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Putin, Erdogan, il jet abbattuto e il make up delle notizie

1 luglio 2016

mcc43

E’ una forma di bispensiero orwelliano: il pubblico sa che i media mentono ma crede lo stesso, consentendo loro di continuare a truccare le notizie. La Cina si è seccata di questo make up deformante e ha commissionato un pezzo rap contro i mass media occidentali «che hanno fabbricato una falsa immagine» della Repubblica popolare.
A volte le impressioni fabbricate in negativo improvvisamente virano in positivo: zar Putin variamente deriso e criticato è diventato, dopo l’intervento in Siria, il decisionista che cambia le sorti del conflitto. A Erdogan, viceversa, è toccato di passare da modello  per tutti i leader del Medio Oriente a sultano gravato di tutte le colpe e le ambizioni ottomane che la manipolazione mediatica riesce a immaginare.

putin-russia-erdogan-turchia

Putin e Erdogan guidano due paesi dal forte sentimento nazionalista, gravati entrambi di un’eredità pesante: a Putin la dissoluzione dell’Urss e il corteggiamento occidentale dei paesi che ne facevano parte, mentre Erdogan deve impedire tentativi e nostalgie del regime militare dal quale ha portato fuori la Turchia e combattere spinte disgregatrici. Sul jet russo abbattuto nel novembre dello scorso anno le reazioni fortemente sopra le righe e poco dignitose di entrambe le capitali avevano una funzione prima di tutto interna. Le sanzioni e rotture di contratti d’interscambio che ne sono seguite danneggiavano entrambi i paesi, minacciando di appannare il consenso ottenuto in precedenza con l’esibizione dei muscoli.
La 
situazione si doveva normalizzare, e la normalizzazione sta avvenendo. Secondo i mass media internazionali avviene perché improvvisamente Erdogan ha chiesto scusa. L’agenzia di stato russa Tass non si spinge a tanto…

La ricostruzione dei fatti delle ultime settimane e la lettura dei comunicati russi racconta, invece, un capolavoro di ricucitura che permette a entrambi i leader di uscire dalla situazione in modo positivo davanti all’opinione pubblica del proprio paese.

— Verso il 15 giugno partono da Mosca gli inviti per il meeting dei paesi del Mar Nero e l’agenzia statale Tass si incarica di spiegare che invitare la Turchia é un atto dovuto e la Russia è molto “scrupolosa” nell’adempimento. Aggiunge che non sono previsti incontri separati fra i Ministri degli Esteri, Lavrov e Cavusoglu, nel caso quest’ultimo decidesse di intervenire….
Sempre in un altro articolo della Tass  si legge che da Ankara sono stati inviati a  Mosca gli auguri per il Russia Day; Putin lamenta che si tratti solo di un gesto formale ed esprime l’auspicio che le relazioni fra i due paesi possano quanto prima tornare al meglio, per la qual cosa è necessario che Erdogan faccia un passo.

Il 27 giugno, ancora la Tass, ancora ignorata dalla maggior parte dei media internazionali, informa che il Ministro della Difesa della Turchia ha dichiarato che i rapporti russo-turchi sono alla vigilia di una transizione positiva, dalla quale egli si aspetta un grande miglioramento.
L’articolo prosegue riprendendo il sito del Cremlino
“Dmitry Peskov addetto stampa del Presidente Putin,  ha detto che lunedi Erdogan aveva finalmente offerto le sue scuse al presidente russo Vladimir Putin per la morte del pilota dell’aereo russo abbattuto. ‘Il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto un messaggio dal presidente turco Erdogan in cui il leader turco ha espresso la sua disponibilità a risolvere la situazione conseguente l’abbattimento della aereo da guerra russo’ ha detto Peskov. ‘Nel suo messaggio, il capo di Stato turco ha offerto le sue condoglianze alla famiglia del pilota russo e ha detto ‘mi dispiace’ ”

Un altro articolo dello stesso giorno sulla Tass informa che l’invio della lettera è confermato dallo staff di Erdogan ed, infatti,  sull’agenzia statale turca Anadulu Agency si legge, sempre in data 27.
“Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha inviato una lettera al suo omologo russo chiedendo il ripristino dei “legami amichevoli tradizionali”, il portavoce presidenziale della Turchia ha confermato lunedi, parlando ai giornalisti ad Ankara, dicendo che Erdogan ha espresso “profondo rammarico” per l’abbattimento dell’aereo da guerra russo che ha violato lo spazio aereo della Turchia. “Vorrei inviare le mie condoglianze alla famiglia del pilota che ha perso la vita ed esprimere ancora una volta che condivido il loro dolore. Sto dicendo alla sua famiglia: ‘scusateci’ “, ha detto Kalin, citando le parole di Erdogan al presidente Vladimir Putin contenute nella lettera.”

Un fine lavoro di cesello:  lo sconfinamento viene ribadito dai turchi e i russi tacciono, la Turchia ” si rammarica per l’abbattimento ma chiede scusa solo alla famiglia.

— Il 28 giugno inizia il boato mediatico occidentale e diventa un imbellettato Erdogan ha  chiesto scusa a Putin per aver abbattuto l’aereo.
Immediatamente lo scrive Haaretz, che per dare credibilità ricorda come la richiesta di scuse fosse considerata imprescindibile da Putin; segue Foxnews e altrettanto fanno i giornali italiani- rendendo questa la versione da social media.
Più aderente alla realtà il Guardian: ” Lunedì il Cremlino ha detto che Erdogan si è scusato con Putin per aver abbattuto il jet. Fonti ufficiali turche, tuttavia, dicono che Erdogan ha scritto a Putin per “esprimere rammarico” e non confermano esplicitamente che egli si sia scusato.”

Fa eco… l‘Eco di Mosca che citando Izvestia, fa notare che le scuse per l’abbattimento dell’aereo non ci sono. erdogan-putin-scuse
– Il 29 e 30 giugno: tiene banco la “compensazione” per l’abbattimento. La Turchia compenserà o non compenserà? E’ il Guardian, nuovamente, la fonte precisa: riporta la dichiarazione che nega l’esborso, ma rileva un’incongruenza: il Primo Ministro aveva in precedenza affermato che la Turchia avrebbe versato un compenso “se necessario”. L’articolo non chiarisce però se Binali Yildirim si riferiva alla famiglia per la morte del pilota o alla Russia per il jet distrutto. Non si comprende come si possa compensare se viene ribadito, e non più confutato, lo sconfinamento.

Ciò che a ben vedere spicca in quei giorni è l’accelerazione delle attestazioni di amicizia che i due leader si sono scambiati. Cogliendo, forse, l’occasione della nuova terribile tragedia dell’attacco terrorista a Istanbul, Putin ha chiamato telefonicamente Erdogan. In sintesi, scrive Repubblica  (che non definisce più Erdogan un sultano):
 Tra Erdogan e Putin è scoppiata la pace: una telefonata del capo del Cremlino per esprimere il cordoglio dei russi dopo la strage di Istanbul si è perfettamente inserita nell’offensiva diplomatica dell’uomo forte di Turchia, tanto che dopo il colloquio fra i presidenti è seguito l’annuncio che presto arriverà un incontro diretto fra i due e che saranno cancellate le sanzioni contro Ankara. “Ho chiesto al governo russo di rimuoverle”, ha detto Putin. ” 

In questa direzione già è andata l’immediata cancellazione dell’embargo al turismo e il divieto d’importazione dei prodotti agricoli turchi. Questa misura era già stata ventilata fin da aprile nel sito russo di propaganda Sputnik, un indizio che le trattative segrete dovevano essere in atto da tempo.

 

Sorprendente la coincidenza temporale in Turchia della distensione con la Russia e della ripresa delle relazioni diplomatiche con Israele, che erano interrotte dal 2008 per l’assalto israeliano alla nave turca Mavi Marmara. L’articolo di Repubblica ricorda che “Israele pagherà alle famiglie delle vittime un indennizzo pari a 20 milioni di dollari. L’accordo prevede anche il via libera ad aiuti umanitari turchi per i palestinesi della Striscia attraverso il porto di Ashdod.” Si aggiunga che nell’avvenuto accordo ci sono il progetto della desalinizzazione dell’acqua di Gaza e le “scuse” di Netanyahu per l’uccisione di 10 cittadini turchi.

erdogan-putin-netanyhauNon passa altresì inosservato il fatto che in un anno Netanyahu ha incontrato faccia a faccia Putin per ben tre volte; non si sa ma non lo si può escludere che di questi dialoghi si sia giovato lo sblocco complessivo delle relazioni turche; tutto questo lascia intravedere la possibilità di riflessi sull’andamento del conflitto siriano.

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5 commenti leave one →
  1. 1 luglio 2016 10:50 pm

    Ma speriamo…

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    • 1 luglio 2016 11:38 pm

      Io sono abitualmente pessimista sulle faccende della politica internazionale, ma mettendo in fila le informazioni questa volta ho la sensazione che si sia aperta una porta. I rapporti con Russia e Israele faciliteranno un riavvicinamento Turchia-Egitto e quindi anche lì un possibile accordo che alleggerisca la durezza egiziana verso Gaza, e l tavolo dei colloqui Siria se Putin e Erdo non si guardano in cagnesco si può sperare in una soluzione del conflitto capace di durare… Speriamo davvero… 🙂
      Certo è singolare che tutto sia accaduto a ridosso del Brexit che cambia le prospettive dell’Europa… quante novità….

      Liked by 2 people

  2. 2 luglio 2016 6:46 am

    Sembra anche, però, l’unica via di uscita (questa bizzarra intesa) per far fronte al distacco di America e Europa da Israele. Quante novità, hai proprio ragione.

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  3. Gino permalink
    2 luglio 2016 7:01 pm

    hai proprio ragione mcc43, sono contento anch’io dei segnali positivi che si susseguono. In quanto alla Brexit invece non è buono come segnale.

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    • 2 luglio 2016 7:12 pm

      Non guardare Brexit come un fatto isolato, è una conseguenza della politica assurda della UE; lo schiaffo degli inglesi ha accelerato come una ferita sanguinante, quella che era una malattia cronica che avrebbe portato alla morte. L’occasione di riprendersi adesso c’è, dipende da quanto riusciranno a cambiare politica, modi e toni.

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