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Aisha Gheddafi: il complotto della Gran Bretagna e i media “volatili”

26 marzo 2013

mcc43                                                                           ————- translator—————

 Ne Gli Uccelli, del maestro del brivido Alfred Hitchcock , i corvi si raggruppano improvvisamente e senza un’apparente ragione. Lo stesso accade ai media dei nostri giorni. Inaspettatamente  compare lo stormo delle testate su qualche argomento o persona. L’assalta a colpi di non-notizie in un crescendo  che suscita  aspettative di una  rivelazione ventura sempre deluse. Poi lo stormo mediatico s’invola, scompare e  torna. Altrettanto inaspettatamente e inspiegabilmente avendo nel becco  nuovamente solo delle non-notizie. Tramontato da noi e ridotto al minimo ovunque il giornalismo d’inchiesta,  i media attingono,  vien voglia di dire becchettano, dalle notizie delle agenzie.
C’è un modo più comodo per far battere le ali dei media e guidarli là dove si vuole  attirare l’occhio del pubblico?

I Sopravvissuti del clan Gheddafi

La storia dei figli e della vedova di Muhammar Gheddafi è ampiamente trattata in vari post di questo questo blog, in particolare per due di loro.**n.1 in calce

SAIF,  in anomala detenzione presso una tribù libica e pedina del gioco delle parti,  chi deve o non deve processarlo, fra Governo e Corte Penale Internazionale. In realtà questo  processo pericoloso per un paese ancora destabilizzato come la Libia – che del suo caos accusa artatamente i gheddafiani e li bandisce dall’esercizio dei doveri civili-  tutti hanno  l’interesse a rimandare.
AISHA, la cui vita sembra scritta da un fantasioso sceneggiatore – da “principessa” dei libici ad ambasciatrice ONU di buona volontà, da icona del jet-set ad avvocato di notorietà internazionale giù fino alla tragicità delle morti che hanno falcidiato la sua famiglia, la fuga in Algeria, gli appelli alla Corte Penale  per un’indagine sull’uccisione del padre, il silenzio imposto  e  il mandato di Wanted Person da parte dell’Interpol. 

Questi snodi nella vita di Aisha vennero trattati dai media come episodi slegati, dopodiché calò il silenzio fino al’autunnoAisha Gheddafi scorso. L’inizio di novembre 2012 fu un susseguirsi di articoli  fotocopia sui “Gheddafi che forse non sono più in Algeria”.  Rimando a  Dov’è Aisha Gheddafi lo sa Hilary Clinton  che ricostruiva questo spinning sul mistero della loro destinazione. Un “mistero”  in contemporaneità non rilevata dai media con la visita della Clinton in Algeria il 29 ottobre, e “opportunamente” preceduta il 20 da uno strano articolo della BBC che, senza darne motivo,  titolava “Il Clan Gheddafi: dov’è ora?” e  nel testo semplicemente elencava nomi e biografie.



I Gheddafi nella rete della Gran Bretagna

 Di nuovo  la BBC ha dato il via il 21 marzo 2013  alla formazione di uno stormo mediatico. L’articolo Safia, Hannibal, Mohamed and Aisha Gaddafi ‘non più  in Algeria’  è uscito  in tempo per consentire  al Sultanato dell’ OMAN la tempestiva dichiarazione: sono qui, abbiamo dato loro asilo per “ragioni umanitarie” a patto che non si occupino di politica. 

Dei  ricercati da Interpol  possono essersi spostati  in gruppo (genitori  nonna  numerosi bambini,  ovviamente  oltre alle guardie del corpo dei due paesi )  o anche alla spicciolata, ma con quali documenti,   inosservati   dalle varie intelligence?  Nemmeno Hithcock saprebbe renderlo credibile. [**n.2 in calce]
L’interessante, pertanto, sarebbe comprendere per quale ragione non sia stata lasciata nel segreto la faccenda. Una qualche oscura  necessità di  non farli dimenticare dalle smemorate opinioni  pubbliche? Confermare  ai dubbiosi che sono tuttora in vita?

Nonostante l’evidenza di un depistaggio, finora nessun giornalista sembra porsi l’ovvia questione  “cui prodest?”. Quale partita si gioca sulla testa della combattiva  Aisha?

L’Algeria ha voluto liberarsi di loro o le è stato imposto?  Può impunemente un paese dare asilo umanitario a un ricercato da Interpol, su richiesta delle autorità libiche? E perché proprio la Libia dichiara di non aver per ora intenzione di chiederne l’estradizione? Che ruolo ha in tutto questo l’avvocato Israeliano di Aisha, Nick Kaufman che rifiuta di commentare e si tira fuori “Sono stato assunto solo per seguire la richiesta di investigazioni sulla morte di Muhammar Gheddafi”

 Tutta questa commedia mediatica, che sempre parte dalla BBC, è realmente contro o a favore dei Gheddafi?  Si può escludere la possibilità che essi detengano notizie e/o fondi finanziari che hanno l’effetto di un salvacondotto presso  i paesi che hanno voluto l’intervento in Libia?


Perché “accolti” nel Sultanato di  Oman? 

La Gran Bretagna è stata in prima fila nella coalizione contro Gheddafi. La Gran Bretagna  esercita sul sultanato di Oman un’influenza tale che esso può essere considerato paese a sovranità limitata.  La Gran Bretagna, per bocca di David Cameron, definisce quel fazzoletto di terra strategicamente disposto   in fondo alla penisola arabica  “un partner del Regno Unito del calibro di India e Paesi del Commonwealth”. L’intesa tra ‘Oman e Regno Unito è ferrea, sia per  le origini secolari che  per intensità ed estensione dei settori di cooperazione! Si può dunque credere che oggi  Oman accolga sua sponte  un clan di “nemici” della Gran Bretagna?
Si aggiunga al quadro una notizia che nell’autunno scorso sembrava priva di rilievo:  il 2 ottobre 2012, poco più di venti giorni prima della visita della Clinton in Algeria e il formarsi dello stormo mediatico,  il Ministro della difesa britannico era in visita in Oman. 

Ricapitolando il possibile iter è stato: all’inizio dell’ottobre 2012, Il Ministro della Difesa britannico comunica a Oman la decisione di inviargli i ricercati internazionali. A fine ottobre Clinton avvisa gli Algerini che saranno sollevati   (in cambio di che?) dall’incarico di custodi. I media ignari e distratti imbastiscono un mistero imbeccati dalla BBC che ora da il via alla soluzione del “mistero” portandoci tutti in Oman. Un mistero che  si scioglie per i distratti, ma  si infittisce per chi segue con un pò di attenzione.
Una trama, questo è indubitabile, non  ancora possibile  comprendere se  in essa Aisha intreccia i suoi fili o se,  insieme alla sua famiglia, sta subendo impotente un complotto.

Non è una vicenda privata, è un capitolo dello stravolgimento della Libia, che è costato vite e ancora ne divora. Se i giornalisti non hanno interesse  a capire ciò che riferiscono a noi, in che cosa si risolve il loro lavoro?

§§§

**n1 Tag Saif   Aisha 

**n2 – aggiornamento da Times of Oman del 26 marzo
– Il trasferimento sarebbe avvenuto con la piena conoscenza da parte di tutti i paesi: Algeria, Libia (!), Oman e con l’emissione di un passaporto diplomatico (!) .  Parte della famiglia di Hannibal sarebbe invece andata in Libano.
Anche Saadi Gheddafi riparato in Niger fin dal 2011, starebbe  per raggiungere il clan in Oman.

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6 commenti leave one →
  1. 27 marzo 2013 1:15 am

    A reblogué ceci sur azouzimedblog and commented:
    Scrivi qui i tuoi pensieri… (opzionale)

    Mi piace

  2. 27 marzo 2013 1:16 am

    Merci pour l’article

    Mi piace

  3. 27 marzo 2013 8:20 pm

    Infatti: in che cosa si risolve il lavoro del giornalista? Sono giornalisti a Tempo? L’immagine dello stomo di uccelli e la citazione dei frame del capolavoro del maestro HItchcock sono esemplari: come descrivere meglio le attitudini e le mosse del giornalismo contemporaneo? Impossibile. Come lo è altrettanto capire che cosa sia stato fino in fondo il terrorismo e la guerra di Libia, con l’eccidio disumano dei Gheddafi. E meno mal che vi poni la tua attenzione, a cerca di riannodare i fili di un tessuto la cui trama è un biasimevole patchwork di intrighi internazionali. Saif e Aisha sono vittime del sistema, di cui hanno fatto parte come attori protagonisti o co-protagonisti finchè faceva comodo che il colonnello tenesse a sè e incarnasse la Libia. Ora, mentre TU fai GIORNALISMO d’inchiesta innanzitutto chiedendoti cause ed effetti degli eventi, il mondo occidentale con USA e Ue-ropa stragisti capintesta si preparano ad altre battaglie. No, Maktub, non c’è tempo, perchè gli eserciti sono armati e i politici lobbizzati a dovere, nel senso più spregiativo del termine. Aisha, come racconti è in Oman. Aisha s’è potuta muovere mentre c’era un mandato di cattura internazionale. Un pò come accadde alla famiglia Bin Laden. Un pò come accade in questo mondo in cui le nostre azioni non somigliano neanche un pò al libero arbitrio. Grazie per questo pezzo, ancora una volta una fotografia di rara bellezza e di grande interesse. Un caro saluto, Habibi!

    Mi piace

  4. Cloe R. Brunori permalink
    18 gennaio 2014 6:48 pm

    E’ possibile avere un aggiornamento sulle traversie di questo clan? Trovo strano, o meglio significativo, che non si faccia nemmeno del gossip,
    Complimenti per l’articolo

    Mi piace

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