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Pierre Piccinin: con Quirico abbiamo cercato due volte di scappare

9 settembre 2013
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mcc43   Google+

(con video interviste di  Domenico Quirico e Pierre Piccinin)

Piccinin Quirico Bonino

Enma Bonino accoglie Piccinin e Quirico

Domenica 8 settembre sono tornati in libertà, dopo una prigionia di 5 mesi nelle mani dei ribelli siriani l’insegnante belga Pierre Piccinin
e il giornalista italiano Domenico Quirico-

Questa è la traduzione in italiano dell’intervista (dessous l’original en français) rilasciata a Vincent Lorge lunedì’ 9 settembre,  nella quale  Pierre Piccinin racconta la loro odissea durata 5 mesi.

Vincent Lorge: Come sta?

Pierre Piccinin: “Fisicamente va, nonostante le torture che abbiamo sofferto Domenico ed io. Anche psicologicamente, credo che ci siamo sostenuti a vicenda, veramente uno senza l’altro non avrebbe potuto sostenere, ma in due in quelle circostanze ci siamo potuti incoraggiare. “.

Vincent Lorge: Lei parla di torture, vuol dire che la sua detenzione è stata particolarmente dolorosa?

Pierre Piccinin: “E ‘stata una detenzione molto speciale, un’odissea terrificante attraverso tutta la Siria, spostati varie volte in molti luoghi, in certi casi ci siamo trovati con dei gruppi. Non è stato sempre lo stesso gruppo che ci ha tenuti prigionieri, ci sono stati gruppi molto anti-occidentali, gruppi islamisti anti-cristiani. Talvolta c’è stata aspra violenza fisica “.

Vincent Lorge: Anche umiliazioni?

Pierre Piccinin: ” Umiliazione, teppismo, finte esecuzioni.  Domenico ha subito due finte esecuzioni con la pistola. Una volta abbiamo pensato che ci avrebbero ucciso perché ci hanno detto che eravamo diventati un problema e che si sarebbero liberati di noi .  A mia madre è sembrato di sentire il fantasma di suo figlio “.

Vincent Lorge: Credo sia stato difficile per lei e, per loro, aver ritrovato i famigliari. Praticamente siete stati privi ​​di contatto per tutta la custodia ad eccezione di una telefonata, penso?

Pierre Piccinin: “In realtà abbiamo fatto una telefonata perché sono riuscito a rubare un telefono cellulare a un certo momento.  Beh, non proprio rubarlo, ma procurarmelo grazie alla confusione di una battaglia e ho avuto qualche secondo per chiamare i miei genitori e dirgli che ero vivo, perché da due mesi, durante l’assedio di Al Qoussei, dove gli jiadisti ci avevano preso, non ci potevano vendere o usare in alcun modo perché erano essi stessi prigionieri per via dell’assedio. Non hanno dato alcun segno che eravamo vivi. E vi dico che quando ho chiamato mia madre, proprio mia madre ha risposto… sapevo a memoria il numero di casa dei miei genitori … quando ho sentito la sua voce … io penso che abbia creduto di sentire il fantasma di suo figlio di ritorno dall’inferno Siria dopo due mesi. I miei genitori  sono anziani, senza notizie di me giorno dopo giorno, settimana dopo settimana …. che ansia, doveva essere orribile per loro.  Noi abbiamo cercato di scappare due volte “.

Vincent Lorge: Avete tentato di fuggire?

Pierre Piccinin: “Abbiamo cercato di scappare due volte, una volta non si poteva andare abbastanza lontano.  Abbiamo approfittato della preghiera, preso due kalashnikov e lasciato l’ edificio per due giorni … abbiamo corso nella campagna prima di farci riprendere e riportare indietro, siamo stati gravemente puniti per il tentativo di fuga . “.

Vincent Lorge: Pensa che un giorno tornerà in Siria?

Pierre Piccinin: “Beh, il grosso problema è che la rivoluzione siriana da sette, otto mesi ha avuto una grossa evoluzione. L’esercito siriano libero è quasi evaporato. Ora ci sono ondate d’islamisti o banditi, gruppi che controllano il territorio e ricattano. Penso che è diventato molto pericoloso per gli occidentali arrischiarsi ancora in Siria nellle attuali condizioni di una rivoluzione completamente degradata in qualcosa di diverso “.

*****
Qui Video : DOMENICO QUIRICO racconta la prigionia

“Il rapimento  è iniziato con l’imboscata dell’8 aprile. Una banda di comuni banditi travestiti da Islamisti e rivoluzionari. E’ stato un quotidiano viaggio nell’umiliazione”
” Se li odiassi, sarei un uomo peggiore, sarei sequestrato ancora per sempre. Spero che non avverrà, lo saprò nei giorni a venire”

******

Piccinin e Quirico sono stati rapiti nel mese di aprile, come altri quattro giornalisti italiani, fra i quali Amedeo Ricucci. I loro sequesto era durato otto giorni. Il racconto è in questo articolo  e in Susan Dabbous e la misteriosa prigionia dei giornalisti in Siria

******

témoignage originale en français de Pierre Piccinin …
En savoir plus ……

  da rtl.be

Vincent Lorge: Comment allez-vous?

Pierre Piccinin:Physiquement ça va malgré les tortures que nous avons subies, Domenico et moi. Psychologiquement aussi, je pense qu’on a pu se soutenir l’un et l’autre. Véritablement, l’un sans l’autre on n’aurait pas pu tenir. Mais à deux dans des circonstances comme celles-là, on peut s’encourager.

Vincent Lorge: Vous parlez de torture, cela veut dire que votre détention a été particulièrement pénible?

Pierre Piccinin:
C’est une détention assez particulière. Cela  a été une odyssée terrifiante à travers toute la Syrie. On a été beaucoup déplacé à de nombreux moments dans de nombreux endroits. Et disons qu’à certains moments on s’est retrouvé avec des groupes. Ce n’était pas toujours le même groupe qui nous détenait, avec des groupes très violents, très anti-occidentaux et des islamistes anti-chrétiens. Cela a été parfois des violences physiques très dures.

Vincent Lorge:
Des humiliations aussi?

Pierre Piccinin:Des humiliations, des brimades, de fausses exécutions. Domenico a subi deux fausses exécutions au revolver. A un moment on a cru qu’ils allaient nous tuer parce qu’il nous ont dit que nous étions devenus un problème et qu’ils allaient se débarrasser de nous“.

“Ma mère a cru entendre le fantôme de son fils”

Vincent Lorge: J’imagine que cela a été dur pour vous et pour eux d’avoir retrouvé votre famille. Vous étiez pratiquement privé de contact pendant toute votre détention à part un coup de fil je pense?

Pierre Piccinin:Effectivement on a eu un seul coup de fil. J’avais pu voler un GSM à un certain moment. Enfin, pas vraiment le voler mais me le procurer grâce à une aide dans la confusion d’une bataille. Et déjà pendant quelques secondes téléphoner à mes parents pour leur dire que j’étais vivant parce que pendant deux mois, pendant ce siège d’Al Qousseir, où les djihadistes nous avaient pris, ne pouvaient pas nous vendre ou nous demander quoique ce soit puisqu’ils étaient eux-mêmes prisonniers du siège. Ils n’ont pas donné le moindre signe que nous étions vivants. Et je vous dis que quand j’ai téléphoné à ma mère, c’est ma mère qui a décroché. Je connaissais par cœur le numéro de la maison de mes parents. Quand j’ai entendu sa voix, je pense qu’elle a cru entendre le fantôme de son fils qui revenait de l’enfer syrien parce que pendant deux mois, mes vieux parents n’ont pas eu la moindre nouvelle de moi. Jour après jour, semaine après semaine cela a été l’angoisse, cela devait être horrible pour eux“.

“Nous avons essayé de nous échapper 2 fois”

Vincent Lorge: Vous avez essayé de vous échapper?

Pierre Piccinin:Nous avons essayé de nous échapper 2 fois. Une fois on n’a pu aller assez loin. On a profité de la prière, on s’est emparé de deux kalachnikovs et nous avons quitté le bâtiment. Pendant deux jours, on a couru la campagne avant de se faire reprendre et là de se faire très sérieusement punir pour cette tentative d’évasion“.

Vincent Lorge: Vous croyez qu’un jour vous retournerez en Syrie?

Pierre Piccinin:Alors le grand problème, c’est que la révolution syrienne depuis 7, 8 mois a connu une évolution très importante. L’armée syrienne s’est quasiment évaporée. Et actuellement on est face à des vagues islamistes ou du brigandage de certains groupes qui rançonnent les territoires, qui contrôlent. Je pense qu’il est devenu très dangereux pour les occidentaux d’encore se risquer en Syrie dans les conditions actuelles d’une révolution qui est en pleine déliquescence et qui tourne à autre chose“.

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3 commenti leave one →
  1. vale permalink
    9 settembre 2013 8:37 pm

    Pierre Piccinin testimonia che ha sentito una conversazione dei suoi rapitori, testimonia che non è stato il governo siriano a usare le armi chimiche ma gli invasori:

    http://www.rtl.be/videos/video/456856.aspx
    Ce n’est pas Bachar El-Assad qui a utilisé le gaz selon Pierre Piccinin

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    • 9 settembre 2013 8:56 pm

      Con molta saggezza, Quirico conferma la telrfonata dei rapitori sottolineando che non è possibile sapere chi fossero gli interlocuteori, nè se fosse una diceria raccolta o una convalida.
      Avec une grande sagesse, Quirico confirme la conversation des ravisseurs mais disant qu’il n’est pas possible de savoir qui était les gens en Skype et si c’était une rumeur ou une validation de collection.

      Mi piace

  2. Marc permalink
    9 settembre 2013 9:08 pm

    bene, se la sono cavata

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