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La polizia USA impara in Israele come sopraffare il cittadino “nemico”

8 luglio 2016

mcc43

Ricordatevi che i poliziotti che vanno a addestrarsi in Israele, e là come nemico hanno i Palestinesi,  quando torneranno a casa per loro nemico prenderanno voi.

Eran Efrati, che in Israele è nato e ha prestato servizio nell’esercito, si rivolgeva così agli americani [qui video e traduzione: ” La storia bussa di nuovo alla porta in Palestina“] . Rivelava loro che gli agenti di polizia di vari stati americani si recano in polizia-usa-brutalitàIsraele ad apprendere le tecniche tipiche della guerra per applicarle poi al mantenimento dell’ordine pubblico. E’ una prassi anche in altre nazioni (*1) che non ne fanno motivo di comunicazione pubblica, esattamente come gli Stati Uniti, dove le conseguenze, però, si vedono ormai da alcuni anni. Compete alle fonti del pensiero critico dare notizia di questo slittamento da mantenimento dell’ordine pubblico ad affrontamento di un nemico. Da un articolo di Free Thought Project.com  del 2015:

Almeno 300 sceriffi degli Stati Uniti, così come agenti dell’FBI e guardie di frontiera, sono andati in Israele per apprendere direttamente la tecnica più efficace per sottomettere la popolazione. Il presunto scopo è la lotta al terrorismo, ma vengono discusse anche le manifestazioni di protesta e i metodi di controllo della folla.
La polizia non sta imparando dall’anticrimine che si occupa di residenti ebrei. La polizia degli Stati Uniti sta imparando dal sistema della giustizia militare di Israele che controlla i Palestinesi attraverso tattiche paramilitari e di contro-insurrezione. Gli abitanti di Gaza e della Cisgiordania vivono in quello che è essenzialmente un gigantesco campo di prigionia, dove l’oppressione e brutalità dell’IDF (
l’esercito d’Israele) è il modo di agire raramente messo in discussione.” 

Dal controllo di un individuo che compie azioni sospette, compito dell’agente di polizia,  si è passati alla regola che tutti i cittadini sono sospettabili e pericolosi per le stesse forze dell’ordine.

“Questo stile da forza di occupazione si è fatto strada nelle città degli Stati Uniti diventando la procedura operativa standard in occasione di qualsiasi protesta contro il governo. Inoltre, viene utilizzata la stessa attrezzatura dei militari israeliani per il Crowd Control – granate al gas lacrimogeno, bombole di gas tripla Chaser, granate stordenti – impiegata durante le manifestazioni a Ferguson, Oakland e Anaheim. Utilizzato anche il LRAD (dispositivo acustico a lungo raggio) sia dalla polizia di Ferguson che dalle forze militari israeliane.”

Un cittadino che, fermato da un agente, compie il gesto di cercare i documenti può essere ucciso per il pre-giudizio “stava  estraendo una pistola“, è accaduto a Alton Steerling di Baton Rouge freddato mentre era già a terra, a Philando Castile mentre era chiuso in auto. O mentre si passeggia per strada perché, in seguito, si scopre che il fermato aveva un coltello, è il caso di Edmond Otis Studdard di Memphis. 

Nel 2015 sono state 1.152 le persone uccise dalla polizia negli Stati Uniti, il 30% delle quali erano afroamericani; nel 2016 sono già 580 i morti, di cui 100 afroamericani disarmati. Nessun agente è stato indagato.

Certamente la società americana è violenta e le armi possono essere comprate con facilità, la Costituzione ne riconosce il diritto, la NRA, lobby dei costruttori armi, è ai vertici del potere e finanzia think-tank che influiscono sulle opinioni collettive, nelle estese zone rurali scarsamente popolate un’arma può effettivamente rappresentare un supporto alla tranquillità personale. Ma con grande facilità si possono procurare armi diverse dalla pistola per autodifesa o dal fucile da caccia: vere e proprie armi da combattimento.

In tale contesto non stupisce che gli agenti di polizia vivano condizioni di paura. Nel 1984 è stato istituito il National Law Enforcement Officers Memorial Fund che ha per scopo onorare il sacrificio degli uomini in divisa.  Da oggi sul sito all’elenco dei “Giorni più letali” per i funzionari dello stato che devono far applicare la legge  si dovrà aggiungere l’8 luglio, con i nomi dei cinque agenti uccisi a Dallas Colpevoli dell’eccidio due cecchini, probabilmente per un’azione coordinata, ma indipendente dalla manifestazione di protesta.

Il pericolo per gli agenti, si dovrebbe tornare a ricordarlo, è rappresentato dai criminali, non dai comuni cittadini. Persistendo nella prassi repressiva violenta generalizzata la polizia offre motivazioni a gruppi, eventualmente con agganci internazionali, che abbiano per scopo una destabilizzazione della convivenza sociale. 

police-brutality-polizia-usa-violenzaLa vista di un agente che immobilizza a terra una giovane, secondo la tecnica Krav Maga messa punto dagli israeliani, perchè non ha prontamente obbedito all’ordine “a terra!” non può non suscitare sdegno e preoccupazione, nella popolazione afro-americana prima di tutto, ma in qualsiasi cittadino americano. Le statistiche sugli abusi sono impressionanti.

Il video qui di seguito mostra un caso del 2015 in Texas: una festa in piscina, dove non stava accadendo nulla di insolito, nella quale però irrompe la polizia chiamata da un vicino insospettito dal grande “assembramento di neri”.
Non lascia indifferente che i poliziotti, pur vedendo un gruppo di ragazze e ragazzi in costume da bagno intorno a una piscina si siano lanciati nella caccia all’uomo. Non lascia indifferente vedere questi giovani corpi disarmati stesi a terra, alcuni ammanettati, mentre intorno poliziotti armati di manganello si agitano gridando ordini. 

 

Come ha scritto Alessandro Portelli su Il Manifesto, l’ America è a un crossroad di onnipotenza e di paura e, parafrasando la battuta dei Canadesi “vivere vicino agli Usa è come dormire con un elefante”, si può temere che un elefante in collera e spaventato possa far del male intorno a sè, pur essendo amico. 

***

(*1) La ADL, Anti defamation League, la lega che combatteva la diffamazione degli Ebrei e ora principalmente dello stato di Israele, sponsorizza corsi di tecniche “anti-terrorismo” in Israele dove si è recata, almeno nel 2011, una delegazione della polizia italiana.

dall’articolo di questo blog :”I NOCS certamente, lo dichiara [il link ora restituisce “pagina non trovata ] il Ministero degli Interni. Le forze militari e di polizia di mezzo mondo applicano la tecnica di combattimento israeliana Krav Maga, che non mira al bersaglio grosso, ma alla carotide, ai genitali, agli occhi e può essere letale, da noi  la applicano i NOCS, i Carabinieri, la Polizia di stato, i Reparti antiterrorismo  (dalla legenda del video su stage addestramento polizia al metodo Krav Maga).

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