Skip to content

Centrifugare le Religioni per paura del Califfo…

30 luglio 2016

mcc43

Per chi si attiene alla religiosità naturale in ogni angolo del mondo c’è la Divinità e ogni gesto compiuto, ogni parola proferita è alla sua presenza e sotto il suo giudizio, ma se si vuole riconoscersi in una religione rivelata ed esserne testimoni occorre rispettarne i principi anche nei momenti in cui lo spirito del tempo lo rende difficile.

.

Si sente da ogni parte chiedere ai musulmani di prendere le distanze dalle efferatezze compiute dai seguaci dell’Isis nelle città dell’Europa. Non c’è manifestazione che basti, non c’è comunicato di centri islamici che venga considerato sufficiente a lavare un’onta che a loro non appartiene. Allora, il Centro islamico francese si è prostrato e le autorità cattoliche hanno gioito, riporta Il Fatto quotidiano:

“imam francesi e delle comunità musulmane italiane: “Domenica andiamo in chiesa, a messa,insieme ai cattolici”. Dall’altra le porte spalancate dei vescovi, delle autorità e dei giornali cattolici: “Un gesto enorme” lo definisce la Conferenza episcopale italiana.”

Il gesto non smuoverà la ferocia del Califfo, al contrario la renderà trionfante. Le condanne di Al Baghdadi contro gli “ipocriti” saranno confermate agli occhi di quella parte del mondo islamico nel suo complesso, e nei paesi arabi in particolare, che non fa differenza fra secoli di politica estera degli stati europei e la cristianità delle cittadinanze.

A monte di questa iniziativa c’è la rimozione dell’incommensurabile divergenza fra l’ortodossia islamica e quella cristiana che sostiene la divinità di Gesù, la morte in croce del suo corpo fisico, lo scopo della sua venuta in funzione salvifica del genere umano gravato dal peccato originale .
L’islam non accetta l’espressione “figlio di Dio”: Gesù è il profeta che tornerà alla fine dei tempi, non il redentore da un peccato che appartiene ad Adamo ma non ai suoi discendenti, e Dio ne permise la crocifissione ma non la morte.

Sono queste le barriere invalicabili fra le due teologie, certamente non altre regole di culto, di condotta sociale o alimentari. Sono queste divergenze basilari a rendere del tutto “mondano”  sia l’appello sia la soddisfatta accettazione  di questo ingresso in chiesa nel momento della messa. Ossia durante il rito in cui avviene la transustanziazione, cui i Cristiani credono e che i musulmani rifiutano.

Vedere
Il rapporto Islam e Cristianesimo, pilastro di 1400 anni di storia

L’incontro/ Punti di contrasto teologico/ Universalismi a confronto/ Contrasto politico e “Guerra Santa”/ Il “Fanatismo” e le annotazioni di Antonio Gramsci/
I rapporti dopo il Concilio Vaticano II

Ciò che nel vissuto oggi accomuna masse di musulmani e di cristiani è la paura di vivere la diversità. Si usa da entrambi i versanti la parola integrazione con una premessa taciuta, poiché ciò a cui si mira è una “conversione” all’omogeneità attraverso la rinuncia delle proprie specificità. Sono efficaci per dimostrare rispettosa convivenza religiosa in una società libera e democratica le manifestazioni in comune con i propri simboli e il dialogo di preti e imam.

Sono un segnale di cedimento al quieto vivere le rimozioni dei propri fondamenti religiosi per l’esibizione moda-religione-hijab-crocedi una religiosità fatta di segni esteriori.
Spesso lasciati agli stilisti, si tratti della forma dell’ hijab in testa o di una croce ornamentale.

Ci si può domandare se la “moderazione” che si esige a gran voce dai musulmani europei, le pressioni e le minacce perché condannino l’Isis che ogni giorno ci sputa in faccia minacce e sangue, il delineare per filo e per segno i dogmi di un “Islam compatibile con l’Europa” non siano che la spia d’un ostinato restar fermi, riottosi allo sguardo onesto su come siamo e in cosa crediamo. Ci appare ovvio che coloro che arrivano in Europa compiano una metamorfosi, adottino gli stessi slogan e militino per diritti settoriali, noncuranti che i nostri paesi calpestano in altri continenti  diritti reali e di portata generale. Si esige senza nemmeno rendersene conto la “conversione” alle nostre favole, in cambio del lavoro che viene loro concesso di esercitare.

E’ quel che si comprende leggendo Michel Houellebecque che ha osato guardare dentro la pigrizia spirituale degli Europei che attira al medesimo neghittoso Nulla gli immigrati.
E’ simile alla piqûre di cui parlava Oriana Fallaci in Niente e così sia a proposito della conversione allo stile di vita americano fatto di promesse di felicità, libertà, salute, protezione, sesso e tanta tanta plastica.
Ora agli immigrati l’Europa offre tanto usa e getta in più, e se essi si convincono che è una via alla felicità, anche l’Europa ne è rassicurata nel suo mito di faro della civiltà.  Effetti negativi?

« Uno. Uno solo. »

« Quale? »

« Impedisce di pensare. E quindi di ribellarsi, battersi. Che è poi la medesima cosa. »

 

Google+

 

Annunci
11 commenti leave one →
  1. Marc permalink
    30 luglio 2016 8:32 pm

    Ma certo…. esibizioni patetiche

    Mi piace

  2. Eli permalink
    30 luglio 2016 8:44 pm

    Complimenti per l’articolo , lucidissimo.
    quest’alttro fa capire come questo muovere il corpo per manifestare la contrarietà subisce l’influenza del metodo dell ‘Isis.
    http://arabpress.eu/corpo-arma-guerra-musulmani/74659/

    Mi piace

    • 30 luglio 2016 8:45 pm

      Grazie dell’articolo, è molto interessante, anche per la fonte .

      Mi piace

  3. 30 luglio 2016 9:02 pm

    No, stavolta proprio non sono d’accordo, La questione non è “centrifugare” le religioni od omogeneizzare le identità, ma permettere che queste rimangano comunque in relazione, senza confonderle ma nemmeno, per questo, dedurre l’inevitabilità dello scontro di civiltà.
    Certo che l’Isis “ci sputa in faccia” sangue ed odio: ma o pensiamo che l’Isis rappresenti tutto l’Islam, oppure, se così non è, dobbiamo mantenerci attenti alle differenze.
    Certo che le 2 teologie (islamica e cristiana) non sono conciliabili: ma questo non vuol dire che allora ci si debba fare la guerra per forza. Esiste anche il rispetto nelle differenze.

    Tra le altre cose non credo che i musulmani accederanno alle chiese durante il momento della consacrazione del pane: mi sembra che in realtà essi stessi abbiano parlato di un saluto all’inizio della messa…
    Io ho trovato invece sorprendente che in Francia alcuni preti abbiano potuto accedere a delle moschee: per me, in Sudan, dove ho vissuto per 2 anni (a Khartoum) , non è mai stato possibile…
    Quindi forse, in realtà, anche l’Islam sta cambiando.

    Mi piace

    • 30 luglio 2016 11:48 pm

      Vorrei chiarire che questo “Certo che le 2 teologie (islamica e cristiana) non sono conciliabili: ma questo non vuol dire che allora ci si debba fare la guerra per forza. Esiste anche il rispetto nelle differenze.” è esattamente il mio pensiero chiaramente espresso. Rispettare le differenze è diverso dal confemare le credenze altrui come sarebbe assistere a un rito della celebrazione della divinità di Gesù cui i musulmani non credono.
      Una delle offese più comuni che si fa all’islam è vederlo come un blocco uniforme, anzichè come il cristianesimo molto segnato localmente (ti rimando all’articolo di Marco Arnaboldi qui ripubblicato qualche giorno fa) infatti io posso dire di aver visitato molte moschee nei paesi arabi, accompagnata da musulmani locali. Anche se l’avessi fatto durante la preghiera del venerdì sarebbe stato molto diverso dal caso del musulmano che assiste alla messa, perchè appunto… una semplice preghiera, non un mistero della fede come la trasformazione dell’ostia.

      Mi piace

      • 31 luglio 2016 10:06 am

        Sono contento che condividiamo: a volte temo di essere troppo ottimista, o “buonista” come dicono i più rigidi anti-islamici.
        In realtà l’Islam, per l’esperienza che ne ho fatto personalmente, e che tu mi sembri confermare, è talmente complesso nelle sue forme che non è sintetizzabile in una sola, né è semplificabile come molti (suoi nemici) vorrebbero fare.
        Ciò non mi porta nè ad attaccare l’Islam, né a pensare che sia tutto “buono”: ma a dire il vero questo vale anche per molti cristiani cattolici.
        Per quanto riguarda le moschee io non ho potuto mai accedere (in Sudan) perchè avrei dovuto fare le abluzioni e le preghiere rituali che le accompagnano: ma non essendo musulmano non avrei potuto farlo. Questo almeno mi dicevano gli amici Sudanesi musulmani: vero sì o vero no, io all’epoca mi fidai (parlo degli anni 2006-2008).
        Devo aggiungere che aldilà di alcune rigidità formali che spesso ho riscontrato nei musulmani conosciuti, non ho mai avuto problemi di rispetto da parte loro verso la mia fede: anzi il contrario.
        E ricordo anche una processione delle Palme, in pieno centro di Khartoum, capitale di uno Stato della Lega Araba, in cui vigeva la Shariia: a riprova che la convivenza è possibile…
        Grazie dei tuoi spunti: sono molto utili!

        Liked by 1 persona

        • 31 luglio 2016 10:39 am

          Grazie a te, e molte, per l’attenzione. E’ bello essere concordi… 🙂

          Mi piace

  4. gino permalink
    31 luglio 2016 4:56 pm

    sono proprio d’accordo con Mcc43. Secondo me è importante la presa di distanza dell’Islam, in tutte le sue diversità, dal terrorismo: non vai in paradiso se uccidi, vai all’inferno. Questo gigantesco complesso di Edipo che prende i giovani oggi, non solo gli Islamici, che permette ideologicamente di uccidere i padri, va isolato per quello che è: una guerra che dobbiamo vincere. Ai tempi delle Br, fatte le dovute differenze, la sinistra italiana lo ha fatto: anche quel terrorismo era molto torbido.

    Mi piace

    • 31 luglio 2016 5:51 pm

      E’ interessante l’introduzione del concetto di uccisione del padre, c’è da studiarci sopra un bel pò, ci penso da tempo e in modo più ampio che riguardo al fenomeno terroristico. C’è perfino da supporre un “suicidio” dei padri, o perlomeno una abdicazione al loro ruolo come altro pilastro che col materno regge l’evoluzione psicologica delle generazioni.
      Se neriparlerà …. tôt ou tard

      Mi piace

      • gino permalink
        1 agosto 2016 5:05 pm

        E’ così: il suicidio dei padri e delle madri è incominciato quando per paura di non essere abbastanza amati o perchè troppo occupati per badare ai nostri figli, abbiamo incominciato a dire sempre di sì. Mi includo nel gruppo pur non avendo avuto figli, il complesso di Edipo ci riguarda proprio tutti.

        Mi piace

        • 1 agosto 2016 5:13 pm

          E’ proprio così, si è voluto essere “amici”. Un rapporto disimpegnato e leggero…

          Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Schnippelboy

Ein Tagebuch unserer Alltagsküche-Leicht nachkochbar

zeitderreife

Meine Bilder, Gedanken und Emotionen

FirstOneThrough

Israel Analysis

Moulahazat

A Lebanese Political Blog

cor-pus 15

sogna la vita, mentre la vivi, intatta.

Capitan Daddy

Daddy & SuperHero

Strinature di saggezza

Malleus Rudĭum

Raimondo Bolletta

raccontare e riflettere

Hic Rhodus

Rivista di argomenti e logica civile

Blog di Luigi Cocola

Per un nuovo Risorgimento

In Gaza

and beyond

FONTANA STEFANO BLOG

In base agli art. 21 e 24 della Costituzione Italiana su questo blog parlo di Società, Mafie, Sicurezza, Serrature, Locksmiting, Conoscere l'arte della persuasione per non credere e non cascare nelle frodi, nell'azzardo e nelle dipendenze. Antifraud, Antifrode, Addiction, Dipendenze, Azzardo, Gamble.

Brave New Libya

Writings from Benghazi, the spark that started it all

I racconti di Riccardo Bianco

Non arrenderti... Un giorno sarai Re

pierluigi fagan | complessità

"Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza." (I. Kant)

Global Justice in the 21st Century

commentary on global issues

Uomini Beta

« L'uomo comprende il mondo un po' alla volta e poi muore » Sàndor Márai, Le braci

fotografia najwidoczniej realna

Wszystko, co nie pozwala przejść obojętnie...

L' essenziale e' invisibile agli occhi

" Emancipate yourselves from mental slavery .. None but ourselves can free our minds. "

Divagazioni

Pensieri, articoli, lettere, Interviste, dossier, foto, audio, video e altri documenti su tutto e su niente in particolare. Elucubrazioni di una mente (di)vagante

Cor-pus

perché vivere la vita se basta sognarla? - QUESTO BLOG PUO` NUOCERE GRAVEMENTE ALLA SALUTE DEI FANATICI DI QUALUNQUE TIPO. SE RITIENI DI POTER ESSERE OFFESO DALLA CRITICA APERTA AD OGNI TIPO DI POTERE, DI RELIGIONE O DI IDEOLOGIA DOGMATICA ASTIENITI DAL LEGGERLO, ma rispetta la liberta` di chi invece non ne ha paura, lasciando che se lo legga in pace, e se hai un Dio, vai sereno con lui, fratello.

News of the World

news from all the world

passoinindia

Passi ... per avere nuovi occhi ... (Cultura, Storia, Spirtualità & Viaggi in India) (Travel, Culture & Spiritual experience about India). Blog del Tour Operator PassoinIndia www.passoinindia.com per i tuoi viaggi in Oriente.

LA LENTE DI UNA CRONISTA

Considerazioni e riflessioni per vaccinarsi dall'indifferenza

Jung Italia

Blog di Psicologia Analitica e Moderna

azelin.wordpress.com/

A clearinghouse for jihādī primary source material, original analysis, and translation service

AFFAIRES FAMILIALES &_DROITS_DES_ENFANTS

EXCLUSION PARENTALE et ALIENATION PARENTALE - Maltraitance_psychologique - Enfant-otage / Enfant-soldat http://affairesfamiliales.wordpress.com

/ ca gi zero /

Sometimes here, sometimes not

Gli anziani raccontano

Il solo modo per non morire giovane è diventar vecchio (G. B. Shaw)

Dully Pepper24H

Arte pelo Amor, Arte pelo Mundo, Arte pela Paz!

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

I tesori di Amleta

il mio mondo diverso

zeroconsensus

Cuore, batti la battaglia!

Magik World

"Non bisogna vedere per credere, ma credere per vedere"

Opinionista per caso Viola

Io amo L'Italia ,io amo L'Albania, io amo L'Europa e il mondo intero.. .siamo tutti di passaggio in questo pianeta,quindi non bisogna essere egoisti,avidi,ma bisogna essere generosi con chi è meno fortunato di noi...io dono serenità se non ho cose materiali da offrire...basta anche un sorriso ...

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Mauro Poggi

Fotografie e quant'altro

QUAND LE VILLAGE SE REVEILLE

"Quand le village se réveille" est un projet de collecte et de diffusion de traditions et de la culture malienne à travers des images, des audios, des vidéos, et textes et des témoignages des sages: la culture malienne à la portée de tous à travers les TIC.

Occupied Palestine | فلسطين

Blogging 4 Human Rights & Liberation of Palestine! فلسطين

laFiam

for a realm of consciousness and responsibility

speraben

il blog di angelo orlando meloni

oichebelcastello

migliorare il proprio paese e non solo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: