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Decalogo contro l’intervento in Siria/ Stop the intervention in Syria

5 maggio 2013

Siria: 10 Ragioni per opporsi all’intervento 


01 L’intervento in Siria avrà enormi conseguenze regionali e globali. Il conflitto si sta  già diffondendo in Libano e Turchia e potrebbe innescare una guerra regionale che coinvolgerebbe Arabia Saudita, Qatar, Iraq e Iran. Come l’ex segretario generale dell’ONU Kofi Annan ha ammesso “La Siria non è la Libia, non imploderà, esploderà al di là dei suoi confini.”
02 Nel corso degli ultimi dieci anni, la guerra al terrorismo ha drasticamente destabilizzato il Medio Oriente. L’intervento degli Stati Uniti e dei suoi alleati non ha portato altro che sangue e distruzione in Iraq e Afghanistan. Non vi è alcun motivo per credere che il risultato sarà diverso in Siria.
03 L’intervento straniero negherà al popolo siriano il diritto di determinare il proprio futuro. Si metterà la leadership dell’opposizione nelle mani delle potenze occidentali e dei loro alleati che agiranno nel loro stesso interesse.
04 Le molteplici violazioni del regime degli  Assad in materia di diritti umani non hanno preoccupato le potenze occidentali in passato. Gli Stati Uniti hanno inviato prigionieri  per interrogatori e torture in Siria come parte della “guerra globale al terrore”. Aerei militari siriani si sono uniti gli Stati Uniti ad attaccare l’Iraq nel 1991.
05 I principali alleati dell’Occidente nella intervento, in particolare l‘Arabia Saudita e Qatar, non hanno alcun interesse per la democrazia in Medio Oriente. Sono tra i regimi più autoritari della regione e hanno fatto del loro meglio per schiacciare il movimento democratico.
06 Gli Stati Uniti e gli alleati stanno già intervenendo con armi, denaro e attività segrete. All’inizio di quest’anno  Obama ha autorizzato la CIA a sostenere l’opposizione nel tentativo di rovesciare il regime di Assad. Questo può solo infiammare ciò che la Croce Rossa riconosce esistere già ora: una guerra civile.
07 Se gli Stati Uniti e la Gran Bretagna erano davvero preoccupati per la promozione della democrazia nella regione, non avrebbero fornito armi ai regimi tirannici in Arabia Saudita e Bahrain.
08 Gli Stati Uniti hanno più volte minato gli sforzi diplomatici per trovare una soluzione al conflitto. Si è per esempio chiesto il voto del Consiglio di Sicurezza ai sensi del capitolo 7, che pone le basi di un intervento militare, e ha rifiutato negoziati che includano l’Iran
09 L’intervento 2011 in Libia è  iniziato con una no-fly zone. E ‘aumentato drammaticamente il numero delle vittime; decine di migliaia di morti ne sono derivati. Lo stesso accadrà in Siria.
10 Un attacco all’Iran rimane l’obiettivo finale per gli Stati Uniti. L’intervento in Siria è il trampolino di lancio verso questo obiettivo.

Syria: 10 Reasons Why We Oppose Intervention

01 Intervention in Syria will have huge regional and global consequences. The conflict is already spreading to Lebanon and Turkey, and could spark a regional war involving Saudi Arabia, Qatar, Iraq and Iran. As former UN Secretary-General Kofi Annan put it, “Syria is not Libya, it will not implode, it will explode beyond its borders.”
02 Over the last ten years the War on Terror has drastically destabilised the Middle East. The intervention of the United States and its allies brought nothing but blood and destruction to Iraq and Afghanistan. There is no reason think the outcome will be any different in Syria.
03 Foreign intervention will deny the Syrian people the right to determine their own future. It will place the opposition leadership in the hands of the western powers and their allies, who will act in their own interests.
04 Assad’s appalling record on human rights has not worried the western powers in the past. The US sent detainees for interrogation and torture to Syria as part of the “global war on terror.” Syrian warplanes also joined the US in attacking Iraq in 1991.
05 The West’s main allies in the intervention, particularly Saudi Arabia and Qatar, have no interest in democracy in the Middle East. They are among the most authoritarian regimes in the region and they have done their best to crush the democracy movement.
06 The US and its allies are already intervening with arms, money and covert action. Early this year President Obama authorised the CIA to support the opposition in trying to topple the Assad regime. This can only inflame what the Red Cross acknowledges is now a civil war.
07 If the US and UK were really concerned about promoting democracy in the region, they would not be supplying weapons to the tyrannies in Saudi Arabia and Bahrain.
08 The US has repeatedly undermined diplomatic efforts to find a solution to the conflict. It has for example demanded that the Security Council vote under Chapter 7, which set the stage for military intervention, and refused negotiations that include Iran
09 The 2011 intervention in Libya begun with a no-fly zone. It dramatically increased the rate of killing; tens of thousands died following it. The same will happen in Syria.
10 An attack on Iran remains the ultimate goal for the US. Intervention in Syria is a stepping stone toward that goal.

************

A tappe forzate verso l’intervento / Forced stages toward intervention

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5 maggio 2013 

Israele torna a colpire in Siria: dopo l’attacco portato tra giovedì e venerdì contro un carico d’armi – come riferito dalla stampa Usa – un nuovo blitz è avvenuto stanotte. Obiettivo: un centro di ricerche militari a nord di Damasco,  già attaccato in gennaio, numerose le vittime.
Da ricordare: la Red line di Obama è  l’uso di armi chimiche da parte di Assad.
L’ex funzionario dell’amministrazione Bush Lawrence Wilkerson, ex capo del personale al Segretario di Stato Colin Powell,  in una intervista dice che Israele potrebbe aver condotto un’operazione ‘false flag”,  usare armi chimiche per far accusare Assad e provocare l’intervento internazionale, o giustificare il proprio.
Vero o no, è un modo contorto per far entrare nella convinzione comune che tali armi sono effettivamente state usate contro la popolazione 

A series of massive explosions illuminated the predawn sky in Damascus, prompting more claims that Israel has launched attacks into the war-torn country. Syria accused Israel of firing rockets into the Damascus suburb of Jamraya early Sunday, striking a scientific research center, many victimis  Syrian state-run TV reported. The report claimed the rocket attack on the research center aided rebels, who have been battling government forces in the region.
Remember Obama’s red line: chemical weapons.
Retired U.S. Army Colonel Lawrence Wilkerson, who once served as Secretary of State Colin Powell’s Chief of Staff, believes that the chemical weapons used in Syria may have been an Israeli “false flag” operation aimed at implicating Bashar Assad’s regime,  to provoke an international intervention or justify their own.

from US : Obama: Israel has the right to guard against Hezbollah arms transfer

from IranIsrael attacked Syria with US green light: Iran’s defense minister

from Israel :

Da Siria:

 Il cerchio si chiude intorno alla Siria da Coriintempesta
“Bisogna fare attenzione a quello che accadrà nelle prossime settimane considerando due fattori:
1) in Siria stanno operando, secondo informazioni attendibili, anche gruppi di militari Iraniani in funzione di consulenti militari del regime di Al Assad;
2) nella Stessa Siria vi è una importante base militare russa a Tartous sul Mediterraneo, l’unica base Russa nel Mediterraneo e considerata strategica..
Putin ha già dichiarato che non assisterà passivamente al rovesciamento del regime di Assad ed alla destabilizzazione del paese che farebbe comodo agli interessi di USA ed Israele.”

RSI.ch : Commissaria ONU Carla Del ponte “ Gas Sarin in mano ai ribelli siriani: abbiamo le prove”

14 commenti leave one →
  1. 6 maggio 2013 10:06 am

    Sei perfetta! Al momento, l’unico pensiero che mi riassume e che sento di scriverti è tratto da Luis Sepulveda in “Il mondo alla fine del mondo” e recita: “La sovranità è un fazzoletto inventato perchè i militari ci si asciughino la bava”. Il resto, con piglio critico puntuale e drammaticamente reale, lo hai scritto tu, più e meglio di ogni altra piattaforma informativa reperibile. Un caro saluto….

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    • 6 maggio 2013 10:28 am

      Grazie, ma è bene precisare che il mio compito circa il decalogo è stato solo scovarlo e tradurlo 🙂 Punto di arrivo di quello che fin dagli inizi della ribellione si sapeva. Se la Libia era un vaso di Pandora, la Siria è lo sconvolgimento di Atlantide.
      Indigna che ancora il neo governo non abbia espresso una sia pur formale condanna delle aggressioni di un paese a un altro, violando lo spazio aereo di un terzo. Siamo esempio lampante dell’inesistenza di sovranità dell’Italia sulla propria politica (e degli italiani sulla loro mente?)

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  2. 7 maggio 2013 12:09 am

    Siamo ad un punto di non ritorno. L’attacco del non-stato alla Siria, in terra siriana, dovrebbe preannunciare un aumento della attuale già compromessa realtà. Il comando della Siria è composto dalle “enclave” sciite, copte, cristiano siriane, quelle cioè che nell’arco di secoli sono state schiavizzate (letteralmente schiavizzate) prima dai turchi e successivamente dalle popolazioni sunnite e dal wahhabismo dell’Arabia Saudita (una sorta di protestantesimo del XIX° secolo). I continui attacchi compiuti e taciuti del non-stato sappiamo che sono appoggiati in pieno dagli Stati Uniti e dall’Arabia senza che nessun poaese occidentale ponga un freno agli truculente esecuzioni. Ma la Siria, come giustamente hai fatto notare, non la Libia, alle sue spalle la Russia che nel silenzio e non mostrando alcun interesse evidente muove le sue pedine. Forse lascia che i contendenti si fiacchino, o forse aspetta il momento opportuno per gettare sulla bilancia dell’umana realtà la ragione.
    In Italia, un governicchio cede il passo alle richieste dei grandi (MUOS) nonostante le proteste e le dichiarazioni di alcuni movimenti politici, ma nulla può contro la pressione delle forze sinistre che girovagano nella nostra terra. All’areoporto Decimomannu (CA) si sono avuti i maggiori movimenti di aerei di tutta Italia in campo militare, molti dei quali tedeschi, inglesi e sopratutto quelli del non-stato.
    La nostra (la loro) ministra Bonino (sionista inveterata) preme affinché si permetta l’entrata di quella parte del medi-oriente illegalmente posseduta dal popolo eletto, mentre tace sulle efferate incursioni “umanitarie” che l’aviazione del non-stato compie continuamente sulla popolazione allo stremo di Gaza e della Palestina.
    La vecchia e infame cariatide che alberga a spese del popolo italiano con un costo annuo di 238 milioni di euro aveva già espresso le sue lugubri invettive ancora nel lontano 2011 enunciando che il futuro sarebbe stato tenebroso sopratutto per l’Italia.
    Il Gufo di Roubini (J) annuncia che entro al massimo 2 anni ci sarà la sparizione della borsa come la conosciamo oggi (i titoli azionari non avranno più senso) e le bolle speculative che stanno creando i mercati finanziari delle banche centrali (FED, BoJ, BoC, BCE) avranno un effetto tale che il 29 a confronto apparirà come un cerino.
    Ho l’impressione che siamo ad un casinò dove le persone, ormai ubriache e sfatte dalla droga, buttano tutto ciò che capita loro a portata di mano, senza ritegno e senza pudicizia, la vita delle persone è più infima di una fiches del tavolo da gioco in attesa della mano vincente.
    Aspettiamoci eventi tremendamente bui, duri e, purtroppo, carichi di sangue.

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    • 7 maggio 2013 12:27 am

      A proposito della Borsa, sembra che sia straordinaria la quantità di liquido che si riversa su ogni titolo senza alcuna discriminazione, preparando appunto la bolla che romperà, metaforicamente, le ossa ai risparmiatori.
      Le ossa vere che vengono rotte abbattendo le persone formano giù montagne in ogni continente, tranne l’Europa in cui si procede artigianalmente in famiglia, tra amici, per strada, agli stadi. Chiamandoli di volta in volta feminicidi, azioni diperate a causa della crisi si perde il globale e si ha l’illusione che tante leggi ad hoc possano frenare.

      Non so immaginare cosa accadrà della Siria non appena il regime sarà in qualche modo spazzato via. Così deve essere dopo la demonizzazione dei media, e dopo averlo costretto a fronteggiare una galassia di bande altrettanto ben armate.
      Temo si vada allo smembramento: una parte per la grandeisraele e l’altra protettorato turco, il che sarà la continuazione del conflitto in altri modi e la rovina della popolazione.
      Ben peggio della Libia che ora continua ad autodistruggersi, E’ ira di fare un altro post…
      Grazie che sei passato di qui e del commento. Caviamocela fino a che possiamo 🙂

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      • 8 maggio 2013 2:17 am

        Lo smembramento della Siria era già scritto nei lontani anni ’60 dopo l’ascesa del padre di Assad. Una parte al non-stato, una parte alla Turchia e una parte all’Arabia. Con il controllo diretto di Francia, Inghilterra-Usa e Israele. Questa era una visione, quella più recente vorrebbe invece scomporre la Siria in tante “enclave” religiose così da poterle controllare o portarle a guerreggiare nel cose le cose non vadano per il verso giusto.
        Per quanto concerne le borse, affondate in un mare di liquidità immensa, manca veramente poco. E’ sufficiente dare uno sguardo all’andamento dello spread che assurdamente appare più basso del solito. Un richiamo per le allodole a far acquistare alle banche titoli che non hanno nessun support reale nel mondo economico, ma sono solo cartaccia. Non è cambiato nulla, anzi va di male in peggio, ma lo spread scende. Come te lo spieghi? Le borse aumentano, l’oro scende (fittiziamente) e il petrolio sale.
        L’unica cosa che ci può salvare è solo una rivoluzione, le parole devono lasciare spazio ai fatti.

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        • 8 maggio 2013 11:21 am

          Mi causa sempre molto stupore constatare quanto le élite politiche economiche disprezzano la gente comune che nella loro mente è una massa di paria senza diritti. Un tempo tenuta a freno attraverso l’ignoranza, poi con la più conveniente astuzia di armarla. Armando si guadagna subito con le forniture, in prospettiva con le morti, gli odi che crescono, la bontà che soccombe. Desueta la parola “bontà” ridotta ormai a significare stupidità.

          Concludi il tuo istruttivo commento facendo balenare la necessità della rivoluzione attuata i fatti, io la temo se si tratta di fatti che richiedono armi. Dopo le esperienze recenti che hanno portato allo sfascio dei paesi arabi dove si grida libertà imbeccati da nuovi tiranni: in modo più sottile non è accaduto lo stesso in Italia che si è “liberata” dal fascismo e dalla monarchia imbelle, finendo in bocca allo zio Sam?
          L’unica soluzione alternativa da proporre è un “intelligente atteggiamento da muli”. Quando sentono di essere troppo caricati si fermano e non c’è più modo di smuoverli. Capire che occorre un mondo di obiettori di coscienza che non votano, non pagano le tasse che finiscono in armi e opere che non portano loro vantaggio, non comprano secondo pubblicità, non accendono la tv, non tifano per il calcio. Popoli sordi alle sirene dei media che insieme riconoscono il “nemico” e insieme smettono di collaborare.

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  3. Eli permalink
    7 maggio 2013 1:00 am

    Noi comprendiamo quello che laggiù vivono? Con la testa, sicuramente ma cosa deve essere vivere da due anni con il terrore di finire in mezzo a una battaglia fra ribelli e soldati, andare a dormire con la pancia vuota e venire svegliati da qualcuno che irrompe in casa, ruba picchia violenta, Vedere la tua città devastata, i posti dove andavi trasformati in rifugi pe gente in fuga da altre città, i tuoi parenti che emigrano e magari resti solo perché tu non puoi, non hai più la forza. e il domani che potrà essere solo peggiore se vincono i sunniti perché tu non lo sei, o gli altri se tu sei sunnita.. guardare i bambini malati e che non si possono curare.
    E’ dalla prima guerra del Golfo che è iniziata questa barbarie, da quando abbiamo bombardato la culla della nostra civiltà, che abbiamo reso inciviltà della distruzione. Perché le guerre di oggi non hanno nemmeno più le ragioni che avevano un tempo. Non ci sono ideali, non ci sono bisogni reali di espandere i propri territori, questo non è l’espansionismo dei Romani, è solo frutto di maledetti giochi per soldi e petrolio e tutto ciò che di prezioso si può rubare.

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    • 7 maggio 2013 1:03 am

      grazie Eli … non saprei aggiungere una parola, provo solo una stretta al cuore, un infinito senso di impotenza

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    • 8 maggio 2013 2:18 am

      Eli, in poche parole hai detto quello che molti imbonitori non riescono nemmeno a pensare.

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  4. 9 maggio 2013 4:50 pm

    Come ho spesso ripetuto fino alla nausea l’Italia per ora non si tocca. Il fascismo fu cancellato e la guerra civile che era in essere fu cancellata. Tutto il Nord est italiano aveva chiesto armi e supporto bellico per rigettare i titini al di là di Aiussina, di Capodistria, di Pola e di Fiume. Nonostante le immense perdite il sangue versato, quegli italiani della venezia giulia e del friuli avevano proposto di soffrire ancora pur di avere le loro famiglie e le loro terre. Ma la politica dei vincitori non ammette repliche, sopratutto in uno scacchiere dove si erano spartiti preventivamente il bottino prima ancora che la guerra finisse. Inoltre armare altri soldati italiani avrebbe rappresentato per le forze anglo-americane un’offesa contro i russi, i veri vincitori della seconda guerra mondiale e la pusillanime pavidità degli italiani (DC-PMI) evito il bagno di sangue che si sarebbe avverato,viste le purghe comuniste in terra di Emiia e in Veneto, altro che fosse Ardeatine.
    L’Italia è quindi quel trampolino che permise ai romani di controllare il medioriente ed è ancora oggi terra bramata da tutti. Non a caso per secoli siamo stati oggetto di mille invasioni. Anche ora, vedi il problema del MUOS, l’Italia è terra di conquista, ma non serve che qui si accendano focolai di rivolta, perché permetterebbe l’ascesa di un nuovo duce e peggio ancora un’alleanza con i veri ed unici difensori della cristianità. Criticabili, assassini anche loro, ma unici nel difendere i concetti basilari che Roma seppe insegnare nei suoi secoli. Questo i giudei, i sionisti e quella banda criminale di banchieri-biscazzieri lo sanno bene. Non difendo il cattolicesimo, ma difendo la cultura nella quale son cresciuto che mi ha permesso di capire molte cose, così come difendo lo splendore della cultura araba della quale rimango soggiogato nella sua più pura espressione artistica e del connubio tra fisica e filosofia. Gli altri, i paria, i barbari, come spesso li chiamava mio padre, non sanno nemmeno dove sia quella stilla di cultura.

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    • 9 maggio 2013 5:54 pm

      Grazie infinite di questa lezione di storia italiana recente, che nei libri scolastici non c’è, nei media non compare e che negli istituti che dovrebbero farci riflettere latita.
      Ma ignorare la propria vicenda nazionale – fin dal suo esordio sanguinosa, come ricordano bene i post del blog unlucano – è fiaccare l’anima di un popolo, lasciarlo in preda alle piccole beghe di campanile, incapace di comprendere i grandi giochi nei quali è solamente un’ignara pedina.

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      • 9 maggio 2013 6:57 pm

        Ti ringrazio del complimento, ma non è mio desiderio essere su una cattedra. La storia, appunto come evidenzi, dovrebbe essere fatta conoscere per quel che è stata realmente, oppure, quanto meno gli storici dovrebbero smetterla di leccare la bava del capobranco per ottenere consenso o pubblicità. Ma sono tutte cose scritte da altri, mediate, e metabolizzate. Basta cercare e di cose impossibili alle quali non si crederebbe mai se ne trovano a bizzeffe. Dai uno sguardo ad alcuni libri della Pellicciari (L’altro risorgimento, Risorgimento da riscrivere), solo per parlare di un breve periodo della storia italiana, oppure E. Michael Jones sulla storia inglese, olandese.

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