Skip to content

Il soldato d’Israele e la Direttiva Hannibal

2 agosto 2014

mcc43

E’ il 1986, scrive il quotidiano Haaretz, e tre ufficiali dell’ Israeli Defense Force sono intorno a un tavolo: il generale Yossi Peled, il colonnello Gabi Ashkenaz e l’ufficiale dei servizi segreti colonnello Yaakov Amidror. Sono impegnati a formulare un documento che per molto tempo non sarà divulgato al di fuori dei ranghi dell’esercito.

soldati israele in azione“In caso di cattura, la missione principale è quella di salvare i nostri soldati dai rapitori, anche a costo d’infliggere danni o ferite ai soldati stessi. Si devono impiegare armi da fuoco per atterrare i rapitori o fermarli. Se il veicolo o i rapitori non si fermano, un cecchino deve prendere di mira, deliberatamente, i rapitori per colpirli anche se questo significa colpire i nostri soldati. In ogni caso, qualsiasi cosa dovrà essere fatta per fermare il veicolo e non lasciare che si allontani.”

Questa sarà la procedura, indicata come Direttiva o Protocollo,  che per un capriccio del software dell’esercito prenderà nome HANNIBAL.

 ***

Meglio morto che prigioniero” 

Quest’affermazione di un reduce dalla guerra in Libano fu il punto di partenza di un’ inchiesta di Haaretz  del 2003 che portò Hannibal a conoscenza della pubblica opinione

attraverso testimonianze di coloro che accettarono di farsi intervistare. Argomento delicato, osserva l’autore dell’ articolo: sta sulla sottile linea che separa ciò che è legittimo da ciò che è palesemente illegale. 
Nell’esercito non pochi si ribellarono all’applicazione di Hannibal,  ricevendo anche l’appoggio dell’ establishment religioso; successivamente la procedura venne modificata con l’aggiunta “mirare alle ruote del veicolo“. Le testimonianze raccolte, però, indicano che essa venne applicata secondo lo spirito originale.
Il 7 ottobre 2000 un commando di Hezbollah affrontò in un conflitto a fuoco i soldati israeliani catturandone tre. Mezz’ora dopo, gli elicotteri israeliani si alzarono in volo  e colpirono il veicolo.  Questo è il racconto del padre di Benny Avraham, uno dei tre soldati periti.
Ero andato a trovarlo in caserma e lui mi parlò proprio di questa procedura. Disse che, se dei soldati venivano catturati, il veicolo doveva essere fermato ad ogni costo, anche quello della vita dei soldati. Ero annichilito, gli chiesi se lui avrebbe obbedito all’ordine di sparare ai suoi compagni. Rispose che sarebbe stato un ordine. Dopo che lui è stato catturato, uno degli ufficiali mi informò che per fermare il veicolo con i prigionieri ne erano stati intercettati nell’area ben 26. Ricordo chiaramente il numero. Sul momento non afferrai il senso di quello che mi stava dicendo, ma dopo collegai queste parole a quelle di Benny e allora mi resi conto che se Benny era su uno di quei veicoli, sarebbe stato ucciso.”
“Anche se comprendo il prezzo che lo stato avrebbe dovuto pagare, avrei preferito un figlio prigioniero a un figlio morto. “
.
L’ indagine di Haaretz, ricordiamolo, è del 2003.  Nel 2011 è arrivata a conclusione la trattativa per il rilascio di Gilad Shalit, il soldato rimasto nelle mani di Hamas per cinque anni,  liberazione ottenuta in cambio della scarcerazione di centinaia di prigionieri palestinesi. Gilad sano e salvo, un pò ammacato l’orgoglio nazionale, così che un alto ufficiale dell’IDF, alla richiesta di commentare, rispose Il Protocollo Hannibal non è cambiato ed è ancora in vigore.
.

Presumibile, pertanto, che lo sia tuttora e che venga applicato nell’operazione contro Gaza. Allora è opportuna una domanda.

Quando Israele, cui fa eco Obama, accusa Hamas di rapimento di soldati, come Hadran Goldin scomparso l’1 agosto, e ne chiede la liberazione è forse già consapevole che essa non potrà più avvenire?

Della Direttiva, o Protocollo, Hannibal le opinioni pubbliche internazionali dovrebbero essere messe al corrente, così da tenerne conto nel valutare le dichiarazioni ufficiali.
 ******

La logica della Direttiva Hannibal forse è ineccepibile sul piano pratico militare, ma aberrante nell’ambito dei diritti umani.


– Ogni soldato catturato in zona di conflitto deve essere trattato secondo i principi della Convenzione di Ginevra sui Prigionieri di guerra. Ucciderlo è una violazione che, paradossalmente, con Hannibal viene perpetrata dalla nazione che è parte lesa dalla cattura.


– Il soldato israeliano non è un volontario. La leva è obbligatoria per tutti, per gli obiettori di coscienza c’è il carcere.
Con la Direttiva Hannibal i soldati vengono di fatto declassati nei diritti al trattamento dei mercenari, i quali, in caso di cattura, non hanno più assicurata la conservazione della vita e la liberazione. (ved. articolo I Mercenari, lo status, l’ingaggio, le azioni.)

 

*****

Lorenzo Piesantelli ha linkato questo articolo a
Il “Protocollo Hannibal:” e le bugie di Israele  sui propri soldati rapiti e uccisi. 

con aggiornamento riguardanti anche la vicenda del soldato Hari Goldin,
la cui cui morte, ufficialmente dichiarata dal governo israeliano,
è stata contestuale all’uccisione di 130 Palestinesi . 

Google+

Moulahazat

A Lebanese Political Blog

مدوّنة مريم

“Each generation must discover its mission, fulfill it or betray it, in relative opacity.”

cor-pus 15

sogna la vita, mentre la vivi, intatta.

Capitan Daddy

Daddy & SuperHero

Strinature di saggezza

Malleus Rudĭum

TU PUZZI

Com'è grande il pensiero che veramente nulla a noi è dovuto C. Pavese

Raimondo Bolletta

raccontare e riflettere

Hic Rhodus

Hic Salta!

LE MONDE N'EST PAS ROND

Artistic webzine on migration, borders, human rights

Blog di Luigi Cocola

Per un nuovo Risorgimento

FONTANA STEFANO BLOG

In base agli art. 21 e 24 della Costituzione Italiana su questo blog parlo di Società, Mafie, Sicurezza, Serrature, Locksmiting, Conoscere l'arte della persuasione per non credere e non cascare nelle frodi, nell'azzardo e nelle dipendenze. Antifraud, Antifrode, Addiction, Dipendenze, Azzardo, Gamble.

Brave New Libya

Writings from Benghazi, the spark that started it all

I racconti di Riccardo Bianco

Non arrenderti... Un giorno sarai Re

Lorenzo Piersantelli

Tutto ciò che mi circonda, nel bene e nel male, è un haiku....

pierluigi fagan | complessità

"Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza." (I. Kant)

Global Justice in the 21st Century

commentary on global issues

Uomini Beta

"Chi non dice quello che pensa, finisce per non pensare quello che non può dire" Giovanni Sartori

John Tevis

Analyst and Writer

fotografia najwidoczniej realna

Wszystko, co nie pozwala przejść obojętnie...

Anna My World Of Makeup

Rencesioni e tutorial Makeup Moda & Lifestyle

L' essenziale e' invisibile agli occhi

" Emancipate yourselves from mental slavery .. None but ourselves can free our minds. "

Divagazioni

Pensieri, articoli, lettere, Interviste, dossier, foto, audio, video e altri documenti su tutto e su niente in particolare. Elucubrazioni di una mente (di)vagante

Cor-pus

perché vivere la vita se basta sognarla? - QUESTO BLOG PUO` NUOCERE GRAVEMENTE ALLA SALUTE DEI FANATICI DI QUALUNQUE TIPO. SE RITIENI DI POTER ESSERE OFFESO DALLA CRITICA APERTA AD OGNI TIPO DI POTERE, DI RELIGIONE O DI IDEOLOGIA DOGMATICA ASTIENITI DAL LEGGERLO, ma rispetta la liberta` di chi invece non ne ha paura, lasciando che se lo legga in pace, e se hai un Dio, vai sereno con lui, fratello.

News of the World

news from all the world

passoinindia

Passi ... per avere nuovi occhi ... (Cultura, Storia, Spirtualità & Viaggi in India) (Travel, Culture & Spiritual experience about India)

LA LENTE DI UNA CRONISTA

Considerazioni e riflessioni per vaccinarsi dall'indifferenza

Jung Italia

Blog di Psicologia Analitica e Moderna

azelin.wordpress.com/

A clearinghouse for jihādī primary source material, original analysis, and translation service

AFFAIRES FAMILIALES &_DROITS_DES_ENFANTS

EXCLUSION PARENTALE et ALIENATION PARENTALE - Maltraitance_psychologique - Enfant-otage / Enfant-soldat http://affairesfamiliales.wordpress.com

/ ca gi zero /

Sometimes here, sometimes not

Gli anziani raccontano

Il solo modo per non morire giovane è diventar vecchio (G. B. Shaw)

Dully Pepper24H

Arte pelo Amor, Arte pelo Mundo, Arte pela Paz!

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

I tesori di Amleta

il mio mondo diverso

Carmine Aceto

Il mondo è pieno di altri

zeroconsensus

Cuore, batti la battaglia!

ZID INFORMACIJE

Un ritmo intrecciato e spontaneo di storie e realtà

Magik World

"Non bisogna vedere per credere, ma credere per vedere"

Opinionista per caso Viola

Io amo L'Italia ,io amo L'Albania, io amo L'Europa e il mondo intero.. .siamo tutti di passaggio in questo pianeta,quindi non bisogna essere egoisti,avidi,ma bisogna essere generosi con chi è meno fortunato di noi...io dono serenità se non ho cose materiali da offrire...basta anche un sorriso ...

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Mauro Poggi

Fotografie e quant'altro

QUAND LE VILLAGE SE REVEILLE

"Quand le village se réveille" est un projet de collecte et de diffusion de traditions et de la culture malienne à travers des images, des audios, des vidéos, et textes et des témoignages des sages: la culture malienne à la portée de tous à travers les TIC.