Skip to content

Libia oggi: molti poteri, nessun potere centrale

13 ottobre 2016
tags: ,

mcc43

Che il governo “di accordo nazionale”, varato il 17 dicembre dell’anno scorso in Marocco, fosse per l’insieme dei libici una creatura aliena, imposta dall’estero attraverso l’Onu, era chiaro. L’articolo “Libia: i giochi di prestigio dell’Onu”  illustrava tutte le riserve dei rappresentanti libici, costretti a firmare il documento che lo istituiva.

Le Istituzioni in divenire/ I due Governi/
Misurata contro l’Isis/ L’Islamismo e… che cosa?

***

Le Istituzioni in divenire 

 

Le nuove istituzioni previste dal documento firmato a Skhirat sono o, per meglio dire, sarebbero,
– il Parlamento, identificato con l’ HOR, Camera dei rappresentanti, insediato a Tobruk. E’ riconosciuto internazionalmente ma dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale di Tripoli, anche a seguito dell’abbandono della capitale immediatamente dopo le elezioni del giugno 2014.
– il Consiglio di Stato, SC. E’ composto dai 145 membri del Congresso Generale, GNC, ovvero il parlamento di  Tripoli auto-riconvocato dopo la migrazione a Tobruk dei nuovi eletti. 
–  il Consiglio presidenziale, PC. Si compone di nove membri scelti da Fayez al-Serraj che è a capo del Governo di Accordo Nazionale, GNA, istituito a Skhirat.

La legalità, perlomeno formale, esige l’approvazione dell’ HOR e,  detto esplicitamente o meno, anche del GNC di Tripoli. Qual è la situazione a un anno di distanza?

 I due governi 

Serraj e la sua compagine (inizialmente di 32, ridotta poi a 18) per alcuni mesi rimasero in Tunisia. In marzo, a seguito delle pressioni dell’Onu e della posizione conciliante assunta dai politici di Tripoli, il GNA potè insediarsi finalmente nella capitale.
In marzo, infatti,  il Governo di Salvezza nazionale espresso dal GNC tripolino aveva rassegnato le dimissioni, implicitamente indicando di accettare la nuova organizzazione dei poteri e il GNA.
Da Tobruk, al contrario, Il GNA ha incassato due votazioni di sfiducia, in gennaio e in agosto. 

libya-libia-serraj-kobler

Ottobre: meeting Kobler e Serraj a Tripoli

Nonostante l’attivismo ONU, prima con Bernardino Leon, poi con il più energico Martin Kobler, di fatto in Libia continuano ad esistere due governi, poiché quello espresso dall’assemblea di Tobruk e guidato da Abdullah Al-Thinni non ha rassegnato le dimissioni. Osserviamo che a rigor di logica, essendo stato votato dal parlamento internazionalmente riconosciuto,  quello di Al-Thinni è l’unico governo legale, sebbene non eserciti alcuna autorità sulla Tripolitania e sulla capitale.

A Tripoli il governo di Serraj risiede sotto la protezione della Guardia Presidenziale, un corpo  militare istituito modificando il nome  di Fajr Libia, o Libya Dawn, la milizia di Misurata presente a Tripoli dopo aver avuto la meglio sulla milizia della tribù Zentan.

Misurata contro l’Isis

Di Misurata è anche il vicepresidente del Consiglio Presidenziale, Ahmed Maitiq, di Misurata è anche  Abdulrahman Sewehli, capo del Consiglio di Stato, una figura potente e rispettata, riconosciuta simbolo della rivolta del 17 febbraio 2011 contro Gheddafi, sotto il cui regime aveva patito la prigionia, senza mai tradire nella sua intera carriera politica – dicono gli abitanti – gli interessi della città. 
E’ evidente che Misurata, già grande protagonista della rivoluzione, emerge come centro di potere reale e suscita la diffidenza,  nonché i voti contrari a Serraj, da parte di Tobruk, nonostante la città abbia alcuni parlamentari eletti nell’assemblea.  

La situazione confusa delle incompiute istituzioni accresce il potere delle formazioni armate; quelle più o meno regolari  che si rifanno a città e tribù, e l’autoproclamato Esercito Nazionale libico, LNA, che al comando del generale Khalifa Haftar combatte, in accordo approssimativo con l’ HOR, i jihadisti a Bengasi  e anche l’Isis a Sirte, per lo meno nella misura necessaria a impedire allo Stato Islamico il controllo dei terminali petroliferi. 

Ma è proprio la città di Misurata a opporsi efficacemente e con grande sacrificio all’Isis e ad averne ridotto la presenza da migliaia di combattenti a poche centinaia, certo assistita in questo dai 170 raid americani in due mesi, pagando un tributo di 3000 feriti e 550 morti. 
Ora, scrive Amedeo Ricucci “l’Isis ha dovuto rinunciare alla sua “terza” capitale (dopo Raqqa e Mosul c’era, appunto, Sirte), ha già spostato il suo baricentro d’azione, se pur ridimensionandolo, verso le aree interne della Libia, dove gode per ora della protezione delle tribù più refrattarie al nuovo corso istituito in Libia con la Rivoluzione del 17 febbraio, e verso il confine con la Tunisia, nell’area di Ben Guerdane e ancora più a sud.”    

Islamismo e … che cosa?

E’ abitudine mediatica contrapporre l’islamismo a un indefinito pensiero maggioritario della popolazione. I confini dell’islamismo sono incerti, di laicismo libico non si può parlare, le lealtà si articolano attraverso le appartenenze tribali e i legami internazionali.

Per esempio, gioca a sfavore del Generale – di recente promosso, non chiaro da chi a Feldmaresciallo – Haftar la provenienza da una tribù di secondaria importanza. Forse non è estranea a questa circostanza l’avversione che intercorre fra il neo Feldmaresciallo e il Gran Mufti Sadeq al-Ghariani di Tripoli, Salafita.
Ghariani lo ha definito un nemico peggiore dell’Isis e parteggia per i radicali di Ansar al-Sharia che a Bengasi Haftar combatte.  Improbabile che il Mufti approvi l’intenzione del generale di accettare aiuti militari da chiunque, anche dalla Russia, tuttavia Ghariani alle elezioni del 2012 aveva invitato a votare per il filo americano Mahmoud Jibril. Ha sempre sostenuto la milizia di Misurata, ma si è scontrato con il maggiorente della città, il già citato Abdulrahman Sewehli.
Riporto la risposta di un cittadino di Misurata al quale ho chiesto di riassumere l’atteggiamento prevalente nella città nei confronti del Mufti ” We look to him only as a sheikh , spirit preacher , not politic”; lo ascoltano se parla di religione, non se ne curano se parla di politica, eppure Misrata è considerata una città dove prevale la tendenza islamista.

Anche il presidente dell’HOR, Agheela Saleh, e Sewehli che, ricordiamo è membro del Consiglio di Stato, si contrappongono. Mentre Sewehli inclina verso l’Islamismo, Saleh cerca di limitare o addirittura impedire l’influenza degli islamisti sulla politica libica, ma è dubbio accreditargli l’intenzione di separare la sfera politica da quella religiosa, visti i suoi buoni rapporti con l’Arabia Saudita.

Come si vede, cercare di individuare le demarcazioni politiche nell’atteggiamento verso l’Islam non conduce a processi lineari, ma a schieramenti che risentono di appartenenze tribali, di antiche inimicizie cittadine e a una mai sopita inimicizia fra la Cirenaica e la Tripolitania.
Interrogato a questo proposito il corrispondente di Misurata si esprime così “L’est odia l’ovest da prima di Gheddafi, è una sensibilità etnica. Tuttavia l’ovest ama l’est. Però l’est non ha  una linea, non ha principi, solo sempre lamentele”

Questa è la variabile umana, cui si deve aggiungere la diversa sensibilità del sud libico, dove le etnie contano ancor di più e dove antiche sono le giustificate rimostranze per il ritardo nello sviluppo. Non sembra che gli attori internazionali tengano conto  di questo fattore umano non conciliato che solo il rais Gheddafi faceva apparire un paese unito (*1). Quale fiducia possono avere gli abitanti del Fezzan in Serraj: un tripolino di famiglia filo-monarchica, primo ministro imposto dall’estero che finora, a quanto si è potuto leggere nei media, ha ottenuto solo l’assenso del Consiglio delle tribù Tuareg ?
Per quel che si può comprendere dai social media, il Fezzan guarda con favore al parlamento di Tobruk ed è dall’est libico che arrivano aiuti economici:

Mentre dalla “creatura” dell’ONU, il GNA, arrivano voli militari che sganciano ordigni

 

 

(*1) Anche un esperto osservatore come Mattia Toaldo, di European Council on Foreign Relations, nella sua ultima analisi  sulla Libia non fa cenno alcuno al sud del paese.

Google+

Annunci
6 commenti leave one →
  1. 13 ottobre 2016 9:14 pm

    lavoro eroico, da entomologa, se mi passi la metafora che non vuole offendere i libici.

    ma forse la Libia non esiste?

    dopotutto l’abbiamo inventata noi italiani…

    Mi piace

    • 13 ottobre 2016 9:39 pm

      Grazie…. che dire, sono contenta sia tutto in ordine nell’articolo, come nel salotto quando arriva inatteso l’ospite gradito 🙂

      Penso che hai ragione, LA Libia non c’è,
      proponessero subito una federazione di tre, o di 4 contando gli Amazigh del nord che mordevano il freno sotto Gheddafi, forse si eviterebbero molti conflitti e spaccature inconciliabili.

      Mi piace

      • 14 ottobre 2016 6:52 pm

        insomma, la Cirenaica e` di origine greca e la Tripolitania fenicia e poi cartaginese.

        non mi pare poi che nella storia la Libia sia mai stata un’unica entita` statale fino al 1934, con l’unione della Tripolitania e della Cirenaica, a 23 anni dalla conquista coloniale italiana.

        insomma un’invenzione fascista italiana senza radici storiche.

        se fosse questa la causa vera del problema?

        a volte certe cose sono troppo ovvie per notarle.

        e a chi conviene mantenere in piedi un’;unione tanto artificiosa?

        la risposta e` facile: al colonialismo che l’ha inventata…

        ciao: leggo sempre, anche se commenyo poco… 😉

        Mi piace

        • 14 ottobre 2016 7:16 pm

          E’ ben possibile che sia così, e probabilmente riconoscerlo non conviene, o meglio converrebbe solo ai libici specie se qualcuno volesse condurre una vera mediazione , prima di tutto economica.
          Sui commenti… in compenso vengo io a commentare da te come ospite fisso, direi 🙂 Grazie, buona serata

          Mi piace

  2. 13 ottobre 2016 10:10 pm

    Che confusione! Non l’articolo…ma questo stato 😱

    Mi piace

    • 13 ottobre 2016 10:33 pm

      Anche quelli, come i Palestinesi, hanno la pazienza di Giobbe!!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Schnippelboy

Ein Tagebuch unserer Alltagsküche-Leicht nachkochbar

zeitderreife

Meine Bilder, Gedanken und Emotionen

FirstOneThrough

Israel Analysis

Moulahazat

A Lebanese Political Blog

cor-pus 15

sogna la vita, mentre la vivi, intatta.

Capitan Daddy

Daddy & SuperHero

Strinature di saggezza

Malleus Rudĭum

Raimondo Bolletta

raccontare e riflettere

Hic Rhodus

Rivista di argomenti e logica civile

Blog di Luigi Cocola

Per un nuovo Risorgimento

In Gaza

and beyond

FONTANA STEFANO BLOG

In base agli art. 21 e 24 della Costituzione Italiana su questo blog parlo di Società, Mafie, Sicurezza, Serrature, Locksmiting, Conoscere l'arte della persuasione per non credere e non cascare nelle frodi, nell'azzardo e nelle dipendenze. Antifraud, Antifrode, Addiction, Dipendenze, Azzardo, Gamble.

Brave New Libya

Writings from Benghazi, the spark that started it all

I racconti di Riccardo Bianco

Non arrenderti... Un giorno sarai Re

pierluigi fagan | complessità

"Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza." (I. Kant)

Global Justice in the 21st Century

commentary on global issues

Uomini Beta

« L'uomo comprende il mondo un po' alla volta e poi muore » Sàndor Márai, Le braci

fotografia najwidoczniej realna

Wszystko, co nie pozwala przejść obojętnie...

L' essenziale e' invisibile agli occhi

" Emancipate yourselves from mental slavery .. None but ourselves can free our minds. "

Divagazioni

Pensieri, articoli, lettere, Interviste, dossier, foto, audio, video e altri documenti su tutto e su niente in particolare. Elucubrazioni di una mente (di)vagante

Cor-pus

perché vivere la vita se basta sognarla? - QUESTO BLOG PUO` NUOCERE GRAVEMENTE ALLA SALUTE DEI FANATICI DI QUALUNQUE TIPO. SE RITIENI DI POTER ESSERE OFFESO DALLA CRITICA APERTA AD OGNI TIPO DI POTERE, DI RELIGIONE O DI IDEOLOGIA DOGMATICA ASTIENITI DAL LEGGERLO, ma rispetta la liberta` di chi invece non ne ha paura, lasciando che se lo legga in pace, e se hai un Dio, vai sereno con lui, fratello.

News of the World

news from all the world

passoinindia

Passi ... per avere nuovi occhi ... (Cultura, Storia, Spirtualità & Viaggi in India) (Travel, Culture & Spiritual experience about India). Blog del Tour Operator PassoinIndia www.passoinindia.com per i tuoi viaggi in Oriente.

LA LENTE DI UNA CRONISTA

Considerazioni e riflessioni per vaccinarsi dall'indifferenza

Jung Italia

Blog di Psicologia Analitica e Moderna

azelin.wordpress.com/

A clearinghouse for jihādī primary source material, original analysis, and translation service

AFFAIRES FAMILIALES &_DROITS_DES_ENFANTS

EXCLUSION PARENTALE et ALIENATION PARENTALE - Maltraitance_psychologique - Enfant-otage / Enfant-soldat http://affairesfamiliales.wordpress.com

/ ca gi zero /

Sometimes here, sometimes not

Gli anziani raccontano

Il solo modo per non morire giovane è diventar vecchio (G. B. Shaw)

Dully Pepper24H

Arte pelo Amor, Arte pelo Mundo, Arte pela Paz!

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

I tesori di Amleta

il mio mondo diverso

zeroconsensus

Cuore, batti la battaglia!

Magik World

"Non bisogna vedere per credere, ma credere per vedere"

Opinionista per caso Viola

Io amo L'Italia ,io amo L'Albania, io amo L'Europa e il mondo intero.. .siamo tutti di passaggio in questo pianeta,quindi non bisogna essere egoisti,avidi,ma bisogna essere generosi con chi è meno fortunato di noi...io dono serenità se non ho cose materiali da offrire...basta anche un sorriso ...

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Mauro Poggi

Fotografie e quant'altro

QUAND LE VILLAGE SE REVEILLE

"Quand le village se réveille" est un projet de collecte et de diffusion de traditions et de la culture malienne à travers des images, des audios, des vidéos, et textes et des témoignages des sages: la culture malienne à la portée de tous à travers les TIC.

Occupied Palestine | فلسطين

Blogging 4 Human Rights & Liberation of Palestine! فلسطين

laFiam

for a realm of consciousness and responsibility

speraben

il blog di angelo orlando meloni

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: