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Più informati su Berlusconi & bunga bunga o su ITREC & uranio?

5 agosto 2013
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mcc43  Google+

 

Forse nemmeno sapevate che esiste la ITREC Impianto di Trattamento e Rifabbricazione Elementi di Combustibile) – che  è un impianto nucleare nel Centro di ricerca Enea-Trisaia di Rotondella (MT) – e che  conserva e sperimenta sul ritrattamento del combustibile nucleare derivato da un ciclo toriouranio.

Personalmente, ignoravo di dover aggiungere i  connazionali della provincia di Matera all’elenco delle altre comunità soggette ad un continuo criminale attentato alla salute umana e del territorio.
Sapevo dell’abnorme incidenza di tumori, degli agnellini nati con due teste e altre speci mutanti  in quel pezzo di Sardegna trasformato nel Poligono Interforze di Salto Quirra, Perdasdefogu,  ma solo da quando è diventato impossibile nascondere i danni.
Ciononostante, Il Ministro Alfano – rispondendo al deputato Michele  Piras  –  precisa che “non sono noti dati sistematici sul fenomeno, non risulta suffragata da alcun dato scientifico attendibile, né risultano agli atti del preposto Osservatorio della difesa segnalazioni in tal senso. “

Ovvero: per non avere dati allarmanti, è sufficiente non incaricare istituti governativi di indagare sui fatti denunciati! Allora si potrebbe ovviare alla sospetta ignavia istituzionale cominciando ad acquisire dati conoscitivi prima che emergano disgraziate evidenze.
E’ con questo intento, evidentemente, che dalla Basilicata, nella preminente qualità di cittadini italiani residenti nei territori limitrofi al centro Itrec:

di poter accedere con ogni precauzione e presidio di sicurezza ed accompagnati da personale tecnico a conoscenza della dislocazione, delle caratteristiche di pericolosità e delle norme di sicurezza relative ai materiali radioattivi conservati presso codesta struttura, ai siti di stoccaggio e visionare lo stato degli impianti e la cura ed il rispetto delle prescrizioni di sicurezza.  (sulla richiesta aggiornamento in calce del giorno 6)

Perchè questa urgente richiesta?  Dopo aver interpellato gli organi competenti , risalendo fino al Ministro degli Interni Angelino Alfano (!)  e chiesto di  conoscere lo stato dei serbatoi contenenti la poltiglia radioattiva,  gli interpellanti non hanno ricevuto né risposta scritta né convocazione. Al contrario, è accaduto un fatto:

[…]sono arrivati presso il centro Itrec della Trisaia, in gran segreto, ingenti forze di polizia a scortare  un Camion di scorie diretto verso l’Aereoporto militare di Gioia del Colle.

Il carico radioattivo è partito alle 3,10 dalla Trisaia ed è arrivato alla base militare intorno alle 6,00, transitando su una statale 106 blindata.

Nessuno sa ancora quali altre vie prenderanno le scorie, il motivo per cui con tanta urgenza e tanto segreto sono state trasferite, nè il danno ambientale e per la salute dei cittadini che, nel caso, potrebbe aver provocato la rottura del serbatoio di poltiglia radiottativa.

[…] Per noi è stata una nottata molto faticosa, ma probabilmente questo altro viaggio nel buio ci è stato molto utile per carpire un pò di luce, che presto distribuiremo ai cittadini.

Per fortuna, come si dice, non tutte le ciambelle riescono col buco,  e l’operazione supersegreta è stata conosciuta grazie a dei cittadini che si sentono Cittadini.

da La Verità è sempre una bomba, 5 agosto 2013 :

Ciò che ha viaggiato segretamente da Rotondella all’aereoporto militare di Gioia del Colle sono 1050 grammi di  ossido di uranio  arricchito al 91%, meglio definito come uranio 235. […] L’uranio arricchito è un componente che può essere utilizzato per la costruzione della bomba atomica ed è molto spesso indispensabile per produzione di energia.  […] i rifiuti radioattivi  (le barre statunitensi) rimarranno nel centro Itrec della Trisaia fino a quando non si provvederà alla costruzione del sito unico italiano di scorie nucleari e che gli accordi di Seul fra il governo Monti e gli USA, fino ad ora secretati, prevedono che dalla Trisaia venga trasferito solo il materiale fresco. Si riprendono il combustibile, ci lasciano le scorie: dei 522 kg di materiale radioattivo presente a Rotondella solo 12 kg di uranio arricchito torneranno negli USA.
[…]  Molti preferiscono ancora non sapere delle indagini coperte del magistrato Nicola Maria Pace, prima trasferito ora defunto, che parlavano di fughe radioattive, di centinaia di barili di terreno contaminato, di serbatoi decrepiti perché scaduti oltre trent’anni fa, contenenti i residui corrosivi e radioattivi, di 64 barre di combustibile esausto raffreddate ad acqua prelevata dal mare e scaricata nel mare di Rotondella per ventiquattr’ore al giorno da oltre quarant’anni.
Molti altri invece vogliono e devono sapere.

Esattamente: si vuole e si deve poter sapere. Perchè non dovrebbe essere così, se la verità serve a tranquillizzare? DEVE essere così qualora esista anche una lontana possibilità di pericoli per la salute.

In ogni angolo d’Italia c’imbattiamo in qualche servitù verso gli Usa e , al di là degli accordi siglati da rispettare, i nostri politici si comportano come “funzionari” della Casa Bianca e “funzionali” agli  interessi militari americani.
Questo è un problema di portata nazionale sebbene si presenti spezzettato qua e là, e tocchi ai locali portarselo in spalla: come danni, possibili o conclamati, e come lotta da condurre contro le sorde Istituzioni.

aggionamento giorno 6 
“””””Ieri la Sogin ha aperto i cancelli del centro Itrec della Trisaia e ha permesso ad un gruppo di cittadini e di giornalisti di visitare il deposito di scorie nucleari. Siamo entrati intorno alle 10,40 e siamo usciti circa 6 ore dopo. [—] Durante tutto il percorso abbiamo indossato un rilevatore di radioattività e abbiamo avuto modo di tranquillizzarci e di tranquilizzare l’opinione pubblica circa una contaminazione attualmente presente. [—] Viene da pensare che il “segreto” non serva per garantire sicurezza e security al trasporto ma per l’imbarazzo di dover spiegare come, quando e perché il biossido di uranio arricchito è arrivato in Italia. Domande per la cui risposta già altri hanno lavorato ed alcuni, oggi, non ci sono più.”””

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3 commenti leave one →
  1. 5 agosto 2013 5:47 pm

    MCCara, ti scrivo due righe perchè potresti sentirti come una rarità da blogoteca fra qualche giorno. Non fra qualche anno: a partire da adesso. La copertura informativa e giornalistica è stata pari a niente. Qualche trafiletto qua e là, tanto perchè qualcuno ci ha voluto omaggiare di bruscolini inframezzati da berlusconi. In patria. All’estero, pare che in tutto il trambusto globale di eventi che si sovrappongono come un par_sec, par_bleu una novità!: gli Usa continuano a monopolizzare l’atten(s)zione con la chiusura delle ambasciate a cusa di Al Qaeda.
    “In ogni angolo d’Italia c’imbattiamo in qualche servitù verso gli Usa e , al di là degli accordi siglati da rispettare, i nostri politici si comportano come “funzionari” della Casa Bianca e “funzionali” agli interessi militari americani.”
    Ecco, il deposito ITREC – come pochi altri sparsi nella nazione – è una vera e propria servitù nostrana agli imperiali con livrea a stelle e strisce. Funzionari-funzionali, peraltro, silenziosi. Che non provano neanche a spiegare. Servi e conniventi. Omertosi e sussiegosi. Arroganti e sprezzanti dei diritti, tutti i diritti. Pretenziosi e imprudenti. Ciechi e obbedienti. Chiediamo da sempre che si vengano a riprendere la loro immondizia. E mettiamo sul tavolo tante altre istanze. Un tavolo aperto, non quello delle stanze. Per esempio, a darti notizia, linko l’ultimo comunicato OLA: http://www.olambientalista.it/il-centro-della-trisaia-e-un-sito-di-interesse-militare/. Grazie! del tuo raro esempio di informazione e interesse, vero!

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    • 10 agosto 2013 1:00 am

      L’Italia ha siglato accordi negli anni 50 e 60 con la Nato delegando, anzi “donando” la piena sovranità in tutti i siti della Nato da noi presenti.
      Io ho un po’ di terra e sarei intenzionato ad affittarla ai russi per qualche base. Cosa dite, potrebbe essere il caso di un incidente diplomatico?

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  2. 5 agosto 2013 8:04 pm

    Copertura giornalistica pari a niente…. esatto. L’ho saputo perchè sono tua follower, chi mai parla della Basilicata al di fuori dei suoi confini? Sboccia un fiore a Casalpusterlengo e fa notizia,,, itaglie, non Italia
    Grazie di tutto, e nel finale anche del link all’articolo dell’ Organizzazione Lucana Ambientalista

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