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Dall’uno al tre settembre del 2004 nella scuola di Beslan , nell’Ossezia del Nord si è consumata un’incommensurabileBeslan tragedia. Un  gruppo di 32 ribelli  fondamentalisti islamici e separatisti ceceni sequestrò 1127 persone. Nessuno uscì indenne.
Il sequestro si concluse con il 
massacro  di 186 bambini, e un numero quasi altrettanto grande di adulti.  700 furono i feriti, alcuni dei quali morti in seguito per lesioni inguaribili. 

La responsabilità dell’organizzazione venne rivendicata Shamil Basayev la realizzazione fu opera di un commando internazionale, includente almeno due inglesi-algerini e alcuni arabi aderenti ad al-Qāʿida, tutti collegabili alla moschea di Finsbury Park nel nord di Londra. 

Dalla relazione conclusiva del  Governo della Federazione Russa risultò che erano state intercettate telefonate in arabo partite dalla scuola di Beslan verso l’ Arabia Saudita 

e altro paese del Medio Oriente non svelato. Test di medicina forense stabilirono che 21 dei  33 terroristi agivano sotto l’effetto di droghe.

  • Rivendicazioni indipendentiste a copertura del petro-terrorismo internazionale.
  • Riassumo e trascrivo da un’intervista radiofonica dello scrittore Nicolai Lilin

L’attacco è stato di matrice islamista e l’ottanta per cento dei terroristi era di nazionalità cecena, ma questo non significa che il popolo ceceno sia un popolo di assassini o che il governo sponsorizzasse l’azione terroristica.  Per lo sforzo finanziario e organizzativo richiesto, un’azione di questa portata  non poteva che essere patrocinata a livello internazionale dai paesi che sostengono il terrorismo AlQaedista.
Per l’attacco alla scuola di Beslan i soldi sono arrivati direttamente dall’Arabia Saudita. La sua realizzazione è stata possibile a causa della disorganizzazione operativa del governo russo, tradizionalmente mai pronto ad affrontare questi eventi, ma soprattutto dalla corruzione.
Il fatto che tranquillamente i terroristi siano riusciti a passare la frontiera e raggiungere la scuola, significa che in tutti i posti  di blocco c’è stato qualche ufficiale che si è fatto corrompere per lasciare passare le auto cariche di armi e di esplosivi.
Lo stesso si può dire per  il sequestro al teatro Dubrovka di Mosca (ottobre 2002, di circa 850 civili da parte di un gruppo di 40 militanti armati ceceni  (che chiedevano il ritiro immediato delle forze  russe dalla Cecenia e la fine della seconda guerra cecena). Mosca è  una città piena di posti di blocco dove anche io passeggiando vengo fermato dalla polizia che mi chiede di mostrare il passaporto. E’ ipotizzabile addirittura che un mezzo della polizia o dell’esercito abbia dato copertura al commando che altrimenti non sarebbe passato inosservato essendo in assetto da combattimento, con armi molto ingombranti, mitragliatrici e lanciagranate, oltre alla bomba con 300 chili di tritolo che venne fissata al soffitto (Impedire ai terroristi di farla detonare fu il motivo per cui venne infiltrato attraverso l’impianto di condizionamento la miscela gassosa che doveva neutralizzare il commando, ma che causò vittime anche fra i civili sequestrati.) 

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