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TAV in Val di Susa: menzogna costosa e militarizzata

8 novembre 2013

mcc43    Google+

  • Trasformano la TAV in una questione di ordine pubblico

  • Mettono cittadini e Polizia in contrapposizione

  • Tacciono sulle intromissione delle mafie e la corruzione

La grande menzogna

Nel sito ufficiale della Rete Alta Velocità delle Ferrovie dello Stato si legge:“A livello sovranazionale, il sistema AV/AC italiano costituisce un tassello fondamentale delle Transeuropean Networks – Transport (TEN-T), le reti di trasporto trans-europee definite a partire dall’inizio degli anni ’90 dalla Commissione Europea, che dalla fine del 2011 ne sta individuando ulteriori obiettivi di sviluppo. “

La realtà

Prima di tutto: la descrizione del “Transeuropean Networks” da parte delle Istituzioni Comunitarie non cita l’Alta velocità. Parla semplicemente di  “powerful European transport network” [vedere sito della UE] .
Il tratto che si vuole creare, come TAV,  in Val di Susa è parte del CORRIDOIO 5 che, sulla carta, dovrebbe integrare le linee ferroviarie dall’oceano Atlantico fino ai confini della Federazione Russa, da Lisbona a Kiev,  attraverso 7 paesi.

 Stato attuale dell’opera? Abbandonato.
Ridotto a “Corridoio mediterraneo”.

-La stazione di partenza non è più Lisbona, ma la piccola spagnolaAlgeciras, in Andalusia, perchè il Portogallo si è ritirato.
-La Spagna ha la linea TAV Madrid-Siviglia solo per i passeggeri, nessun progetto per il trasporto merci. Da Barcellona, nulla è previsto per attraversare la catena dei Pirenei.
-In FranciaHollande ha dichiarato l’estate scorsa che la Tav Torino-Lione non è una priorità. Si scaverà, sì, il tunnel verso l’Italia ma tutto il resto è rimandato a data non imprecisata.
-In Slovenia è certo che la Tav si aggancerebbe al nulla: gli sloveni  non hanno alcun interesse a una linea est-ovest, preferirebbero una nord-sud, pertanto sono usciti dal progetto.
– In Ungeria non se ne parla proprio. Non interessano le ferrovie e, in barba a ogni considerazione ecologica, potenziano il trasporto merci sui TIR.
-LUcraina: il loro treno raggiunge Kiev alla folle velocità di 110 Km/ora e a loro sta bene così.
-Infine la Russia : già nel 2012 ha fatto retromarcia. Opera troppo costosa, il governo di Mosca non stanzierà i fondi.

Salta agli occhi che in tutti i paesi interessati è stato il governo a rallentare o dare lo stop alla linea Tav, tranne che in Italia.
Qui sono i valligiani, i sindaci, gli attivisti da ogni parte del paese a difendere il territorio da uno scempio irrimediabile. Lo fanno con costanza da anni, armati della conoscenza del luogo e degli studi del Politecnico di Torino (vedere Monitor) . Lo fanno contro la classe politica e la quasi totalità dei media, contro gli infiltrati estranei e violenti, contro quella parte di opinione pubblica che si schiera … perché c’è libertà di farlo, anche senza alcuna conoscenza, teorica e pratica del problema
.
I politici, impegnati in una forsennata campagna contro i NO-Tav valsusini, tacciono sul fatto che l’Alta Velocità non potrà procedere verso la Slovenia perché la linea dovrebbe addentrarsi nel friabile Carso. Una follia.
C’è del marcio  lungo i binari…

I costi di un’opera che non avrà futuro

da Quanto costa la TAV Torino-Lione

I costi a carico dell’Italia, per la parte di collegamento fino a Torino, secondo il dossier presentato nel 2006 all’Unione Europea si attesterebbero intorno ai 17 miliardi di Euro. Ma il dossier presentato all’Unione Europea nel 2010, porta le stime dei costi a 35 miliardi di euro, a carico dell’Italia, escludendo una grande varietà di opere connesse, quale il raccordo al nodo torinese, infrastrutture per ospitare i lavoratori e decine di opere sussidiarie che un cantiere di 20 anni comporterebbe.

Quali mani affondano nel gruzzolo destinato?  C’è la Ltf, già coinvolta nello scandalo di una gara truccata, proprio per appalti Tav. Già assodate, secondo gli inquirenti, le infiltrazioni delle mafie. Grandi opere affidate Italcoge e ai Martina  e altri immanicati con la  ‘ndrangheta, riferisce un servizio di Report.  Bancarotte fraudolente, false fatturazioni, lavori iniziati e poi abbandonati: una fiera dello spreco. E ai miliardi che lievitano si aggiungeranno i costi crescenti  dei presidi militari …

La militarizzazione della Val di Susa

Mentre i mass media mettono la sordina alle vicende valsusine, dando risalto agli incidenti e non al susseguirsi di pacifiche manifestazioni, il Governo, in molti ambiti ritardatario e pasticcione, dà prova di sollecitudine nel proteggere il malaffare pluridecennale della TAV. E’ previsto il rafforzamento della presenza militare con l’invio di altri soldati a “difendere” i cantieri.
In Afghanistan, provincia di Herat, il rapporto è di 1 soldato ogni 517 abitanti. A Chiomonte è di 1 milite ogni 2 abitanti: 415 i soldati, 931 i residenti!  La prossima missione di guerra del nostro esercito, pertanto,  è in Val Susa,  come racconta il generale Claudio Graziano che coglie l’occasione  per battere cassa e  ribellarsi  alla spending review. 

Soldati in Valsusa

***

raccolta articoli inhttp://storify.com/mcc43_/tav-notav-torino-lione

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2 commenti leave one →
  1. 9 novembre 2013 2:12 am

    Non entro nel merito dei Tav sì o no, ma mi preme sottolineare un punto che spesso non viene citato. I veri oppositori della TAV, oltre alle piacerie mafiose italiche, sono i signori che abitano oltre la manica e nel nuovo mondo. Il vero ostacolo della linea EST-OVEST che rappresenterebbe un vero affare economico per tutta l’Europa sono gli interessi commerciali degli Usa ed Anglo-Olandesi. Gli uni come gli altri si sono sempre opposti alle attività commerciali russe e sin dalla guerra di Crimea ed anche prima.
    Proviamo a fare mente locale sugli scambi commerciali tra l’immenso e sterminato territorio russo-asiatico e l’europa che vedrebbe come risultato il totale isolamento dell’egemonia angloamericana-giudaica.
    Io sarei curiosi di sapere chi sono i veri fnanziatori, sotto-sotto, dei no Tav e scopriremmo nomi noti insospettabli….
    Lo stesso accadde anche nella guerra dei Balcani per i trattati commerciali che la Serbia, appoggiata dalla Russia, intendeva potare avanti con i paesi del medioriente creando un corridoio che non fosse penalizzato dai costi dei trasporti marittimi (in mano ai LLoyds/giuadici) servendo e soddisfando le richieste europee.
    Localmente, invece convengo su alcuni punti: l’allargamento della linea esistente, per esempio, ma qui si entra del merito della questione tecnica che non mi interessa, perché perde di vista i veri obiettivi.
    Purtroppo la gente minuta, ignorante o ignorante in malafede, non vuol mostrare l’altra faccia della questione….
    Adesso andate pure giù con le vostre critiche…tanto a me non me ne può fregare nulla, l’Italia è già fallita e che ci sia o meno la tav non cambia una virgola nello scenario internazionale.

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    • 9 novembre 2013 1:42 pm

      Ti sfugge qualcosa. Mettere come “copertina” del tuo ragionamento la dichiarazione “non entro nel merito dei Tav sì o no” e poi aggiungere “ma qui si entra nel merito della questione tecnica che non mi interessa” significa stare sulla luna e guardare alle persone, alle case, alle strade, alle attività produttive, agli animali e al paesaggio come insignificanti puntini.
      Una grave questione di incapacità politica del nostro paese la metti nel calderone dei trucchi geopolitici che governano il mondo, il che lascia perfettamente liberi i furfanti di procedere indisturbati. Per fortuna ci sono altri che disturbano il manovratore, senza aver la pretesa di cambiare il mondo vogliono bloccare uno scempio e uno spreco, per ora con molto successo.
      Mi fa sorridere l’idea che i NoTav siano finanziati – quasi fossero un’entità monolitica e strutturata – dagli americani e dagli olandesi, ma se così fosse… soldi ben spesi per una volta.

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