Skip to content

La pazienza del popolo Saharawi deve durare in eterno?

23 ottobre 2014

mcc43 Google+

muro marocco saharawi

Il Muro del Marocco in terra Saharawi, Sahara Occidentale

Sappiamo bene del Muro di Berlino, sappiamo abbastanza del Muro che Israele costruisce in Palestina, quasi nulla, invece, del Muro che il Marocco ha costruito su un territorio che non gli appartiene. 2400 km di pietre e sabbia per escludere la popolazione autoctona dei Saharawi, o Sahraouis,  da gran parte del “loro” Sahara Occidentale e dal mare.
Un Muro, ma in realtà più muri che corrono paralleli, dall’aspetto stupido quanto può esserlo un argine serpeggiante nel nulla, ma un muro letale: postazioni di 120 mila soldati marocchini, elettrificazione, 5 milioni di mine antiuomo. Perché tutto questo?
Il 1975 fu l’anno del destino per i Saharawi. La Spagna pose la parola fine al dominio coloniale sulla regione (dal 1960 una risoluzione ONU riconosceva il diritto all’indipendenza per tutti i popoli colonizzati) e la popolazione era pronta a decidere con un referendum il proprio destino. Il disimpegno spagnolo fu l’occasione attesa dal Marocco per impossessarsi di un territorio ricco di risorse minerarie e di un pescosissimo tratto di mare. Nel mese di novembre il monarca lancia la Marcia Verde: 350.000 “civili” mandati, con benefit economici, a occupare il Sahara Occidentale, dove già sono schierati per proteggerli 35.000 soldati. Da sud, similmente, si muove il governo della Mauritania, con il quale nel 1979 i rappresentanti Saharawi risolveranno la controversia, mentre il Marocco resta l’inamovibile potenza occupante i due terzi della patria dei Saharawi.

Muro Sahara vergogna Marocco

Il tracciato molteplice del Muro, costellato di mine antiuomo

L’occupazione marocchina ha molte similitudini con quella di Israele in Palestina: un Muro che spezza il territorio, arresti, persecuzioni, torture, insediamento di propri coloni su territori da cui, invece, dovrebbe sgomberare. I Saharawi hanno lottato e, a differenza della resistenza palestinese politicamente divisa, hanno nel Fronte Polisario il partito di maggioranza, il movimento combattente, il nucleo di quello che sarà l’esercito nazionale quando la RASD, Repubblica Democratica  Araba  del Sahara proclamata nel 1976 e riconosciuta da molti paesi, sarà finalmente effettiva. Se i Saharawi furono costretti a fuggire sotto le bombe, le lotte del Fronte Polisario hanno in seguito liberato una parte del territorio e nel 1991 si è giunti a un cessate il fuoco. L’Onu si è impegnata a farlo osservare istituendo la missione di osservatori MINURSO che ha il compito di creare le condizioni per indire il referendum. Già il tempo trascorso testimonia l’inutilità della missione, ma, secondo gli interessati, per bocca di Omar Zain, c’è di più: “L’ONU non protegge i civili Saharawi nei territori occupati, lascia che il nemico torturi, uccida anziani bambini donne. A che cosa serve? Quarant’anni di diplomazia marcia, corrotta.”

Campo Profughi Saharawi

 

La migrazione ha  diviso le famiglie. Ha spezzato l’unità di un popolo …. Quanti sono i Saharawi oggi? Occorrerebbe un censimento, passo indispensabile per un referendum con i crismi della regolarità, ma non è ancora stato realizzato. Oggi la popolazione vive in tre separate collocazioni.

I Campi Profughi

La comunità più numerosa vive nell’Hamada dell’Algeria, un altopiano desertico, in Campi Profughi presso Tindouf. Hanno documenti di identità algerini e un abbozzo di organizzazione: 4 province (Wilayas), 25 comuni (Dairas) e 3 scuole residenziali in un territorio che ha un raggio di circa 150 km dal centro; qui risiede la rappresentanza politica della RASD, in una località chiamata Rabuni.
Come si può vivere in una tendopoli nel deserto dipendendo per la sopravvivenza dagli aiuti internazionali, possiamo cercare di immaginarlo. Nessuno però arriverebbe da solo a immaginare che la Francia, deus ex machina dell’Africa Occidentale e Sub-sahariana, in stretta relazione con il Marocco, usi la fame come deterrente per le rivendicazioni libertarie ed eserciti pressioni sull’UNHCR, Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, e sul PAM, Programma  Alimentare Mondiale, perché siano minime le razioni alimentari distribuite. Non possibile neppure immaginarsi che l’acqua a disposizione per tutti gli usi è salmastra e che per preparare il tè occorre farla arrivare da un pozzo distante anche 50 miglia….

 

Il Territorio Liberato

E’ la striscia di deserto racchiusa fra il confine della Mauritania e il Muro della vergogna, recuperata dalla lotta del Polisario agli occupanti marocchini. Rappresenta un terzo dell’intero territorio che spetta ai Saharawi, ma è indisponibile a stanziamenti civili fino a che non verrà sminata; sono cinque milioni di mine antiuomo, soprattutto di fabbricazione italiana, ormai vietate dalla comunità internazionale con la Convenzione di Ottawa del 1997. Ogni anno muoiono o restano menomati molti nomadi Saharawi costretti a percorrerla con le mandrie di dromedari e i greggi di capre. Quand’anche fosse possibile superare queste difficoltà e costruire insediamenti, questi avrebbero vita aleatoria sotto la minaccia nemica. Nel 1991, a ridosso della firma del cessate il fuoco, il Marocco attaccò la città che ora non esiste più: Tifariti. Come Israele ha sganciato bombe sulla scuola dell’ Unrwa a Gaza, così il Marocco ha bombardato la scuola e l’ospedale appena costruiti dalle organizzazioni internazionali; case e accampamenti rasi al suolo, centinaia di vittime, nuovi profughi.
Il territorio è oggi principalmente zona militare dove risiedono, si addestrano, vigilano contro aggressioni dell’esercito algerino i soldati del Polisario. La particolarità del territorio pianeggiante, che non offre ripari e nascondigli, ha reso necessaria la tattica militare dei tunnel sotterranei  (anche qui una somiglianza con i Palestinesi di Gaza) dove reparti di pronto intervento possono risiedere in condizioni proibitive anche per mesi. In questo territorio ha sede anche la MINURSO.
In qualche modo, l’arroganza marocchina danneggia anche la cultura mondiale rendendo indisponibile alle visite un sito di straordinaria importanza archeologica a nord di Tifariti, dove si trovano grotte con pitture rupestri: policrome scene di caccia, pastorizia, danze di uomini e donne, mani dipinte o incise nella roccia 10.000 anni fa.

 

Il Territorio Occupato

Vivere estraniati nella propria terra… una condizione psicologica gravissima, accentuata dall’impossibilità di esprimere apertamente il proprio pensiero. Vi sono due concentrazione di Saharawi nel territorio assoggettato dal Marocco, Dakhla e Al Ayoun, distanti fra loro, ma accomunati dal controllo e dalla repressione. Ancora la voce della diaspora in Italia,  Omar Zain: “I Saharawi che vivono nei territori occupati non hanno nessun diritto. Se manifestano vengono aggrediti violentemente e vengono distrutti tutti i loro beni. Ogni civile Saharawi non ha nessun diritto, deve solamente restare in silenzio. Gli studenti Saharawi sono discriminati, perché sono Saharawi, i lavoratori sono tartassati, perché sono Saharawi… Non devi assolutamente accennare alla questione e allora puoi vivere “tranquillamente”.

Si coglie nuovamente una certa somiglianza con i Palestinesi cittadini di Israele, soggetti a discriminazioni, ma qui si configura una repressione fatta di spionaggio, arresti, torture, rapimenti ed esecuzioni sommarie. Nel 2010, ad Al Ayoun, una strage: la polizia ha fatto  irruzione in un campo allestito il 19 ottobre per protestare contro il degrado delle condizioni di vita nella regione e chiedere lavoro e alloggi: 11 morti , 723 feriti e 159 dispersi. L’aggravante è l’impudenza: l’assalto è avvenuto nel giorno in cui si apriva all’Onu una sessione di negoziati fra il Marocco e il fronte Polisario. 

In questo video immagini di tutto quanto detto finora …
e la canzone dell’artista saharawi Elmoufid

La Diaspora

Tocca ai Saharawi che vivono nel mondo dar voce al loro popolo perché, scrive il quotidiano El WatanIl regime espansionista di Rabat impone un blocco politico-mediatico dei territori occupati del Sahara occidentale fin dal 1975, per far passare sotto silenzio le estorsioni contro i civili Sahraouis e il saccheggio delle loro risorse naturali. ONG, giornalisti ed organismi di difesa dei diritti umani hanno il divieto di accedere ai territori occupati”, abitualmente, infatti, reporter e attivisti vengono bloccati in aeroporto.
E’ una diaspora molto attiva che promuove iniziative e crea legami con organizzazioni territoriali, tuttavia è arduo far arrivare nelle prime pagine dei quotidiani o nei telegiornali la questione del Sahara Occidentale. Anche in rete è difficile trovare immagini che documentino, non solo i frequenti attacchi della polizia, ma perfino le grandi operazioni militari come la distruzione di Tifarit. 

Dall’invasione in poi si sono accumulati nelle sedi delle organizzazioni internazionali e dei governi (ONU, UE, Corte Penale Internazionale) centinaia di fascicoli colmi di documenti che riconoscono il diritto dei Saharawi alla loro terra. La scorsa primavera il Senato ha approvato  una mozione che chiede al Governo italiano di impegnarsi per i diritti del popolo Saharawi. Nell’ultima seduta dell’Assemblea Generale ONU molti paesi africani, Tanzania, Sud Africa, Zimbabwe, hanno inserito nei loro interventi questa piaga del Diritto Internazionale.
Non si dubita, quindi, ma come per i Palestinesi  il diritto è confinato ancora a livello teorico. La prossima scadenza internazionale è il  27 ottobre quando, si legge dal programma del Consiglio di Sicurezza, avverranno “Consultazioni sul Sahara Occidentale”.

Fa sempre una certa impressione trovare etichette neutre appiccicate su drammi collettivi.

****

Nel sito Sahara Press Service (en-fr)
tutto quello che c’è da sapere
sull’odissea dei Saharawi.

Google+

Annunci
8 commenti leave one →
  1. 23 ottobre 2014 9:19 pm

    Complimenti, bell’articolo!, I Saharawi stanno aspettando ormai da 40 anni una soluzione pacifica dall’ONU!, mentre la comunità internazionale sta nel silenzio con il nemico.

    Mi piace

  2. Yuri permalink
    23 ottobre 2014 11:25 pm

    Grande! Anche I video sono bellissimi

    Mi piace

  3. Mariposa permalink
    23 ottobre 2014 11:29 pm

    Il caso è straordinario, proprio in questi giorni mi è capitato questo articolo sulle donne prgioniere del Marocco. E’ incredibile come tutto passi sotto silenzio, come sei brava a scovare sempre situazioni che vengono taciute.. Questo poi è … perfino godibile per quanto scorre e quanto è ricco di ipertesti. grazie, e tanto buon proseguimento (lo dico per mio interesse 😉 )
    “””Raccontano senza paura di avere subito sparizioni forzate, arresti lunghi decadi, dei loro capelli caduti dopo che i carcerieri per anni le hanno bagnate con liquidi nauseabondi misti a urina, di occhi cavati, di madri separate dai loro figli che senza il latte materno sono morti di fame. Denudate e seviziate come ad Abu Ghraib. “”
    http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/456795/Le-donne-Saharawi-raccontano-una-delle-atrocita-piu-nascoste-dei-tempi-moderni

    Mi piace

    • 23 ottobre 2014 11:30 pm

      Grazie a te, anche per l’articolo, dolce Mariposa 🙂

      Mi piace

  4. Mariposa permalink
    24 ottobre 2014 9:20 am

    aggiungo la citazione da un commento in Facebook “e devi sentire come i marocchini anche i più sfegatati per la Palestina diventano simili a coloni sionisti quando si tocca questo argomento… IL RE” .
    Quando I diritti umani e la giustica valgono solo per quelli che ci sono simpatici….

    Mi piace

  5. 24 ottobre 2014 1:46 pm

    Complimenti dell’articolo! Interessante …!

    Come per i prigionieri del Sinnai anche qui la comunità internazionale non ha fatto nulla…per dire
    eppure…

    Grazie 🙂

    Mi piace

    • 24 ottobre 2014 3:22 pm

      Grazie, Marta. In fondo il 99 per cento delle notizie riguarda Usa / UE
      e di volta e di volta in volta il luogo che vogliono mettere sotto tiro.
      Alla lunga questo esaspera…

      Mi piace

Trackbacks

  1. Quel Sahara Occidentale e il suo popolo sospeso: i Saharawi | MAKTUB

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Schnippelboy

Ein Tagebuch unserer Alltagsküche-Leicht nachkochbar

zeitderreife

Meine Bilder, Gedanken und Emotionen

FirstOneThrough

Israel Analysis

Moulahazat

A Lebanese Political Blog

cor-pus 15

sogna la vita, mentre la vivi, intatta.

Capitan Daddy

Daddy & SuperHero

Strinature di saggezza

Malleus Rudĭum

Raimondo Bolletta

raccontare e riflettere

Hic Rhodus

Rivista di argomenti e logica civile

Blog di Luigi Cocola

Per un nuovo Risorgimento

In Gaza

and beyond

FONTANA STEFANO BLOG

In base agli art. 21 e 24 della Costituzione Italiana su questo blog parlo di Società, Mafie, Sicurezza, Serrature, Locksmiting, Conoscere l'arte della persuasione per non credere e non cascare nelle frodi, nell'azzardo e nelle dipendenze. Antifraud, Antifrode, Addiction, Dipendenze, Azzardo, Gamble.

Brave New Libya

Writings from Benghazi, the spark that started it all

I racconti di Riccardo Bianco

Non arrenderti... Un giorno sarai Re

pierluigi fagan | complessità

"Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza." (I. Kant)

Global Justice in the 21st Century

commentary on global issues

Uomini Beta

« L'uomo comprende il mondo un po' alla volta e poi muore » Sàndor Márai, Le braci

fotografia najwidoczniej realna

Wszystko, co nie pozwala przejść obojętnie...

L' essenziale e' invisibile agli occhi

" Emancipate yourselves from mental slavery .. None but ourselves can free our minds. "

Divagazioni

Pensieri, articoli, lettere, Interviste, dossier, foto, audio, video e altri documenti su tutto e su niente in particolare. Elucubrazioni di una mente (di)vagante

Cor-pus

perché vivere la vita se basta sognarla? - QUESTO BLOG PUO` NUOCERE GRAVEMENTE ALLA SALUTE DEI FANATICI DI QUALUNQUE TIPO. SE RITIENI DI POTER ESSERE OFFESO DALLA CRITICA APERTA AD OGNI TIPO DI POTERE, DI RELIGIONE O DI IDEOLOGIA DOGMATICA ASTIENITI DAL LEGGERLO, ma rispetta la liberta` di chi invece non ne ha paura, lasciando che se lo legga in pace, e se hai un Dio, vai sereno con lui, fratello.

News of the World

news from all the world

passoinindia

Passi ... per avere nuovi occhi ... (Cultura, Storia, Spirtualità & Viaggi in India) (Travel, Culture & Spiritual experience about India). Blog del Tour Operator PassoinIndia www.passoinindia.com per i tuoi viaggi in Oriente.

LA LENTE DI UNA CRONISTA

Considerazioni e riflessioni per vaccinarsi dall'indifferenza

Jung Italia

Blog di Psicologia Analitica e Moderna

azelin.wordpress.com/

A clearinghouse for jihādī primary source material, original analysis, and translation service

AFFAIRES FAMILIALES &_DROITS_DES_ENFANTS

EXCLUSION PARENTALE et ALIENATION PARENTALE - Maltraitance_psychologique - Enfant-otage / Enfant-soldat http://affairesfamiliales.wordpress.com

/ ca gi zero /

Sometimes here, sometimes not

Gli anziani raccontano

Il solo modo per non morire giovane è diventar vecchio (G. B. Shaw)

Dully Pepper24H

Arte pelo Amor, Arte pelo Mundo, Arte pela Paz!

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

I tesori di Amleta

il mio mondo diverso

zeroconsensus

Cuore, batti la battaglia!

Magik World

"Non bisogna vedere per credere, ma credere per vedere"

Opinionista per caso Viola

Io amo L'Italia ,io amo L'Albania, io amo L'Europa e il mondo intero.. .siamo tutti di passaggio in questo pianeta,quindi non bisogna essere egoisti,avidi,ma bisogna essere generosi con chi è meno fortunato di noi...io dono serenità se non ho cose materiali da offrire...basta anche un sorriso ...

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Mauro Poggi

Fotografie e quant'altro

QUAND LE VILLAGE SE REVEILLE

"Quand le village se réveille" est un projet de collecte et de diffusion de traditions et de la culture malienne à travers des images, des audios, des vidéos, et textes et des témoignages des sages: la culture malienne à la portée de tous à travers les TIC.

Occupied Palestine | فلسطين

Blogging 4 Human Rights & Liberation of Palestine! فلسطين

laFiam

for a realm of consciousness and responsibility

speraben

il blog di angelo orlando meloni

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: