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Lotta dura senza paura: operai del 1905 negli USA

9 marzo 2014
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 Dal  Blog unlucano

An Injury to One – Se Toccano Uno (Toccano Tutti)| di Travis Wilkerson

un post che merita molti AWARD.
Li merita per il sentimento sotteso, che è un grido contro la persistente repressione della solidarietà e dei diritti. Per il film, susindacalista in prigionell’ Industrial Workers of the World, radicale ed inclusivo sindacato di massa degli USA che riuniva maestranze qualificate e non, immigranti e nativi, donne e uomini, bianchi e di ogni colore. Per le vivide immagini della poesia e per la sapiente traduzione  di Francesco Giannatiempo.

***

La poesia

 di  Naomi Wallace 

MORTE DI UN WOBBLY IN MONTANA, 1917

Sente la folla sollevarsi fuori dalla piccola cella:
uno stagnino, un sarto, alcuni scolatori di birra pagati
dalla banca, con le lingue acri e ubriachi,
le corde lubrificate a far sudare le loro mani. Non ci sono sbirri in giro.

La porta doppia si stacca dai cardini
mentre la bocca del prigioniero rimane senza saliva.
i cittadini irrompono nella sua cella
con tubi d’acciaio e lo trascinano verso i binari.

Venti, trenta paia di mani finiscono ovunque,
al suo collo, alle sue caviglie, tra le sue gambe,
ginocchiate, pugni e qua e là qualcosa
di più terrificante dei colpi: una carezza.

La sua carne resiste a questa  atrocità, ma le sue  membra
scorrono via come l’acqua. Sporco Rosso,
ammazza poliziotti, sindacalista bastardo, wobbly
scansafatiche. La folla si sta prendendo la giustizia in mano.

L’intera città trema dietro le sue porte
e lui è al centro di una folla in tumulto
che odora di bambino, di piscio, di influenza e caramelle.
Questo è l’anno delle rivolte razziali, del Ku

Klux Klan e della coscrizione. Questo è l’anno
dell’iprite e delle diserzioni militari,
i soldati accatastati nel fango belga
a Passchendaele, i loro cuori morti fatti

 a pezzi nei toraci come giocattoli a  buon mercato.
Questo è l’anno in cui gli scioperanti si prendono Pietrogrado.
Questo è il decennio del sogno, osceno
nella sua brama e nella sua grandezza, quando le orde

e il sudiciume reclamano i macchinari, quando
il caos incrocia le braccia e il mondo semplicemente si ferma.
I mercenari, poveri come ogni altro,
ingrossano le acque, ricchi di omicidio

 e ricompense. L’uomo del sindacato crede di non dover
morire in questo modo, nel terrore. Lui vuole
piangere e supplicare, ma non può, la sua bocca gira vorticosamente
con denti rotti e sangue. Alcuni dei suoi rapitori

non hanno denti. Farfugliano bestemmie come un
lattante. Altri canticchiano, dementi
nel loro desiderio di lasciare il segno sul
decennio, di lasciare il segno sull’anima di qualcuno,

 di chiunque. Il capo è un fornaio.
La farina bianca forma un velo che setaccia
la sua faccia mentre lancia la lunga corda oltre
il cavalletto, l’altra cima intorno

al collo del giovane.

E poi bruscamente

il delirio finisce.

C’è tanta calma che possono
sentire il fiume respirare contro le rocce.
Portano il prigioniero vicino al ponte.

Questo è l’anno in cui gli USA entrano
nella prima guerra mondiale  e i britannici prendono
Baghdad. Questo è il mese in cui i ricchi
di Butte in Montana, pagano i poveri

affinché sopprimano uno di loro. Questa è l’ora
in cui il fiume si fa il segno della croce, pallido
alla luce mattutina dell’assassinio. Eppure
l’acqua che il prigioniero sente di sotto

 non arriverà mai a coprirlo. Penzolerà dal
cavalletto nel suo vestito nero come un  pezzo
caduto dal cielo. Se questo giorno sta facendo
storia, questo wobbly non lo saprà mai.

Non può più vedere, perché i suoi occhi
sono andati, piccole gemme blu sotto gli stivali
di uomini perduti. Le mani che lo pestavano
sono ora più morbide, come le ali di un uccello

sott’acqua. Persino le parole anarchico,
maiale, traditore, sembrano carezze. Ma una voce
si eleva dallo sciame (o sono due?)
e gli sussurra accanto: Perdonami, ed è la voce

 dalla mano pesante, che centra la morte sulle sue spalle.
E appena il prigioniero non tocca più terra,
vuole dirgli: Ti Amo, visto che in tutta la sua vita lo ha detto
solo due volte

 e non sembrano abbastanza. La voce supplica ancora:
Perdonami, ma il giovane uomo dice: No.

 […]

Il Film

Copertina Film An injury to One

 

 

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