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NELSON MANDELA

18 luglio 1918 – 5 dicembre 2013

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Invictus

William Ernest Henley

Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da  polo a polo
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.

Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato né gridato.
Sotto le randellate della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.

Oltre questo luogo d’ira e lacrime
Incombe il solo Orrore dell’ombra,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino;
Io sono il capitano della mia anima.

 da Moorbey’z blog

Audio – Intervista alla radio della prigione
in cui è rinchiuso dal 1981 di
   

Mumia Abu-Jamal

La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci ogni volta che cadiamo.

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Ho lottato contro il dominio bianco
e contro il dominio nero.

Ho coltivato l’ideale di una società libera e democratica nella quale tutti possano vivere uniti in armonia, con uguali possibilità.
Questo è un ideale per il quale spero di vivere.

*****

Ho tre amici nel mondo, e sono Yasser Arafat, Muammar Gheddafi e Fidel Castro.

Nelson Mandela

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