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Handala e la Palestina – Handala and the Palestinian refugees

15 luglio 2013

mcc43
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Handala sciarpa verde“Io sono un bambino.Mi chiamo Handala. Non mostrerò il mio viso fino a che la Palestina non sarà libera e in pace.

 “I am a child, my name is Handala. I will not show my face up to that Palestine will be free and at peace.”

 

Dal 1975 al 1987 Naji Salim Al Ali (1938-1987) ha disegnato fumetti che descrivevano la complessa situazione dei Rifugiati Palestinesi. Fumetti ancora importanti oggi e Handala, il bambino profugo che vi compare, resta un potente simbolo di lotta del popolo Palestinesei  per la giustizia e l’autodeterminazione. Naji Al Ali fu tanto amato quanto odiato, lo dimostrano le ricorrenti minacce di morte dirette a lui e alla sua famiglia. Il 22 luglio 1987 a Londra, Naji è stato assassinato in strada mentre si recava al suo ufficio al giornale Al-Qabas. Spirò in ospedale il 29 agosto.  Il suo assassino non è mai stato catturato.

From approximately 1975 through 1987 Naji Salim al-Ali (1938-1987) created cartoons that depict the complexities of the plight of Palestinian refugees. These cartoons are still relevant today and Handala, the refugee child who is present in every cartoon, remains a potent symbol of the struggle of the Palestinian people for justice and self-determination.  Naji Al-Ali was well loved for his work but was also well hated, as illustrated by the many death threats he and his family received. On July 22, 1987, in London, Naji Al-Ali was assassinated as he walked towards the offices of Al-Qabas newspaper. He died in the hospital on August 29th. His murderer has never been apprehended.

Naji ha scritto:

L’ho disegnato come un bambino non bello: ha i capelli come gli aculei di un riccio, quelle spine da usare come un’arma. Handala non è  un bambino ben nutrito, felice, rilassato e coccolato. E’ scalzo come quelli dei campi profughi ed è l’icona che mi  salva dal commettere errori . E’ rustico, ma profuma di ambra. Tiene le mani strette dietro la schiena in segno di rifiuto da quando le soluzioni che ci sono state sottoposte hanno il marchio dell’America.

Naji Al-Ali wrote:

“ I drew him as a child who is not beautiful; his hair is like the hair of a hedgehog who uses his thorns as a weapon. Handala is not a fat, happy, relaxed, or pampered child. He is barefooted like the refugee camp children, and he is an icon that protects me from making mistakes. Even though he is rough, he smells of amber. His hands are clasped behind his back as a sign of rejection at a time when solutions are presented to us the American way.”

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Con Handala, compare spesso Palestina, la Madre.  Porta le catene della dominazione subita dal suo popolo, ne conosce la sete, la fame, la povertà, la nostalgia, ma non ha da offrire che lacrime e pietre.
La situazione del popolo Palestinese è variamente tormentata: le vessazioni subite in Cisgiordania, gli attacchi su Gaza, l’emarginazione in Israele, il dolore della diaspora in Occidente. Ma forse nessuna è alienante, dolorosa, negatrice del futuro come quella vissuta nei campi profughi sparsi nel Medio Oriente, sempre più esplosivo.

With Handala, often appears Palestine: the Mother, with the chains of the domination suffered by her people. At their   thirst, hunger, poverty, homesickness,  has nothing  to offer but  tears and stones.
The situation of the Palestinian people is variously tormented: harassment in the West Bank, attacks on Gaza, marginalization in Israel, the pain of the diaspora in the West. But perhaps none is alienating, painful, negating the future as the condition experienced in the refugee camps scattered throughout the Middle East, more and more explosive.

 

 

****
su Handala/about Handala

http://www.handala.org/about/

http://imagesoffreepalestine4palestinalibera.iobloggo.com/cat/naji-al-ali-handala/40050

******
La guerra dell’acqua

https://mcc43.wordpress.com/2011/12/22/israeleacqua-palestinasete/

Tutti gli articoli sulla situazione dei Palestinesi

https://mcc43.wordpress.com/tag/palestinesi/

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6 commenti leave one →
  1. Marc permalink
    15 luglio 2013 3:39 pm

    Brava, la memoria è un merito non un dono….

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  2. 15 luglio 2013 4:37 pm

    …che terra di sofferenza…ma quando finirà? Ma come fanno gli uomini e le donne che subiscono questo conflitto da anni, anni e anni?
    Per me è inconcepibile…che dall’altra parte ci siano, altri…uomini, che assistono a questo scempio umano…senza senso…veramente perchè tutto mi pare così banale in confronto ad un vivere una vita serena, degna di essere vissuta.
    A dei bambini che crescano senza conoscere la tranquillità la spensieratezza…..

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    • 15 luglio 2013 6:01 pm

      Ti confido la mia idea di Paradiso. Trovare risposta ai “perchè?” dell’assurdo coniugato al dolore, mentre chi potrebbe interrompere la spirale nulla fa.
      E’ fuori dall’argomento del post, ma quanta avversione c’è verso i Palestinesi nel mondo arabo! Cattiva coscienza suppongo. Ciao, Marta
      MCarla

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  3. Francesca permalink
    15 luglio 2013 7:13 pm

    Never give up. It is your land.
    They are the foreigners.
    They must leave.

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