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Guerra di troni. Non più passi di danza fra Sauditi e Qatar

6 giugno 2017

mcc43

Lo scorso dicembre Re Salman dell’Arabia Saudita era in visita a Doha, lo si vide danzare gongolante sul palco accanto a Tamim bin Hamad al-Thani, Emiro del Qatar.

Cinque mesi dopo, esattamente il 5 giugno 2017, con una mossa che sembra improvvisa ma non lo è, quello sfoggio d’amichevole allegria si trasforma in veemente accusa e in ostracismo.
La data segna il giubileo dello scoppio della Guerra dei Sei giorni, quando nel 1967, in meno di una settimana Israele prendeva la penisola del Sinai e la Striscia di Gaza all’Egitto, la Cisgiordania e Gerusalemme Est alla Giordania e le alture del Golan alla Siria.
Proprio in quel giorno che ricorda la vittoria israeliana e la sconfitta araba, quattro paesi:  Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Barhein dichiarando l’ostracismo al Qatar scavano un’altra palese frattura nel mondo arabo. 
Se il 5 giugno è stato scagliato il fulmine, il borbottio dei tuoni si avvertiva da giorni.
A volte senza troppo rumore dei media, come in aprile quando a Khaled Meshal, che da Doha stava per lanciare il nuovo manifesto politico di Hamas, l’hotel prescelto, di proprietà degli Emirati Arabi Riuniti, negò la location dell’annunciata conferenza.
Poco dopo Trump irrompeva a Riad incaricando i paesi arabi di provvedere a isolare l’Iran e gli estremisti. Perlomeno strambo che questa chiamata alla guerra contro il terrorismo sia venuta proprio da Riad, mentre in America 800 famiglie intentano un’azione legale  contro l’Arabia Saudita per  complicità nell’attacco alle Twin Towers. Ma in quella circostanza all’emiro qatariota Trump aveva lanciato un gagliardo “siamo amici, amici, le nostre relazioni sono buone” 

Al 24 maggio ecco costituito il casus belli, sotto forma di hackeraggio su commissione del sito della Qatar News Agency. Un capolavoro di velocità: a pochi minuti dalla pubblicazione nottetempo di un testo falso fortemente critico contro l’Arabia Saudita e pro Iran,  Al Arabiya TV e Sky News Arabia già riportavano la notizia e nel giro di  20 minuti nella rete era un fiorire di commenti, analisi, implicazioni, interviste a politici ed analisti sveglissimi nel cuor della notte.

paesi-golfo-persico-qatarL’affondo avviene il 5 con un rosario di accuse:  il Qatar ha finanziato tutti i terroristi; non si può lasciare al Qatar di “sabotare la regione”; Il Qatar deve scegliere da che parte sta nei confronti dell’Iran e, con mafiosa assonanza, all’Emiro del Qatar i Sauditi ricordano la fine di Mohamed Morsi.

  • Cosa dicono a Doha? Che le ragioni di questa crisi sono ignote, e riportano che secondo varie fonti una delle ragioni potrebbe essere la volontà di far chiudere l’emittente Al Jazeera, o cambiarne la linea editoriale che l’ha resa una valida alternativa a più grandi network internazionali. 

Ricordando che il Qatar è il paese che accoglie i dirigenti di Hamas, ha un accordo militare con la Turchia, condivide con l’Iran i diritti di esplorazioni marine nel Golfo Persico, è lampante che affondando il Qatar si colpiscono Hamas, I fratelli Musulmani, l’Iran: tutti quelli che Israele considera nemici giurati e, per soprammercato,  anche la Turchia.

Una forte spinta  all’isolamento qatariota viene certamente dal sodalizio Sisi – Re Salman. Da Golpe con tangente: Al Sisi e i paesi del Golfo, un brano del leak di una conversazione di Sisi con i suoi ufficiali nel 2016

” Sisi  taglia corto:  i 10 milioni del Qatar vanno versati all’esercito e saranno per lo stato; altri “spiccioli” serviranno per  completare il budget (quale?) del 2014. Kamil scoppia una risata  He will faint… he will faint . Cadrà svenuto. Ma Sisi non molla Dude, they have money like “rice”! Bello mio, hanno soldi come se fosse riso! A sacchi. Difficile far uscire dai paesi tutti quei soldi, ma si può fare a… rate, servendosi dei loro emissari nel Golfo. L’importante è che il gruzzolo arrivi direttamente inside. In casa.”

Se il Qatar non si fa amare perchè apre malvolentieri i cordoni della borsa, più generosa è l’Arabia Saudita che Sisi ricompenserà cedendogli le due isole del Mar Rosso, con un accordo cui il paese è tuttora ostile.

Di fatto sembra che il discorso di Trump a Riad abbia consegnato all’Arabia Saudita libertà di azione nella regione; generoso era costretto ad essere considerando il contratto concluso per la fornitura di armi, ma la retorica di Trump non andrebbe presa alla lettera, forse questo hanno fatto le capitali arabe alzando troppo il tiro?
Il Qatar è piccolo, ma a Doha ha sede un quartier generale dell’ U.S. Air Forces Central Command (AFCENT); la base militare Al-Udeid permette agli Stati Uniti di controllare le attività militari e commerciali nel Golfo Persico e in particolare Paesi quali Iran, Afghanistan e Siria.
Si sa che le basi militari non si spostano con la facilità di un soprammobile e, di fatto, il paese è sotto la protezione Usa.
Tillerson e Mattis nell’immediato hanno cercato di prendere le distanze dalla sortita del GCC, Consiglio di Cooperazione degli stati del Golfo; poi il tweet, un po’ svagato di Trump 

Vari commentatori gli fanno notare l’assurdità della sua posizione: “Il Presidente, senza alcuna preparazione diplomatica, ha sostenuto una sorta di blocco di  un paese che ospita una delle più grandi basi militari  statunitensi“.

E anche questo va considerato 

Che cosa vogliono i promotori dell’ostracismo al Qatar?
Un cambio di politica? Non sarebbe il modo più accattivante per ottenerlo.
Un cambio di leadership? Allora potrebbe esistere qualche parente – emiro già d’accordo nel rovesciare Tamim bin Hamad al-Thani.
O forse gli sceicchi vogliono spingere Trump a mettere sotto tutela il Qatar, come l’Arabia Saudita ha fatto a suo tempo con il Barhein?

Non so se siano mai esistiti tempi in cui le questioni internazionali erano gestite con rigore logico, ma oggi le linee guida appaiono oscure, insensate, irragionevoli. 

 

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One Comment leave one →
  1. Marc permalink
    7 giugno 2017 12:07 am

    Chiosa : Putin e l’Emiro del Qatar si sono telefonati, hanno chiacchierato di affari e Putin ha confermato che è in favore di una rapida composizione della crisi…. Restano amici, vuol ribadire a Trump 😉
    http://tass.com/politics/950192

    Mi piace

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