Skip to content

Razzi e scudi umani: Gaza e le accuse di Israele

12 luglio 2014

mcc43

Chi spara i razzi da Gaza? Scudi umani o genocidio? Perché “ora” l’attacco Operation Protective Edge?

La profezia di Hannah Arendt, nel 1948 alla vigilia della proclamazione dello stato di Israele

“Gli ebrei vittoriosi vivrebbero circondati da una popolazione araba interamente ostile, segregati entro confini perennemente minacciati, a tal punto occupati a difendersi fisicamente da eliminare ogni altro interesse e ogni altra attività. L’intero popolo smetterebbe di interessarsi allo sviluppo della cultura ebraica; rinuncerebbe agli esperimenti sociali, quasi fossero lussi privi di importanza pratica; il pensiero politico sarebbe incentrato sulla strategia militare, lo sviluppo economico sarebbe determinato esclusivamente dalle necessità della guerra. E questa sareb-be la sorte di una nazione che – indipendentemente dal numero di immigrati che  potrebbe ancora assorbire e dall’estensione del suo territorio  (nella quale secondo la folle richiesta dei revisionisti, dovrebbero rientrare Palestina e Transgiordania)- continuerebbe a essere un piccolo popolo soverchiato dalla prevalenza numerica e dall’ostilità dei vicini”

Dopo quasi un mese di raid aerei israeliani e lanci di razzi dalla Striscia di Gaza, il governo ha autorizzato il richiamo di 40.000 soldati riservisti e l’esercito ha lanciato l’8 luglio l’operazione internazionalmente denominata l’Operation Protective Edge , in ebraico “Tzuk Eitan”, in inglese “solid cliff”,  solida scogliera. L’operazione coincide con una tensione già alta in Israele e in Cisgiordania dopo il rapimento e assassinio di tre adolescenti israeliani e di un adolescente palestinese di Gerusalemme Est.

I Razzi da Gaza

map rockets from GazaDal rapimento e omicidio dei tre ragazzi israeliani nel mese di giugno, razzi e colpi di mortaio sono stati lanciati a sud di Israele e Netanyhau li ha immediatamente etichettati come opera di Hamas. Dal 21 novembre 2012, con il cessate il fuoco seguito agli otto giorni dell’Operazione Pillar of Defense  non solo l’ala militare di Hamas non ha effettuato lanci di razzi, ma si è comportata come il poliziotto di Israele reprimendo i gruppi armati contrari all’accordo di cessate il fuoco. Invece, dal rapimento dei ragazzi israeliani sono piovuti su Israele almeno 150 razzi sparati da organizzazioni salafite, che non rispondono ad Hamas , in risposta alle brutali operazioni di polizia che Israele stava conducendo in Cisgiordania. Operazioni che, in quanto potenza occupante, Israele continua a condurre  contemporaneamente alle incursioni aeree su Gaza.

Con il moltiplicarsi delle accuse e delle minacce israeliane, lo scenario è cambiato e Hamas ha rotto la tregua. Oggi i lanci di razzi vengono ufficialmente rivendicati: a mezzogiorno di sabato 12 luglio, l’ala militare di Hamas ha comunicato che l’ala combattente ha sparato 571 diversi razzi e granate contro obiettivi israeliani, mentre proseguono le rivendicazioni delle Brigate Al-Quds, l’ala militare del Jihad islamico, dell’ala militare dei Comitati di Resistenza Popolare, gli al-Nasser Salah ad-Din Brigade, delle Brigate Ayman Giuda, ramo di di Fatah al-Aqsa Brigate dei Martiri, delle Brigate Al-Ansar. Dai dettagli dei comunicati si comprende che molti di questi razzi sono prodotti sul posto, ma Hamas dispone di ordigni più potenti che impegnano la  “cupola di ferro”  israeliana, l’Iron Dome defense system. Pur mantenendo il cessate il fuoco per un anno e mezzo, Hamas non è stata ferma e ha potenziato le sue difese, come risulta dal missile che ha colpito il sud di Israele provocando una grande esplosione in una stazione di servizio. Dall’8 luglio, inizio dell’offensiva israeliana, la leadership di Hamas si è ritirata nel sottosuolo per sfuggire agli attacchi mirati dei missili di Israele; i bombardamenti non colpiranno mai i livelli direttivi ma soltanto la popolazione  e nei comunicati stampa  israeliani le vittime vengono definite “attivisti” di Hamas.

  Gli scudi umani

 E’ ricorrente l’accusa secondo la quale i combattenti di Hamas si nascondono fra la popolazione – e chi sono loro se non popolazione di Gaza? – e usano i civili – tutti lo sono poiché a Gaza non vi è un esercito regolare– come scudi umani.

Che cos’è Gaza ?  Fino al 2005  nella striscia , che si estende su di un’ area di 360 km quadrati,  il 42% occupato dagli insediamenti israeliani; nel restante 58% vivono 1.220.000 palestinesi con una densità di circa 5.800 persone per km quadrato. Nei 150 km quadrati occupati dagli israeliani vivono 4/5000 coloni difesi da circa 8.000 soldati, con una densità di 25/30 persone per km quadrato (soldati esclusi).  Dopo il ritiro di Israele gli abitanti sono diventati 1.645.500  e da Aprile 2009 sono sotto il blocco economico imposto da Israele. Parte della merce acquistata dai commercianti di Gaza viene trattenuta in magazzini controllati da Israele (si stimano valori oltre 100 milioni di $. Oltre Israele, anche l’Egitto impone la chiusura del valico di Rafah, che si apre a singhiozzo e solo per ragioni umanitarie; le autorità egiziane organizzano a Rafah vendite all’asta di beni sequestrati sul territorio egiziano nella parte palestinese della frontiera e, pertanto, spesso i palestinesi che pagano per merci che non riceveranno mai.

Gaza bombedBombardare la Striscia significa mettere a priori nel conto una scia di sangue, significa sapere a priori che cercando un “attivista” si ucciderà anche la sua famiglia, si colpirà un bambino e questo rinfocolerà l’odio  e rilancerà vendette.

Non esiste lo spazio fisico per separare i siti delle armi e le sedi politiche dal resto delle attività. E’ questo che rende vera in concreto l’accusa del presidente dell’ANP Mahmoud Abbas  di “genocidio collettivo” , anche se tecnicamente l’esercito israeliano può rivendicare che, secondo gli standard della guerra, adotta misure  per risparmiare i civili. Si tratta del roof knocking: la bussata sul tetto. Un razzo  viene sparato sul tetto come avvertimento, accompagnato dall’ordine di uscire di casa entro cinque minuti, trascorso l’intervallo seguirà un colpo mortale. Gli abitanti delle case devono in qui pochi minuti salvare se stessi e ciò che hanno di indispensabile o prezioso, scappano  ma il colpo mortale, poi, può anche non arrivare. In questo modo non sempre gli abitanti credono all’avvertimento o non fanno in tempo oppure ritornano calcolando male i minuti.  E’ difficile distinguere questa tecnica di avvertimento da un’aggiuntiva guerra psicologica.

Alcuni media riportano che da Hamas sarebbe venuto l’invito agli abitanti di Gaza di non “collaborare” e restare in casa sotto i bombardamenti. Non ho trovato una fonte araba accreditata che riporti questa notizia, così come non ho trovato media occidentali che abbiano riportato in marzo la denuncia di un giornalista palestinese secondo il quale l’esercito di Israele avrebbe usato i giornalisti presenti come scudi nelle operazioni di attacco al campo profughi di Aida in Cisgiordania. Quando rimbombano le armi la verità è la prima vittima e nessuno ha interesse a rianimarla.

Può  quella parte di opinione pubblica israeliana che crede all’uso di scudi umani indignarsi in buona coscienza? Prima della proclamazione dello stato, i militanti di Irgun e di Lehi usavano compiere attentati mortali agli Inglesi e poi tornare a nascondersi nei  quartieri ebraici; a  Tel Aviv e Ramat Gan ci sono edifici pubblici civili, anche scuole, con all’ingresso delle targhe che ricordano come quegli edifici  fossero stati nascondigli di armi e campi di addestramento per l’Irgun, Lehi o Haganah; i kibbutz erano sia avamposti militari che insediamenti civili. Possono meravigliarsi se c’è qualche palestinese che preferisce morire in casa sua, visto che ogni buon israeliano direbbe “questo posto è mio e nessun terrorista me la farà lasciare” ? Durante la Guerra del Golfo del 1991, quando su Israele arrivavano gli Scud di Saddam, quei cittadini che prendevano la fuga venivano accusati di codardia. Prima ancora, negli anni ”80 quando i missili arrivavano dal Libano,  era considerato patriottico restare nelle proprie case per tenere alto il morale della nazione; certo i bambini venivano mandati in luoghi sicuri, ma a Gaza dov’è il luogo sicuro? Nella parte di Striscia sotto controllo israeliano…. 

 

Perchè “ora” l’attacco “Protective Edge”?

Israeli general Ya'alon Netanyahu e i falchi del governo hanno fatto tutto il necessario per far fallire i colloqui di pace con l’Autorità Palestinese, continuando ad annunciare nuovi insediamenti a Gerusalemme est e  tacendo le straordinarie concessioni fatte da Mahmoud Abbas  (ved.).

Delineandosi il fallimento,  il riavvicinamento in corso da mesi fra Hamas e Fatah si è concretizzato nell’accordo per un governo di unità nazionale, preparatorio per le elezioni generali. Inoltre Abu Mazen ha esercitato il diritto che l’essere “stato osservatore” all’Onu conferisce alla Palestina aderendo a varie organizzazioni sovranazionali.

La riunificazione Gaza-Cisgiordania ha rallegrato molti, anche gli Stati Uniti, e irritato Netanyhau che ha iniziato a porre la rottura del patto  con l’organizzazione “terroristica” di Hamas come  condizione per proseguire i colloqui. Ha da allora colto ogni occasione per convincere i paesi occidentali a non riconoscere il nascente nuovo governo palestinese senza riuscire nell’intento.

Il rapimento dei tre ragazzi israeliani è stata l’inattesa circostanza da sfruttare politicamente contro Hamas, ma in realtà contro Abu Mazen e il credito internazionale che egli si è conquistato.  Netanyhau ha affermato di avere le prove che il rapimento è stato ordinato da Hamas (non vi è stata rivendicazione da parte di nessuno) ma a tutt’oggi questa prova non è stata resa pubblica. L’ operazione Protective Edge nasce quindi – non dal lancio di razzi dalla Striscia – ma dal temuto riavvicinamento dei due blocchi palestinesi, visto con favore dall’Occidente,  e i bombardamenti avvengono, si badi bene, nell’anno che l’Onu ha dichiarato “2014- anno della solidarietà con il popolo palestinese”

Uited Nation logoNewYork, 16 January 2014 – Secretary-General’s statement on the launch of the International Year of Solidarity with the Palestinian People

Today marks the launch of the International Year of Solidarity with the Palestinian People.  This will be a critical year for achieving the two-State solution, bringing an end to the occupation that started in 1967, and securing an independent, viable and sovereign State of Palestine living in peace and security with the State of Israel where each recognizes the other’s legitimate rights.

Google+

Annunci
16 commenti leave one →
  1. 13 luglio 2014 10:51 am

    Boh…ci credi se ti dico non c’ho capito una cispa? Eppure ne ho letto…di cose.
    Ieri mi soffermavo sul numero di risoluzioni che l’ONU ha emanato (?), scusa non mi viene la giusta terminologia…, contro Israele in moltissimi anni…compresa quella di abbattere il muro..
    Israele non ne ha mai tenuto conto!
    Mi piace sottolineare nel mio pensiero che il popolo di Israele é cosa ben diversa dal governo israeliano.

    Quando muoiono degli essere umani che stanno al di fuori di guerre…la sofferenza non ha bandiere. Penso
    Scusa il commento un pochino così…ma devo controllare la mia rabbia nonché il flusso di emozioni…

    Mi piace

    • 13 luglio 2014 11:05 am

      Il commento è chiarissimo e lo stato d’animo condiviso, a partire dalla distinzione che mi sta particolarmente a cuore fra popolo ebraico e governo israeliano. Non sono neppure fra quelli che vedono tout court nel sionismo l’origine di tutti i mali, perché fu un movimento di grande dibattito interno nel quale si affermò la corrente che meglio riassumeva la malattia europea: lo spirito colonialista.
      Lo so che non è bello autocitarsi, ma so che da te non sarò fraintesa, però continuo a credere “””Potrà mai adottare Israele una visione diversa da quella in atto se l’intero occidente non si apre al riconoscimento e superamento del proprio carattere colonialista e delle proprie tendenze discriminatorie? “””
      E’ una considerazione che è nata dopo aver fatto un lungo lavoro sulla base del libro di Enzo Traverso, che mi ha portato a concludere, lo dico in breve e alla buona, che abbiamo fregato gli Ebrei creando per loro uno stato somigliantissimo a quello che li aveva sterminati.
      Grazie del tuo commento, grazie mille 🙂
      ps.
      E’ un lavoro lungo da leggere e non pretendo che sia illuminante per tutti, ma per me facendolo lo è stato http://www.scribd.com/doc/212692146/Ebrei-e-Israele-dal-cosmopolitismo-al-conservatorismo

      Mi piace

      • 13 luglio 2014 11:13 am

        Lo leggeró senz’altro e ti ringrazio.
        Per quanto riguarda la domanda che ti poni…ne condivido la risposta…perché chi si pone quel tipo di domanda é perché ne ha fatto una buona analisi.
        Grazie a te

        Ciao
        .marta

        Mi piace

        • 13 luglio 2014 11:20 am

          Trovato ora, te lo dò in anteprima il video della “bussata sul tetto”, quella tecnica umanitaria secondo cui avvisano “Scappa che tra 5 MINUTI ti sparo sul serio” . Rabbia, tanta

          Mi piace

      • 22 luglio 2014 1:23 am

        Non sono d’accordo su quanto scrivi al commento delle 11.05. Non esiste nessun stato che si autoprocalmi, come è accaduto qualche anno fa per il kossovo, per esempio e tanto meno per quella specie di guazzabuglio di persone che abitano in palestina, oltretutto che non è Stato, ma una regione geografica. Pensare di adombrare le malefatte del sionismo accusando il colonialismo come causa principale è fuorviante se non addirittura pericoloso, perché si cadrebbe inevitavibilmente nell’assecondare la politica che quei criminali stanno attuando.

        Mi piace

        • 22 luglio 2014 9:55 am

          La prima parte del tuo commento mi è un pò oscura, certo per colpa mia. Invece sulla parte in cui scindi il legame della mentalità colonialista europea dal sionismo applicato in Palestina, fai astrazione dalla realtà che i leader e i pionieri erano europei e principalmente di lingua tedesca, che tale cultura non contestavano, al contrario l’hanno portata con sè per viverla senza l’esclusione sociale cui erano soggetti in patria. Perfino l’Unione Sovietica ha tardato a sostenere la causa degli autoctoni.
          Sionismo, come in senso positivo in Italia la Resistenza , è diventato un mantra. Una parola che si ripete come simbolo del Male dimenticandone o meglio ignorandone le origini, le ragioni, le devianze e le connivenze anche dei “nemici” . Quando parli di guazzabuglio riferendoti alla gente autoctona palestinese sei brutalmente realista, sempre più me ne rendo conto mentre sto approfondendo la relazione triangolare: palestinesi, palestinesi_israeliani, e israeliani.

          Mi piace

        • 23 luglio 2014 12:54 am

          Commento spostato, vedere più in basso

          Mi piace

  2. Yuri permalink
    14 luglio 2014 10:54 am

    oggi sappiamo che Hamas ha anche i droni

    Mi piace

  3. Marc permalink
    14 luglio 2014 6:30 pm

    Ti ho trovato questo articolo che traduce per intero la dichiarazione di Hamas e non é un invito a farsi martiri. E’ una guerra psicologica quella di israele contro gli abitanti, http://www.reteccp.org/primepage/2014/gaza14/bombe26.html
    Il comunicato di Hamas “gli abitanti di Gaza non devono ascoltare gli ordini [di Israele, ndr] di abbandonare le loro case. Ci devono restare. Questa è una guerra psicologica”. Gli fa eco il Ministero degli Interni a Gaza secondo cui le telefonate e i volantini israeliani rientrano nella “guerra di nervi” che Israele sta compiendo alla luce del “fallimento della politica di occupazione”. In una nota ufficiale, il Ministero rende noto di essere “in contratto con tutte le organizzazioni internazionali e i gruppi in difesa dei diritti umani che sono attivi nella Striscia. Al momento non è stata richiesta una evacuazione dell’area”. Sono passati due giorni, la gente ormai ha i nervi a pezzi e si rifugia presso le sedi internazionali,
    Sei al corrente dell’editoriale di Sayed Kashua che sta facendo discutere i palestinesi-israeliani. è su haartez, è un articolo chiuso, se non sei iscritta ti faccio il copia incolla, ma credo che lo sei

    Mi piace

    • 14 luglio 2014 6:36 pm

      non si puà fare a meno di Haaretz è uno dei migliori quotidiani al mondo…. costa, ma vale.
      lo so, ho visto anche la risposta di un altro, credo un sociologo. Viene tutto a proposito, sto raccogliendo materiale sulla situazione dei palestinesi di Israele, se dei profughi si parla pochissimo, di loro non si parla mai. Credo, temo, che i rapimenti e le uccisioni del mese scorso stiano facendo saltare il tappo di una sopportazione a lungo protratta. L’idea che uno stato dia al 20 % della popolazione un passaporto di colore diverso dagli altri è un segnale esteriore della loro condizione di apartheid. Grazie Marc
      ps hai letto l’Attentatrice? illustra il “doppiofondo” delle relazioni fra arabi e ebrei nel paese.

      Mi piace

  4. 22 luglio 2014 1:02 am

    Il vero obbiettivo non è Hamas o Fath, ma i depositi multimiliardari di gas che stanno di fronte a Gaza. Non guardiamo il dito. Il Non-Stato vuole proprio quelli, per ordine di Baracco Bama (Alias sua maestà britannica), che una volta raggiunti, renderebbe l’apporto russo di gas, quasi superfluo per l’europa, ma che “dovremo” pagare MOLTO caro alla solita congrega di criminali.

    Mi piace

    • 22 luglio 2014 9:44 am

      qui non ci sono il dito e la luna, qui c’è una lunga catena di obiettivi che dal breve vanno al lungo termine. Certo occorre vedere la catena…

      Mi piace

  5. 23 luglio 2014 12:55 am

    Riposto il commento:

    Mi sono espresso male, per guazzabuglio non intendo gli autoctoni palestinesi (persone di religione islamica ed ebraica), ma quelli che credono nella terra promessa da un laido infame che viene anche adulato da una grande fetta dell’occidente. Semplicemente un vero criminale che ha fatto breccia in menti imbevute di radicalismi religiosi anacronistici.
    Per quanto riguarda il sionismo mi appare sempre più chiaro che la vera spinta non fu, come originariamente appare, tedesca, ma propriamente russa/polacca. Il periodo che va dalla metà 800 ai primi del 900 furono decisivi per il sionismo europeo e poi internazionale (Usa/Gran Bretagna) e la propaganda di Hertzl sostenuta a piene mani del regno inglese fece presa sopratutto su quelli menti deboli, ma estreme come Jabotisnky, il vero fondatore del sionismo estremo. In quest’idea non c’è nulla da comprendere poiché si fonda su un concetto astratto che cerca il contatto con una storia non scritta. I primi libri ebraici sulla storia del «così detto popolo ebraico» non sono apparsi tra la metà del 700 e inizio del 800: prima c’è il buio più totale salvo le parole dei rabbini (da nessuno mai verificate). Che cos’è quindi il sionismo che non si conosca già?
    Null’altro che un miscuglio di idee talmudiche/nazionaliste che ebbero ben presto presa in quella parte della popolazione ebraica oppressa, minore e sopratutto poco amalgamata con il paese di origine. Jabotinsky diceva semplicemente che «l’assimilazione pretende invisibilità», ma allo stesso tempo osserva che «un assimilato dimostra di essere un cattivo assimilazionista e un cattivo ebreo». Così come, parlando della razza, Jobotinsky nel giornale di Odessa esprimeva dei concetti che richiamavano al sangue ebraico come unico elemento di comunione e che il mantenimento dello stesso puro avrebbe permesso alla “razza ebraica” di sopravvivere agli assimilazionisti (che furono quindi sacrificati!!!). Ne consegue che i matrimoni misti sono uno dei peggiori crimini che un ebreo possa commettere, poiché, dice Jabotinsky: «…tutte le nazioni che sono scomparse […] sono state inghiottite dalla voragine dei matrimoni misti».
    Per la Palestina egli ha un’idea che appare, oggi, coloniale, ma è prettamente ebraica: «è necessario un regime coloniale, favorendo la grande immigrazione secondo i piani “prestabiliti” che comprenda tutte le voci colonizzatrici (agrarie, doganali, amministrative e militari) che possano occupare “tutta la Palestina” per tutto il popolo ebraico. Affermando quindi che «la colonizzazione della Palestina deve essere risolta o eseguita CONTRO della popolazione autoctona.
    Appare chiaro che l’idea sionistica, per Jabotisnky, ma sopratutto per gli inglesi, i veri artefici del disastro attuale, era trasformare un’idea nazionalistica mascherandola sotto la forma più alla moda dell’epoca: la colonizzazione, ma allo stesso tempo, dal punto di vista ebraico-sionista, era una visione messianica delle sacre scritture. La riconquista della terra promessa e la ricongiunzione del popolo ebraico (che non è mai esistito!!) sotto un’unica nazione. Gli stessi del naturei karta di New York sono i più accesi oppositori di questo concetto e considerano gli stessi del Non-Stato dei bestemmiatori in quanto si sono assunti il potere di Dio in terra.
    Morale, sono dei puri criminali sostenuti e manipolati dai propri simili (primo tra tutti i Rotchild, Rockfeller e Soros) per opportunismo economico e di potere facendo leva su precetti religiosi e talmudici.

    Mi piace

    • 23 luglio 2014 12:47 pm

      Asher Ginzberg , ebreo russo emigrato in Palestina nel 1922, suo pseudonimo Ahad Ha’am, Bernard Lazare, letterato anarchico francese nel 1899 per esempio, sono sionisti in rotta con il comitato centrale di Herzl. Lazar scrisse al Comitato d’azione sionista “Siete dei borghese nei pensieri, borghesi nei sentimenti, borghesi nelle idee, borghesi nella concezione della società.”
      Voglio dire che il movimento sionista era composito, con intellettuali e correnti in lotta. Non puoi isolare Jabotisnky e farne l’ideologo fondante. Si è affermato, e forse mi ripeto, quella corrente che più somigliava e si adattava agli interessi imperialisti. Nessuno avrebbe sostenuto un “proletarista” come Lazare, perfino l’esperienza fondativa dei Kibbutz poco per volta è entrata in crisi.
      Se non vuoi vedere nello stato di Israele di oggi una edizione in piccolo degli Usa, credo che stai dando un’eccessiva importanza all’aspetto religioso, entrato in crisi prima della nascita del Sionismo. Anzi, fu l’ottenimento dei diritti civili a provocare la crisi della comunità raccolta intorno ai rabbini e alle sinagoghe a consentire, richiedere, la nascita di una sorta di religione materialista come il Sionismo.
      Oggi come oggi, a tenere insieme Israele sono 1) la celebrazione, strumentalizzata, della Shoah – non sono così scemi da credere veramente di essere un”etnia, Shlomo Sand non è il solo a contestarlo, 2) la paura, strumentalmente fomentata, degli stati arabi e/o musulmani.
      Questo è quello che guida la loro politica, che portino o meno la kippah. Bisogna ricorrere molto più alla psicologia (ai traumi continuamente rinfocolati nella massa) che alla religione.

      Mi piace

Trackbacks

  1. Israele e la tecnica del “roof knocking” sulle case di Gaza « PALESTINA – FILISTINIA
  2. Anonimo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Schnippelboy

Ein Tagebuch unserer Alltagsküche-Leicht nachkochbar

zeitderreife

Meine Bilder, Gedanken und Emotionen

FirstOneThrough

Israel Analysis

Moulahazat

A Lebanese Political Blog

cor-pus 15

sogna la vita, mentre la vivi, intatta.

Capitan Daddy

Daddy & SuperHero

Strinature di saggezza

Malleus Rudĭum

Raimondo Bolletta

raccontare e riflettere

Hic Rhodus

Rivista di argomenti e logica civile

Blog di Luigi Cocola

Per un nuovo Risorgimento

In Gaza

and beyond

FONTANA STEFANO BLOG

In base agli art. 21 e 24 della Costituzione Italiana su questo blog parlo di Società, Mafie, Sicurezza, Serrature, Locksmiting, Conoscere l'arte della persuasione per non credere e non cascare nelle frodi, nell'azzardo e nelle dipendenze. Antifraud, Antifrode, Addiction, Dipendenze, Azzardo, Gamble.

Brave New Libya

Writings from Benghazi, the spark that started it all

I racconti di Riccardo Bianco

Non arrenderti... Un giorno sarai Re

pierluigi fagan | complessità

"Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza." (I. Kant)

Global Justice in the 21st Century

commentary on global issues

Uomini Beta

« L'uomo comprende il mondo un po' alla volta e poi muore » Sàndor Márai, Le braci

fotografia najwidoczniej realna

Wszystko, co nie pozwala przejść obojętnie...

L' essenziale e' invisibile agli occhi

" Emancipate yourselves from mental slavery .. None but ourselves can free our minds. "

Divagazioni

Pensieri, articoli, lettere, Interviste, dossier, foto, audio, video e altri documenti su tutto e su niente in particolare. Elucubrazioni di una mente (di)vagante

Cor-pus

perché vivere la vita se basta sognarla? - QUESTO BLOG PUO` NUOCERE GRAVEMENTE ALLA SALUTE DEI FANATICI DI QUALUNQUE TIPO. SE RITIENI DI POTER ESSERE OFFESO DALLA CRITICA APERTA AD OGNI TIPO DI POTERE, DI RELIGIONE O DI IDEOLOGIA DOGMATICA ASTIENITI DAL LEGGERLO, ma rispetta la liberta` di chi invece non ne ha paura, lasciando che se lo legga in pace, e se hai un Dio, vai sereno con lui, fratello.

News of the World

news from all the world

passoinindia

Passi ... per avere nuovi occhi ... (Cultura, Storia, Spirtualità & Viaggi in India) (Travel, Culture & Spiritual experience about India). Blog del Tour Operator PassoinIndia www.passoinindia.com per i tuoi viaggi in Oriente.

LA LENTE DI UNA CRONISTA

Considerazioni e riflessioni per vaccinarsi dall'indifferenza

Jung Italia

Blog di Psicologia Analitica e Moderna

azelin.wordpress.com/

A clearinghouse for jihādī primary source material, original analysis, and translation service

AFFAIRES FAMILIALES &_DROITS_DES_ENFANTS

EXCLUSION PARENTALE et ALIENATION PARENTALE - Maltraitance_psychologique - Enfant-otage / Enfant-soldat http://affairesfamiliales.wordpress.com

/ ca gi zero /

Sometimes here, sometimes not

Gli anziani raccontano

Il solo modo per non morire giovane è diventar vecchio (G. B. Shaw)

Dully Pepper24H

Arte pelo Amor, Arte pelo Mundo, Arte pela Paz!

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

I tesori di Amleta

il mio mondo diverso

zeroconsensus

Cuore, batti la battaglia!

Magik World

"Non bisogna vedere per credere, ma credere per vedere"

Opinionista per caso Viola

Io amo L'Italia ,io amo L'Albania, io amo L'Europa e il mondo intero.. .siamo tutti di passaggio in questo pianeta,quindi non bisogna essere egoisti,avidi,ma bisogna essere generosi con chi è meno fortunato di noi...io dono serenità se non ho cose materiali da offrire...basta anche un sorriso ...

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Mauro Poggi

Fotografie e quant'altro

QUAND LE VILLAGE SE REVEILLE

"Quand le village se réveille" est un projet de collecte et de diffusion de traditions et de la culture malienne à travers des images, des audios, des vidéos, et textes et des témoignages des sages: la culture malienne à la portée de tous à travers les TIC.

Occupied Palestine | فلسطين

Blogging 4 Human Rights & Liberation of Palestine! فلسطين

laFiam

for a realm of consciousness and responsibility

speraben

il blog di angelo orlando meloni