai fiducia al governo per cambiare le cose” (se vuoi te la giro, quand’anche non sia già arrivata pure a te!): continuo per poche ore a credere alla funzionalità di M5S, ma ritengo – e mi rimetto i miei panni – che sarà solo un’altra boutade italiota. A proposito: nessuno si è chiesto come mai inaugurare questo sistema di partito all’americana con auto-finanziamenti o finanziamenti di lobby? Siamo certi che ci possa piacere? Cioè Bersani si omogeinizza con le primarie, Grillo fonda un partito auto-sovvenzionato (ovvero Casaleggio moltissimo e attivisti pochissimo), non è che per caso passino sotto silenzio apparente ri-forme strutturali della democrazia, vestite da altro? Perdonami per la lunghezza infausta e grazie per l’ospitalità. Un caro saluto

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  5. 28 febbraio 2013 12:10 pm

    Caro (un)Lucano, hai sintetizzato la mia angoscia : se Grillo (e Casaleggio) non siede in parlamento, ma ha vincolato gli eletti a firmare delle dimissioni in bianco se non applicano i dettami del Movimento, effettivamente chi governa (posto che vi sarà un governo)?
    C’è davvero un lato positivo? Può nascere così il “vincolo di mandato” se i vincolanti non sono gli elettori ma una specie di “capo dell’azienda” stellare (proprietario del logo) ? Vero che dal fango nascono fiori, ma qui mi sembra adatta una metafora diversa : può da un incatenato nascere la libertà di gestire se non spezzando le catene?

    Gli astenuti. Tutto il mio rispetto, anche per quelli che lo fanno per abituale disinteresse. Sono stati persi all’esercizio del voto per colpa della classe politica che si è fatta casta e di un rinnovamento attraverso qualcosa che ha modalità di una setta.

    La petizione. Arrivati come un sol uomo sull’onda fracassiamo la partitocrazia, al primo atto che richiede di costruire si trovano senza una linea e una prassi prefigurata. Petizione a Grillo … non ricorda una regressione monarchica : il popolo e le petizioni al re? Mandami pure il link, mi interessa leggere la formulazione, contenuto e tono della richiesta che è, in fondo” “lasciaci lavorare”.

    “A proposito: nessuno si è chiesto… finanziamenti, primarie”. Già, gli opinion maker sono distratti. Mia premessa: nei Balcani e nei paesi arabi i finanziamenti , intellettuali e monetari, sono arrivati attraverso borse di studio e corsi di formazione.Per l’Italia occorreva una modalità è diversa. Sarebbe molto utile il giornalismo d’inchiesta e che non arrivasse dopo i fatti, ma mentre i fatti avvengono.
    Eliminare il finanziamento pubblico è un tragico errore; ridimensionare gli importi e obbligare a una contabilità certificata mi sembrerebbe una via più ragionevole e democratica. Ma fa meno effetto,no, quando da anni si ripete che sono tutti ma proprio tutti dei ladri?
    La gestione delle Istituzioni si va americanizzando, dalla lingua (Premier! Question time! Election day! Quanto siamo sine nobilitate.. ) alle prassi.
    Io non lo volevo . Non conosco nessuno che lo volesse, ma c’è una fetta di italiani che è in diaspora mentale. Giornalisti miracolati dalla posizione di corrispondenti esteri (oh Riotta….) professori incaricati nelle Università americane (hai Zingales….) , e altro non so, che hanno fatto uno shift sull’America dei Democratici , i Clinton, gli Obama (ahi Giovanna Botteri…) .
    Gli Stati Uniti come modello “ovvio”, il trucco è farci sentire arretrati se non la pensiamo così. Pensiero Unico, ne siamo così avvolti che non lo captiamo più in azione.

    Ricordi Delenda Carthago? Anche io dall’altro ieri voglio inserire ogni volta che posso “Attenti alla Lombardia!”
    Un fiume di soldi per l’Expo, un nutrito gruppo di Parlamentari che rivogliono il “maltolto” fiscale sono nelle mani della Lega e di Comunione e Liberazione (Compagnia delle Opere). Sto fantasticando se penso che si tratta di un macigno sulla formazione del Governo?
    Mentre tutti guardano i grillini e al loro grido contro i ladri, la Lombardia s’infischia dei risaputi ladrocini e si aggrappa a un blocco conservatore, autonomista, razzista, bigotto, inciucista.
    Con tutto il rispetto per le altre regioni: la Lombardia non è il Molise.
    10.000.000 di anime spaventate dal calo del reddito , il forziere della finanza, un’abitudine alla piccola evasione pari allo sdegno per i grandi evasori … una nazione dentro la nazione. Si può davvero fare un Governo stabile senza tener conto dell’appetito lombardo? Possiamo andare a nuove elezioni mentre la Lombardia procede come un carro armato verso la macro-regione? Accadesse mai che Maroni mettesse la faccia su un referendum per l’autonomia, ci sono dubbi che passerebbe alla grande?
    Puro spavento, per me.
    Grazie infinite del tuo commento

    Mi piace

  6. mariposa permalink
    28 febbraio 2013 2:25 pm

    Vi ringrazio molto di questa discussione, serve a riflettere perchè in questo momento è necessario più che mai.
    (mcc, è seccante che wordpress non mi lasci cliccare mi piace perchè non sono una blogger. antipatico!)

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QUAND LE VILLAGE SE REVEILLE

"Quand le village se réveille" est un projet de collecte et de diffusion de traditions et de la culture malienne à travers des images, des audios, des vidéos, et textes et des témoignages des sages: la culture malienne à la portée de tous à travers les TIC.

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