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1948: NAKBA, la Catastrofe per i Palestinesi

15 maggio 2013

mcc43

Nakba Day: Manifestazioni
dentro e fuori Territori

I palestinesi commemorano l’anniversario della “Catastrofe”. 65 anni fa oltre 750 mila civili furono cacciati o fuggirono dalla loro terra, cominciando un esilio che non è mai finito

fonte Nena News

Ramallah (Cisgiordania), 15 maggio 2013, Nena News – Oggi una serie di manifestazioni e commemorazioni si terranno Cisgiordania, Gaza, nei centri arabo israeliani, nei campi profughi sparsi nel mondo arabo, e in molti Paesi anche occidentali, ricorderanno il 65/o anniversario della ‘Nakba’ (‘Catastrofe’), la perdita della terra e l’inizio dell’esilio per 750 mila palestinesi (quei profughi oggi sono circa 5 milioni) cacciati o fuggiti dalle loro case nelle fasi che portarono alla nascita dello Stato di Israele.

Nei principali centri della Cisgiordania, a Nablus, Betlemme, Tulkarem, Nablus, Hebron e Ramallah, le commemorazioni vanno avanti già da alcuni giorni e ieri si sono registrati anche scontri tra militari israeliani e giovani palestinesi durante durante la marcia per la Nakba organizzata dai profughi del campo di Deheishe, a qualche km da Betlemme.

Significativa la commemorazione tenuta due giorni fa all’università di Tel Aviv dove un centinaio di studenti arabi ed ebrei israeliani hanno ricordato la “Catastrofe” leggendo i nomi dei villaggi palestinesi distrutti dopo la creazione di Israele e alcune poesie del poeta Mahmoud Darwish. Un’iniziativa contestata dagli studenti israeliani ultranazionalisti “Im Tirzu”, ai quali si è unito anche l’ex deputato di estrema destra Michael Ben Ari.

Oggi e nei prossimi giorni oltre a marce e cortei sono previsti concerti, rappresentazioni teatrali e varie manifestazioni culturali nei Territori occupati e nelle comunità palestinesi in Israele. Secondo le notizie filtrate nelle ultime ore, oggi centinaia di attivisti cercheranno di ridare vita al villaggio di tende di “Bab el Shams” (Porta del Sole), creato lo scorso gennaio nel corridorio di terra noto come E1, tra Gerusalemme Est e la colonia israeliana di Maale Adumim. L’avamposto palestinese, con il quale i promotori intendevano protestare contro l’annunciato ampliamento di Maale Adumim, fu sgomberato con la forza dalla polizia israeliana.

A Gerusalemme est, la zona araba della città occupata da Israele nel 1967, saranno lanciate centinaia di palloncini colorati con le ”lettere del ritorno”, indirizzate ai profughi palestinesi. A Gaza city è prevista una manifestazione alla quale prenderanno parte tutte le fazioni politiche. Il corteo raggiungerà il quartier generale dell’Onu per porre l’accento sul ”diritto al ritorno” per i profughi sancito da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (la 194) ma mai attuata per l’opposizione di Israele.

Vita da rifugiati

Sabra e Chatila, Libano

Oggi un unico quartiere nel quale la contiguità di Beirut maschera l’aspetto di “prigione” del campo, ben visibile in altri. Ai rifugiati Palestinesi sono negati  i diritti fondamentali, a partire dai documenti di identità atti a consentire lo spostamento nel paese e all’estero, e soprattutto rendendo impossibile ai più avere un lavoro fuori dal campo.
In passato, 1982, Sabra e Chatila sono state il teatro di uno dei più grandi massacri della storia palestinese  perpetrati da miliziani maroniti assistiti dall’esercito di Israele, stretti in una una criminale alleanza. 

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