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Succede tutto nel giro di poche ore. Un gruppo di soldati israeliani della famosa Brigata Givati sta pattugliando le vie tormentate di Hebron, nel sud della Cisgiordania. Sente della musica provenire da un edificio. C’è una festa. I giovani, armati e in divisa, si avvicinano. È un attimo. Altri giovani, palestinesi, li invitano a unirsi a quel momento di gioia. A passare qualche minuto insieme.
Capita anche questo, a Hebron. Si spara. Ci si ammazza. Ci si manda a quel Paese tutti i santissimi giorni. Ma poi la ragione riesce a dominare per qualche ora. Unisce israeliani e palestinesi. E non ci scappa il morto. Ma solo tante risate.

Lì, in quel momento, in quella via affollata e stretta di Hebron, nel cuore della Cisgiordania, va in scena la pace tra israeliani e palestinesi. Un momento «storico». Che non può restare nella memoria collettiva di chi c’era. Deve essere condiviso. Visto. Apprezzato. Ed ecco che qualcuno gira un video con uno smartphone. Carica il filmato su Youtube. È un attimo. Le immagini vengono trasmesse nel tg principale della tv Channel 2. E la storia prende un’altra piega.

I vertici dell’Idf non solo vedono il video. Ma scoprono che la pattuglia è stata a casa del clan dei Jaabari. «Si tratta di una famiglia legata a doppio filo ad Hamas», dice l’intelligence israeliana. «Si tratta di un episodio di estrema gravità», commentano ufficialmente da Gerusalemme. «I soldati sono stati sottoposti a un interrogatorio e le indagini vanno avanti. Quello che è certo è che i responsabili saranno trattati nel modo più appropriato». Il modo appropriato, per ora, è la sospensione. Immediata.

I Generali: «Quei soldati potevano essere rapiti e consegnati ai terroristi di Hamas», spiegano i generali dell’Idf. «Non vogliamo avere altri Gilad Shalit sulla coscienza».

I Soldati:  «Di solito stiamo qui per molti mesi, alla fine succede che con molti palestinesi ti saluti ogni giorno. Spesso ci scambi qualche parola», racconta un soldato che è stato nel limite tra Hebron 1 ed Hebron 2 per trenta settimane. «Io sono stato invitato da almeno tre famiglie palestinesi a prendere un caffè o un tè da loro. Non ci sono mai andato, perché è vietato. Ma quelle stesse famiglie il caffè e il tè sono venuti a portarmelo lì, al posto di blocco».

da

Falafel cafè

Voci e suoni da Israele e West Bank

La festa, il ballo, i sorrisi: la storia degl’israeliani e dei palestinesi che fecero la pace (anche se per cinque minuti)

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Mi ero chiesta in un altro post: Come addestra i soldati Israele per renderli così? Capaci di vessazioni, ottusità, crudeltà..

 

Ora mi chiedo : quanto costa ai giovani dell’esercito di Israele eseguire gli ordini dei superiori?

L’oppressione di cui sono vittime i Palestinesi è evidente. Quella che schiaccia l’animo dei soldati israeliani è nascosta, intima, lacerante. 

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