Skip to content

Elezioni parlamentari in Libia: astensione, attentati e diversivi dell’informazione

29 giugno 2014

mcc43

Quando non sai che fare, falli votare” In Libia applicano questo vecchio trucco della democrazia facendo tornare alle urne i cittadini,  il 25 giugno, per eleggere  un parlamento in sostituzione di quello instaurato appena due anni fa. Una chiamata al voto che segue quella del 20 febbraio per eleggere i membri della Commissione che deve redigere la Costituzione.
In entrambi i casi partecipazione scarsa, tuttavia  c’è chi dichiara agli intervistatori: “Continueremo a votare fino a che avremo trovato le persone giuste”.

Questa elezione parlamentare coincide con una situazione complessivamente aggravata per due ordini di motivi.

Il Governo –  Chi è il Primo Ministro in carica?  A Tripoli  c’è Abdullah Al-Thinni, un premier eternamente“ad interim”. Rifiuta di creare un suo gabinetto, ma aveva altresì rifiutato di cedere la poltrona ad Ahmed Maiteeq, tenendo duro fino a che la Suprema Corte ha invalidato l’elezione. A Bengasi prosegue da febbraio la ribellione contro le Istituzioni capeggiata dal generale Kalifa Haftar.  Sempre in Cirenaica, è tornato Ali Zeidan; fuggito in Germania per evitare l’arresto dopo la malagestione della vicenda  Morning Glory (la petroliera col greggio che la Cirenaica cercava di vendere in autonomia, senza intervento dell’ente petrolifero nazionale; vicenda risolta con l’intervento delle forze statunitensi), ora  si  dichiara  innocente e ribadisce d’essere tuttora il primo ministro legittimo.  

La sovranità nazionale – Violazioni o accordi segreti? Oltre al potere reale che persiste saldamente nelle milizie, anche gli Stati Uniti agiscono di propria iniziativa realizzando blitz in territorio libico per catturare i terroristi che intendono processare.  Il 15 giugno le forze speciali Usa e l’Fbi, hanno catturato Ahmed Abu Khatallah, comandante di Ansar Al Sharia, lo hanno trasportato su una nave nel Mediterraneo e poi in America, dove già è sotto interrogatorio, accusato dell’attacco dell’11 settembre 2012 al “consolato” Usa, dove morirono l’ambasciatore Stevens e tre addetti alla sicurezza. (nota*1)

Svolgimento delle elezioni

urne LibiaLa registrazione al voto poteva avvenire, in modo unico al mondo, via cellulare. Registrati  1 milione  mezzo, su 2  milioni e 800 mila di aventi diritto,  votanti effettivi solo in 630.000.

In Cirenaica e altre parti del paese non tutti i seggi hanno potuto aprire per ragioni di sicurezza; nel Fezzan le città di Murzuq e Sebha hanno potuto votare solo il giorno successivo.  La TV libica ha mostrato seggi elettorali per lo più auto distrutta Bengasi elezionivuoti nelle principali città; si sono verificati disordini e scontri che hanno creato almeno cinque vittime e numerosi feriti a Bengasi. Le organizzazioni internazionali, come il Carter Center, non hanno voluto inviare osservatori, come del resto era già avvenuto per le elezioni in Egitto.

Un’anziana elettrice intervistata all’uscita dal seggio dal reporter del Telegraph racconta di aver votato la prima volta nel 1950 sotto re Idris e aggiunge “ Gheddafi non era male al principio, poi è ammattito e si è circondato di matti. Questi del Congresso, invece, erano già dei pazzi fin dall’inizio “

Sui media internazionali queste elezioni, a differenza del 2012, sono passate per lo più sotto silenzio. Della Libia in questi giorni si parla per uno dei molti attentati. 

Salwa Bugaighis

Salwa Abugaighis

L’uccisione di Salwa Abugaighis,  collegialmente definita insigne avvocato, attivista dei diritti umani e delle donne, in prima fila nella “rivoluzione” e membro del CNT.
In realtà è dubbio che ai media fosse molto nota, dal momento che le prime agenzie sbagliavano nell’indicare il nome (Salma anziché Salwa) e c’è tuttora nebulosità sul passato antecedente  il 2011 di quest’avvenente signora che sembra una controfigura di Christian Amanpour, il volto internazionale della CNN.

Inquietanti il silenzio sulla sorte del marito scomparso e la mancanza di rivendicazioni dell’attentato. Questo consente ad alcuni di accusare Ansar al Sharia, come ritorsione per la cattura di Khatallah (perché mai proprio la Abugaigis e,  forse, il marito?  Doppia nazionalità? Attività professionali?) e ad altri di puntare fantasiosamente il dito contro la nuova star delle nefandezze internazionali: Boko Haram. 

Al di là di tutte le considerazione limitate ai dati della cronaca, si può affermare che in Libia si affrontano due principali gruppi militarizzati.

Il primo schieramento, sponsorizzato soprattutto dall’Egitto, dall’Arabia Saudita, con ammiccamenti occidentali, risponde al generale in pensione Khalifa Haftar.  Il raggruppamento ha il punto di forza nella milizia di Zintan (quella che detiene Saif Al Islam Gheddafi) e dispone di velivoli di fabbricazione russa.  Haftar si è imposto con l’operazione “Al Karama” per scacciare i “terroristi” dall’est della Libia. Gli osservatori qualificati ritengono che una sua vittoria darebbe all’Egitto l’accesso alle ricchezze petrolifere della Cirenaica. Le visite al Cairo di Kerry il 22 giugno e del Re Abdallah dell’Arabia Saudita il 21 (con baci e abbracci ad Al Sisi in aeroporto) stanno ad indicare abboccamenti riguardanti il futuro della Libia?

Il secondo  schieramento è manovrato dalla potente milizia di Misurata, alleata con Ansar al-Sharia. Si tende a considerarlo lo schieramento “dei” Fratelli Musulmani, echeggiando la decisione egiziana di definire questi ultimi un’organizzazione terrorista; ciò gli aliena immediatamente le simpatie occidentali, ma potrebbe ricevere aiuti dal Qatar che già durante la sanguinosa ribellione del 2011 armava i miliziani di Misurata. La forte componente vicina al Fratelli Musulmani che era presente nel Congresso è la ragione principale del ricorso alle urne, nella speranza che la Fratellanza abbia perso una fetta di elettorato. 

Per queste ragioni, il risultato elettorale che, secondo il comunicato della Commissione Elettorale di sabato 28 giugno, si avrà fra due settimane (!)  è di grande importanza non solamente per i libici, ma per tutta l’area mediterranea.  In particolare per l’Italia, sia per i concreti interessi nazionali, sia in quanto “portaerei” della Nato e delle forse americane.  

Che cosa significa realmente la decisione annunciata il giorno seguente al voto che il nuovo parlamento avrà sede non più nella capitale Tripoli ma nel capoluogo della Cirenaica, Bengasi?
Ufficialmente “per aiutare le istituzioni statali in una regione dove la legge e l’ordine sono inesistenti”, ma a prima vista sembra, proprio per la ragione addotta,  la più pericolosa mossa da fare. Per ora non si conoscono reazioni da parte della popolazione della capitale.

La Libia torna al voto, video- report di Amedeo Ricucci per Rai1

&&&&&&

Chris Stevens

Chris Stevens

nota 1 Nell’immediatezza, la ragione dell’attacco  al cosiddetto consolato americano di Bengasi venne rappresentata come una vendetta della milizia Ansar Al Sharia per un video offensivo del Profeta Muhammad.  Subito però, grazie alle investigazioni della CNN, si comprese che il “consolato” non era una sede diplomatica ma affaristica Ora dal libro di memorie di Hilary Clinton si apprende che l’Intelligence sapeva che il motivo era una “commemorazione” dell’attacco alle Torri Gemelle; fu Barack Obama a imporle di mentire per non turbare l’opinione pubblica americana. Ma c’è altro da tenere a mente, pur con le mille cautele che consigliano le rivelazioni delle “talpe”: secondo lo scrittore e politologo americano Roger L. Simon  la presenza di Stevens a Bengasi era motivata dal riprendersi i missili Stinger che gli insorti avevano avuto in dotazione nel 2011 dal Dipartimento di Stato. Non dalla CIA come si potrebbe supporre, perché l’agenzia si era dichiarata contraria, ma su ordine della Clinton “perché questo avrebbe permesso di rovesciare più facilmente Gheddafi ” . A Stevens era stato dato il compito di far sparire tracce e prove quando divenne chiaro che i “ribelli” in realtà erano gruppi di obbedienza ad Al-Qaeda.

raccolta articoli sull’11 settembre di Bengasi 

              Google+

Annunci
4 commenti leave one →
  1. 29 giugno 2014 5:22 pm

    ….e ho potuto capirci qualcosa, cioè ho capito che se la Libia si spacca in tre non ci sarà pace comunque, visto che la tribù che ha in custodia il figlio di Gheddafi, senza che nessuno faccia niente per levarglielo dalle mani , è alleata con Haftar e nel territorio in mezzo c’è Misurata – nemico storico di Zintan – che è alleata con quella milizia di Bengasi che però è nemica di Haftar… il modello_Iraq è già cotto, pronto per essere … mangiato.

    Mi piace

  2. Eli permalink
    29 giugno 2014 5:38 pm

    Se non sai cosa fare, falli votare… tristemente vero. Hanno scambiato quello che avevano per un diritto che è vuoto se a comandare sono le armi e gli stranieri. Ramadan quest’anno sarà “austero”, mancano i soldi, anche se qualcuno ne sta sfacciatamente accumulando.

    Mi piace

  3. 30 giugno 2014 10:13 am

    Hanno vinto la partita in Cirenaica, dopo aver ottenuto il Parlamento a Bengasi promettono di riaprire i porti

    http://www.bloomberg.com/news/2014-06-29/libya-s-biggest-oil-port-es-sider-may-open-in-august-rebels-say.html

    Mi piace

    • 30 giugno 2014 10:16 am

      Impressionante, è come se in Libia avessero lanciato un software che non si può arrestare, qualunque cosa voglia la gente…

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Schnippelboy

Ein Tagebuch unserer Alltagsküche-Leicht nachkochbar

zeitderreife

Meine Bilder, Gedanken und Emotionen

FirstOneThrough

Israel Analysis

Moulahazat

A Lebanese Political Blog

cor-pus 15

sogna la vita, mentre la vivi, intatta.

Capitan Daddy

Daddy & SuperHero

Strinature di saggezza

Malleus Rudĭum

Raimondo Bolletta

raccontare e riflettere

Hic Rhodus

Rivista di argomenti e logica civile

Blog di Luigi Cocola

Per un nuovo Risorgimento

In Gaza

and beyond

FONTANA STEFANO BLOG

In base agli art. 21 e 24 della Costituzione Italiana su questo blog parlo di Società, Mafie, Sicurezza, Serrature, Locksmiting, Conoscere l'arte della persuasione per non credere e non cascare nelle frodi, nell'azzardo e nelle dipendenze. Antifraud, Antifrode, Addiction, Dipendenze, Azzardo, Gamble.

Brave New Libya

Writings from Benghazi, the spark that started it all

I racconti di Riccardo Bianco

Non arrenderti... Un giorno sarai Re

pierluigi fagan | complessità

"Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza." (I. Kant)

Global Justice in the 21st Century

commentary on global issues

Uomini Beta

« L'uomo comprende il mondo un po' alla volta e poi muore » Sàndor Márai, Le braci

fotografia najwidoczniej realna

Wszystko, co nie pozwala przejść obojętnie...

L' essenziale e' invisibile agli occhi

" Emancipate yourselves from mental slavery .. None but ourselves can free our minds. "

Divagazioni

Pensieri, articoli, lettere, Interviste, dossier, foto, audio, video e altri documenti su tutto e su niente in particolare. Elucubrazioni di una mente (di)vagante

Cor-pus

perché vivere la vita se basta sognarla? - QUESTO BLOG PUO` NUOCERE GRAVEMENTE ALLA SALUTE DEI FANATICI DI QUALUNQUE TIPO. SE RITIENI DI POTER ESSERE OFFESO DALLA CRITICA APERTA AD OGNI TIPO DI POTERE, DI RELIGIONE O DI IDEOLOGIA DOGMATICA ASTIENITI DAL LEGGERLO, ma rispetta la liberta` di chi invece non ne ha paura, lasciando che se lo legga in pace, e se hai un Dio, vai sereno con lui, fratello.

News of the World

news from all the world

passoinindia

Passi ... per avere nuovi occhi ... (Cultura, Storia, Spirtualità & Viaggi in India) (Travel, Culture & Spiritual experience about India). Blog del Tour Operator PassoinIndia www.passoinindia.com per i tuoi viaggi in Oriente.

LA LENTE DI UNA CRONISTA

Considerazioni e riflessioni per vaccinarsi dall'indifferenza

Jung Italia

Blog di Psicologia Analitica e Moderna

azelin.wordpress.com/

A clearinghouse for jihādī primary source material, original analysis, and translation service

AFFAIRES FAMILIALES &_DROITS_DES_ENFANTS

EXCLUSION PARENTALE et ALIENATION PARENTALE - Maltraitance_psychologique - Enfant-otage / Enfant-soldat http://affairesfamiliales.wordpress.com

/ ca gi zero /

Sometimes here, sometimes not

Gli anziani raccontano

Il solo modo per non morire giovane è diventar vecchio (G. B. Shaw)

Dully Pepper24H

Arte pelo Amor, Arte pelo Mundo, Arte pela Paz!

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

I tesori di Amleta

il mio mondo diverso

zeroconsensus

Cuore, batti la battaglia!

Magik World

"Non bisogna vedere per credere, ma credere per vedere"

Opinionista per caso Viola

Io amo L'Italia ,io amo L'Albania, io amo L'Europa e il mondo intero.. .siamo tutti di passaggio in questo pianeta,quindi non bisogna essere egoisti,avidi,ma bisogna essere generosi con chi è meno fortunato di noi...io dono serenità se non ho cose materiali da offrire...basta anche un sorriso ...

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Mauro Poggi

Fotografie e quant'altro

QUAND LE VILLAGE SE REVEILLE

"Quand le village se réveille" est un projet de collecte et de diffusion de traditions et de la culture malienne à travers des images, des audios, des vidéos, et textes et des témoignages des sages: la culture malienne à la portée de tous à travers les TIC.

Occupied Palestine | فلسطين

Blogging 4 Human Rights & Liberation of Palestine! فلسطين

laFiam

for a realm of consciousness and responsibility

speraben

il blog di angelo orlando meloni

oichebelcastello

migliorare il proprio paese e non solo