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Libano: Governo muto, You Stink in piazza e dentro il Ministero

2 settembre 2015

mcc43

Martedì 1 settembre 2015 : è accaduto ciò che era prevedibile. Il Governo non ha risposto alle richieste del movimento. Solo una piccola commedia: Mohammed Manchouk ha rassegnato le dimissioni dalla Commissione per i rifiuti, non dal Ministero dell’Ambiente, il premier Tammam Salam le ha respinte, e lui è rimasto al suo posto.

Anche fisicamente sul posto: bloccato dentro il Ministero da un gruppo di manifestanti entrati nell’edificio, che hanno esposto la bandiera libanese e ricevuto le botte della polizia, come i reporter cui è stato impedito di filmare. Alle 14 il sito web del Ministero è irraggiungibile. La folla, composta da quelli che hanno potuto superare i blocchi stradali, si ammassa davanti all’edificio.
Si cerca di far arrivare bottiglie di acqua agli occupanti, la Croce Rossa tenta di entrare per assistere i contusi: tutti bloccati dalle forze dell’ordine; molti agenti hanno il volto mascherato. Pur nella calca, i poliziotti feriscono con stupefacente precisione proprio uno dei leader della protesta  (video).
Alle 21 circa gli ultimi 14 irriducibili del sit-in all’interno del Ministero, dopo l’arresto, vengono rilasciati. Alle 22, il Ministro Mohammed Manchouk (*) esce da una porta secondaria scortato dagli agenti, che in precedenza avevano disperso le centinaia di manifestanti all’esterno. Bilancio 7 ospedalizzati e 60 curati ambulatorialmente.

Il Libano è l’unico paese civile nel quale i Comuni sono esclusi dalla gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti. La rivolta è scoppiata per motivi concreti più che giustificati ma quasi a sorpresa, innescata da una serie di  articoli e video online di critica al governo per il disastro evidente.
Scrive nell’articolo “The Truth About The #YouStink Movement And Asaad Thebian”   una delle prime attiviste della rivolta: Nadine Mazloum

Nadine Mazloum libano You stink “Questa sfida ha indotto molti, compreso il giornalista Imad Bazzi, a fornire una guida a tutti i soggetti coinvolti, anche per la protezione degli account on-line. Dopo un paio di notti insonni il gioco era fatto. La questione era la nostra capacità -come giornalisti e come i cittadini – di far sentire la nostra voce. E così è stata convocata la prima dimostrazione. All’inizio pochi ma determinati. Da parte mia, questa è stata la prima volta che mi sono sentita obbligata a un impegno volontario con tutto il cuore, il tempo e la dedizione a una causa che non potevo ignorare, mettendo la mia vita a rischio e la mia carriera in gioco. Tutti l’abbiamo fatto. Molti sono stati arrestati, molti sono stati sottoposti a umiliazioni e molti sono stati picchiati. Tarek Mallah, che denuncia gli abusi sui minori, il regista Lucien Bou Rjeily e il giornalista Asaad Thebian sono solo alcuni dei nomi che sono ora nella lista governativa dei “ricercati” –
Ma poi è successo qualcosa. I pochi sono diventati molti, sempre più persone si sono unite, ognuno con la propria serie di richieste, ognuna legittima. Effetto valanga… eravamo in estasi. Per la prima volta dopo anni i libanesi hanno avuto indietro la loro voce. Quello che molti vedevano come una maledizione, noi la guardavamo come una benedizione. “

Per contro, mentre molti sostengono il movimento, altri fanno sabotaggio mirato soprattutto agli organizzatori della prima ora. Imad Bazzi è stato accusato di essere agente CIA/Israele; altri “rivelano” che è stato addestrato da Otpor, l’organizzazione che opera in Serbia di concerto con l’americana USIP .
Asaad Thebian è stato classificato come un agente del druso Jumblat e nemico dei cristiani.
Joey Ayoub sarebbe, sempre secondo i pro-governativi, un cinico liberal/classista/Hezbollah.

Continua Nadine Mazloum:

Gli attacchi online continuano a crescere in termini di aggressività e odio verso i membri di questo collettivo e  i loro sostenitori. Le minacce non in linea stanno diventando sempre più ostili. Perché? Perché, questo gruppo di persone eccezionali è stato in grado di resuscitare la volontà e l’autostima del popolo di fronte a un governo, che fino alla data di oggi rifiuta di vederci come esseri umani, e ci tratta come pedine.
Divide et impera. Questo è il principio che seguono. I loro supporter sono politicizzati; il loro discorso è un’istanza di partizione settaria, la loro visione accecata da interessi personali e dal loro ego, ma le loro tasche traboccano tutte di denaro contante insanguinato e pile di spazzatura.

 

.

(*) Mohammed Machnouk è ministro dell’ambiente, nei media viene indicato come ministro degli interni per confusione con il vero titolare Nouhad Machnouk

 

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One Comment leave one →
  1. 2 settembre 2015 12:16 pm

    Storie di coraggio, storie di persone che hanno dignità…e da un piccolo ruscello vien fuori il fiume…
    Avanti così…

    Mi piace

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