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Ha vinto il club Bilderberg…. insieme alla Trilaterale

2 maggio 2013

mcc4

da Espresso.Repubblica

Al netto di ogni complottismo, le élite che si riuniscono (anche) nell’associazione Bilderberg  hanno finito per influenzare, a dir poco, le democrazie.

Fino a un paio di anni fa in pochi parlavano di gruppo Bilderberg e Commissione Trilaterale. E quei pochi venivano facilmente tacciati di complottismo (non sempre a torto, per la verità). Gli eventi successivi hanno però cambiato le cose, almeno in Italia.

Nell’ultimo anno e mezzo il Parlamento e i partiti si sono indeboliti, i decreti-legge hanno sempre più spesso sostituito l’attività legislativa delle Camere, il ruolo della presidenza della Repubblica si è espanso come mai era avvenuto e sono stati scelti due premier (Mario Monti ed Enrico Letta) che sono membri o habituée del gruppo Bilderberg.

E tutto questo è successo in un periodo nel quale i paradigmi auspicati dalla grande finanza internazionale, cioè proprio dai membri del Bilderberg e della Trilaterale (avvicinamento al sistema presidenzialista, finanziarizzazione dell’economia, liberismo e libero scambio senza barriere, politiche di austerità, lenta erosione dei salari e dello Stato sociale) sono diventati in buona parte esplicito programma di governo.

Oggi insomma diventa difficile sostenere che le riunioni semi-segrete di queste due organizzazioni (e un discorso simile si potrebbe fare per le centinaia di associazioni e think thank liberal-conservatori sparsi per il mondo) non influiscano pesantemente sui destini delle democrazie. E diventa perciò necessario occuparsene.

E’ quanto fa il giornalista e studioso Domenico Moro con il saggio, in uscita il 2 maggio, ‘Club Bilderberg. Gli uomini che comandano il mondo’ (edito da Aliberti, euro 14).

Chi cerca nelle 176 pagine del libro rivelazioni clamorose su qualche piano segreto resterà deluso. Chi invece vuole sapere dettagliatamente che cosa sono, come funzionano, di che cosa discutono e da chi sono composte queste due organizzazioni nelle quali confluiscono leader politici, capi militari, boiardi di Stato, esponenti delle grandi famiglie della finanza internazionale, top manager delle multinazionali, troverà tutto quanto gli serve.

Se infatti le riunioni di questi due organismi sono a porte chiuse, non sono affatto segreti location, date, temi e partecipanti agli incontri. E, nel caso della Trilaterale, pubblici sono persino i resoconti – anche se non sappiamo fino a che punto fedeli – del dibattito tra i partecipanti.

Il libro di Moro non si limita però a descrivere l’attività dei due organismi. Ma cerca anche di rispondere alle domande che la loro esistenza pone. E si tratta di domande di enorme portata.

Le ultime vicende italiane, compreso la nomina dell’«uomo Bilderberg» Enrico Letta alla presidenza del Consiglio, indicano infatti che «la realtà sembra essersi adattata al programma della Trilaterale. La governabilità (…) è diventata il principio regolatore della democrazia, mentre i vecchi partiti organizzati delle classi subalterne sono progressivamente scomparsi o si sono trasformati. Allo stes­so tempo lo Stato si è ritirato dall’economia e l’integrazione europea è andata avanti, concretizzandosi nella realizzazione della moneta unica».

In altri termini: gli eventi ci dimostrano sempre di più che i piani e i progetti del Bilderberg e della Trilaterale, che poi altro non sono che i disegni, anche legittimi, della classe dominante, si stanno sempre di più realizzando.

Questa situazione è accettabile? Fino a che punto si può definire ancora “democratica” una società nella quale i posti di potere sono in mano a poche ma potentissime lobby?

E ancora, si chiede il libro, «èlites selezionate solo in virtù della propria enorme ricchezza, che appartengono a pochi Paesi, non sono elette da nessuno né delegate da alcuna autorità pubblica, agiscono in modo segreto e sono ispirate al dogma del mercato autoregolato» sono in grado di guidare l’intera società oppure, come mostra la gravissima crisi dell’Eurozona, non finiscono poi per portare caos?

Forse, viene da rispondere, dobbiamo ripensare la nostra democrazia. I potenti della terra, infatti, hanno tutto il diritto di riunirsi e fare lobby. Ma uno Stato deve essere abbastanza forte da mediare tra i diversi interessi e non farsi imporre la linea da nessun organismo di parte.
Anche se è potente e si chiama Bilderberg.
di Francesco Colonna

****
ELENCO di 
Alcuni hanno partecipato una sola volta, contestualmente a qualche incarico internazionale, mentre Mario Monti e Franco Bernabè (Eni) partecipano  i n i n t e r r o t t a m e n te.

Curioso, o sintomatico?,  Enrico Letta è stato chiamato per la prima volta nel 2012!
****

Da non dimenticare, per il completamento del quadro delle interferenze nelle politiche degli stati,   il Think Tank di cui sono membri Gianni Letta (Pdl) e il nipote Enrico Letta (Pd)  

Se Questa E’ Una Democrazia. Aspen Institute e Politology

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3 commenti leave one →
  1. 3 maggio 2013 12:42 am

    Brava! Elegante a trattare materia spinosa come questa. Verrà il giorno in cui anche tutta la “democrazia” italiana sarà svelata per essere quello che in definitiva è sempre stata: un balletto sballottato dai ballottaggi pilotati. La stessa repubblica in cui la gente aveva votato monarchia!!!! Oggi descrivi l’amarezza di come il tutto sia più “sola-re” che non in passato. P.e., un certo citizen K – amico del signor G e amici di Aspen Israele.Lo stesso citizen K sospettato da più fonti di essere tra i mossieri dell’assasinio di Moro. E chiaramente il famigerato citizen K siede e promuove BIlderberg et associated, come Aspen. L’italietta repubblichina sta scoprendo di non essere mai stata irenea nè virginale, come cercano di ricordare, imponendoci modo e stile di pensiero a ritmo sostenuto del moderno ballo cerebrale think&tank. I miei complimenti alla tua lucida linearità. Un caro saluto:)!

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  2. valeria permalink
    25 luglio 2013 3:56 pm

    Ci sara‘ d‘aver paura? Cosa sara‘ dei nostri figli? N.b qando ne parlo…anche a gente istruita dicono che sono fandonie di internet ! Io da 73enne mi aggiorno continuamente grazie a precedenti informazioni.grazie a voi

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    • 25 luglio 2013 7:11 pm

      Cara Valeria, le persone come te che hanno vissuto e visto molto non cedono alla paura. Quello che provi, io credo, comparandol’oggi alla storia di qualche decennio fa, è lo sconforto. La delusione nel constatare che l’indipendenza di una nazione è solo apparente. Noi ci sbattiamo come se prendere una percentuale um pò più alta alle elezioni consentisse a un partito di fare chissà che… Invece tutti camminano su delle rotaie e se cercano di svoltare… deragliano. Un’altro motivo di sconforto è che i più giovani non si informano veramente, non confrontano fonti diverse e questo li rende tanto tanto influenzabili.
      Ciao, grazie della visita

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