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2014, Gerusalemme: i poliziotti 

“Che diavolo hanno costoro? che c’è d’allegro in questo maledetto paese? dove va tutta quella canaglia? ”
L’innominato, Promessi Sposi, A. Manzoni

 

da NY Times 

Qui sotto da un’altra angolazione –  ancora dal NY Time che dà rilievo ai fatti perché la vittima ha la cittadinanza americana – così da avere la certezza che non si tratta di un falso.

La prima reazione di una persona normale è l’incredulità, ma poi si rammentano casi della cronaca italiana e ci si rende conto che indossare una divisa non è cosa da tutti.

Indossare la divisa dovrebbe significare  “ho una maggiore responsabilità “per” e “di fronte” alla collettività nazionale” ma i deboli la intendono come “fa’ ciò che vuoi, sia la rabbia la tua legge“.   Indossare degnamente una divisa è da persone forti. Chi non lo è non deve essere arruolato. Chi smette di essere forte quando è in servizio deve essere cacciato e portato in Tribunale, l’accusa deve comportare l’aggravante di “teppismo praticato a nome dello Stato“. 

Il trattamento che si vede è stato praticato giovedì nel corso degli scontri – “lancio di pietre ” vs armi antisommossa – seguiti alla notizia dell’uccisione del ragazzo palestinese Mohammad Abu Khdeir.

police israel palestinian protests
Screenshot del live di RT durante il funerale di Mohammad Abu Khdeir

Tariq Abu Khdeir  è stato preso, detenuto illegalmente senza notifica delle accuse a suo carico e brutalizzato; dalle mani della polizia è uscito vivo. A suo cugino  Mohammed Abu Khader i sequestratori avevano dato fuoco mentre era ancora vivo. Vendetta fai-da-te per il sequestro e l’uccisione dei tre ragazzi israeliani. Un Palestinese preso a caso, tanto agli occhi della canaglia ogni Palestinese è colpevole di esistere. 

L’odio anti-Palestinese distoglie dalla critica alle proprie autorità, per come era stato ignorato l’appello di uno dei tre ragazzi ebrei rapiti, per come lo stato –  che nel volgere di poco tempo aveva individuato lo svolgimento dei fatti e la probabile zona di sepoltura di Naftali Frenkel, Gilad Shaer, Eyal Yifrah – aveva alimentato la rabbia popolare facendo intendere che fossero ancora vivi e prigionieri. 

Larry Derfner, giornalista e opinionista israeliano “Ma se i tre ragazzi sono innocenti e il loro rapimento sbagliato, ciò non significa che Israele è innocente o irreprensibile in ciò che fa ai palestinesi; al contrario. Israele ha in corso una dittatura militare in Cisgiordania, il che significa che Israele condivide la colpa del rapimento a causa del trattamento che riserva ai palestinesi. Quindi, in ultima analisi, la risposta ai rapimenti e altri atti di terrorismo contro gli israeliani è quella di porre fine all’occupazione, lasciare che i Palestinesi abbiano il loro stato, mettere un confine tra Israele e Palestina, come c’è un confine tra Israele e gli altri Stati limitrofi, e tali attacchi avranno fine – soprattutto se Israele avrà firmato un trattato di pace con la Palestina come ha fatto con l’Egitto e la Giordania.”

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da post del 2011  Come addestra Israele i soldati per renderli così?
Sono dei ragazzi, hanno madre, padre, fratelli, fidanzata e provano l’intera gamma dei sentimenti e delle emozioni di ogni altro giovane al mondo.Poi indossano la divisa, caricano in spalla lo zaino, imbracciano l’arma e diventano altro. Quasi che in quell’attrezzatura vi fosse -invisibile- una seconda personalità che prende il sopravvento su quella naturale. Non svaniscono le memorie personali, svanisce la loro relazione con il mondo. “L’IO soldato” non conserva traccia di empatia ….

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