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Il governo Renzi ha schierato le eccellenze militari ai confini dell’Italia, in Friuli Venezia Giulia. Con gli Alpini della Julia, anche un centinaio di parà  della Folgore.

Vedo nella fiumana in cammino dal Medio Oriente verso l’Europa solo dei disperati, stanchi e impauriti  da assistere, non un’invasione di terroristi. Ma i paesi confinanti hanno chiuso le frontiere ed è stato in previsione di queste decisioni che il governo ha considerato necessarie le Forze Speciali? Da semplice cittadino non so e, per di più, fra critiche e miti, trovo sia da mettere a fuoco anche la figura del parà della Folgore a guardia del confine italiano.
divisione-folgore-livornoNel sito del Ministero della Difesa  a proposito dei paracadutisti si legge “Specialità fra le più pregiate della fanteria in tutti gli eserciti, in Italia nasce e si afferma alla vigilia del secondo conflitto mondiale.[…] Nel dopoguerra tramanda le tradizioni della Specialità la Brigata paracadutisti Folgore. Attualmente i reggimenti sono 4 e le loro Bandiere … “  e segue un impressionante elenco di decorazioni a vario titolo.

La base è a Livorno e i rapporti con la città non sono sempre stati  idilliaci. “Qui non si allevano conigli“,  parola di generale in risposta  alle provocazioni di gruppi della sinistra.
Nel 1971 sul muro della stadio di Livorno comparve una scritta vergognosa “46 Paracadutisti morti = 46 fascisti in meno – niente lacrime”. Alludeva alla tragedia della Meloria: l’aereo britannico che trasportava i parà italiani durante un’esercitazione militare congiunta s’inabissò nel Mediterraneo; morirono tutti, anche i sei soldati dell’equipaggio inglese. I corpi  vennero recuperati nelle secche della Meloria.

Uno spiraglio all’interno della Folgore si aprì nel  2007. La trasmissione televisiva Le Jene, a seguito della denuncia di un parà,  mandò in onda un servizio sugli sprechi. Dovette intervenire l’allora ministro della Difesa Parisi  “in riferimento alla problematica dei paracadute” la cui piegatura commissionata a una ditta esterna avveniva  a costi esorbitanti. Nel blog delle Forze Armate questo commento di un parà rivela che non si tratta di privilegiati pur essendo un settore d’eccellenza del nostro esercito (tra quando ho rintracciato la testimonianza, dicembre, a oggi, febbraio, il link alla pagina non si apre più; a maggior ragione è importante riportarne il testo così come l’avevo salvato) 
Non mi meraviglio piu` di nulla  INDAGATE …. Molti dei materiali che ci arrivano sono di pessima qualità, scadenti. Le mimetiche appena le guardi si strappano.. Vogliamo parlare dei materiali che dobbiamo acquistarci da soli per partire in missione….il cibo scadente nelle mense…la carta che manca negli uffici….le cartucce della stampante … gli stipendi fra i più bassi d’Europa. Già li tenete così bassi per mandarci a morire dove vi pare… Quanti ragazzi avete fatto ammalare perchè non li avete adeguatamente tutelati? I morti, quelli avuti e quelli che ci saranno (mi auguro più nessuno )vi devono pesare sulle coscienze. Siamo figli di questa ITALIA , abbiamo il diritto di essere rispettati come individui e come lavoratori…Siamo PERSONE”.

Vittime? Della cattiva amministrazione certamente. Per il resto, sono uomini delle Forze Speciali che agiscono in zone conflittuali in modo simile a quelle di altri paesi che spesso denunciamo per violazione del diritti umani. Anche la Folgore italiana, quindi, ebbe le sue contestazioni.
Ecco la testimonianza di un ex caporal maggiore raccolta dal giornalista Vittorio Staiani
” […] durante la sua permanenza in Somalia nel 1993 come volontario nel corso dell’operazione Ibis (dall’8 febbraio al 18 aprile, e dal 7 maggio al 29 maggio), Patruno ha fotografato i militari italiani mentre torturano alcuni prigionieri somali in presenza di ufficiali della Folgore. Panorama ha raccolto la testimonianza dell’ex paracadutista, chiamato alle armi come soldato di leva il 17 marzo 1992 e congedato il 16 giugno 1993.”

Se il reggimento ha dei critici, ha altresì dei “cantori”. Qui è Pierangelo Buttafuoco  nell’articolo Lampi di Folgore.
“Un bellissimo giovane raggiante di rughe e capelli bianchi, splendido con la sua divisa coloniale, ancora integra, e con il basco in testa: “Nella Grande guerra”, ha detto il venerando guerriero, “si faceva il corpo a corpo. Io, nel deserto, il corpo a corpo non l’ho mai fatto. Quelli venivano avanti con i carri armati e io saltavo fuori da quella buca con la bottiglia di benzina”. Questa è la Folgore. Il coraggio contro l’acciaio.”
L’articolo è del 2009, quando sei parà Folgore di stanza a Siena morirono, e altri tre più un militare dell’aeronautica rimasero feriti, in Afghanistan in seguito a un attentato kamikaze contro un convoglio Nato sulla strada verso l’aeroporto di Kabul.

Tra ingiurie e apologie, accuse di violenza ed eroismi, cosa provano gli uomini della Folgore verso il loro reggimento?
L. è un ex-parà. Scrive in accompagnamento a un video sul severo addestramento degli incursori

L’ emozione Dominante era il senso di Patria….credimi, solo immenso e sano senso di Patria. Ai tempi non si parlava di soldi, non sapevi neanche quanto era lo stipendio, “non te ne poteva fregare di meno”. Eravamo come quelle tartarughe che appena uscite dal proprio uovo cominciavano a correre verso il mare…per noi era la Folgore. Io non sono stato un Incursore, sono stato un Fiero Paracadutista di leva…un Volontario, perché tutti i Parà sono volontari “.
A proposito dell’articolo di questo blog I Mercenari, lo status, l’ingaggio, le azioni aggiunge
“Quando parli di contractor ci piange il cuore, sì  “CI” piange il cuore, tutta quella maggioranza di “puri” Parà che guardano il proprio Fratello (tra di noi ci chiamiamo Fratelli) che si allontana dalla Matrice originaria, fatta di rispetto per le regole, senso di Patria e di rispetto per la Casa D’ALTRI…. Nel tuo scrivere ti chiedo solo di sottolineare che sono veramente una piccola parte quella che diventa contractor e, se possibile fai passare qualche “giusta emozione” a chi ti leggera’.”

In definitiva, che risposta c’è allo stupore che provoca l’invio delle Forze Speciali dei parà contro i profughi? Ancora L.

“La Folgore logicamente fa parte dell’esercito, di conseguenza e’ a uso e consumo del governo in carica. Certo fa molto “Figo” avere i confini presidiati dalla Folgore….e quindi sarebbe anche un bel modo per mettere a tacere tutte le varie controverse politiche in merito alla sicurezza dell’ingresso di clandestini. Questi Parà hanno ora una grande e grossa “gatta da pelare”. Quando il governo mette in ballo la Folgore è nella m…a più assoluta.”

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Se lo scopo per cui è stata creata l’Onu fosse verità e non carta straccia, di Forze Speciali ovunque non ci sarebbe necessità, ma fino a che il Consiglio di Sicurezza si limita a sancire interventi falsamente etichettati come umanitari o di peace keeping, questi militari si addestrano e agiscono secondo gli ordini. Non si deve mai dimenticare questo: sono uomini e, come tutti, ciascuno di loro è un insieme di grandezza e di avidità, di eroismo e di volontà di potenza, usati dai governi, ma non con l’attenzione che dovrebbe esserne naturale conseguenza. Infatti si dovrebbe aprire  un doloroso discorso sulle armi in dotazione.
Da Il Tirreno

” […] di un caporal maggiore, ex paracadutista del Col Moschin di Livorno, in servizio dal 1999 al 2010, che si era visto negare vari benefici per il linfoma “non Hodgkin” (un tumore del sangue) contratto da uranio impoverito. Per il ministero della Difesa non avendo partecipato a missioni all’estero non poteva essersi ammalato” 

Per chi nulla sa sull’uranio impoverito, vero fuoco amico che ha già falciato più di 370 vite di militari, uomini e donne, questo è un video da guardare con attenzione.

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