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Ogni mattino un Egiziano si sveglia e sa che deve correre più in fretta della povertà…

28 luglio 2017

mcc43

Era la fine del 2016, l’Egitto decise di lasciar fluttuare la moneta, necessario presupposto per ottenere dal Fondo Monetario Internazionale un prestito di  12 miliardi di dollari in tre anni. In un rapporto del Centro Egiziano per i Diritti Economici e Sociali (ECESR) si leggeva che questo avrebbe aumentato il tasso di povertà facendolo lievitare ai livelli più alti nella storia nazionale e che il governo non sembrava preoccupato di quanto ciò avrebbe cambiato la vita dei cittadini. Non solo di quelli a basso reddito. “Sembra che il governo voglia spingere la classe media verso la povertà” concludeva il rapporto.

L’indifferenza dei vertici era confermata dalla contemporanea interruzione della sovvenzione sui prodotti petroliferi, con la prevedibile spinta ulteriore all’aumento dei prezzi in ogni settore. Nell’articolo di questo blog Vivere da egiziani: piccole storie di quotidiano tormento avevamo fotografato la situazione già gravissima del 2015. Torniamo ora ad interpellare lo stesso interlocutore egiziano per conoscere le conseguenze sulla vita delle famiglie, considerando che in Egitto vige per alcuni generi di prima necessità (zucchero, pane, olio) un doppio regime: il mercato a prezzi liberi e un mercato sovvenzionato dallo stato, di cui i cittadini si valgono per acquistarne mensilmente quantità pro-capite limitate, attraverso l’esibizione di una carta magnetica.

-Com’è adesso la situazione per gli acquisti con le “carte sovvenzionate”?
W.M. Presto detto: hanno aumentato il valore degli acquisti mensili a testa  da 18 e 21 pounds e…

-Bene, dunque…
W.M. Ma no…! Ti pare che 3 pounds riescano a coprire l’aumento dei prezzi che lievitano ogni giorno? Tu pensa che in novembre il cambio con un dollaro era a 8 pounds adesso viaggia sui 18 e allora vedi che razza d’inflazione ci hanno regalato. In questo mese c’è stato il secondo aumento della benzina, dopo quello di novembre, del 50 %.

-E hanno anche introdotto l’IVA .
W.M. Giusto! L’aumento del combustibile, dell’acqua, del gas, dell’elettricità… 40% mica pochi spiccioli. E poi delle cure mediche, delle tasse per i servizi amministrativi di circa il 200 %! Già all’inizio del 2017 ci si aspettava che l’inflazione sarebbe arrivata a superare il 30 %, infatti al momento viaggiamo tra 32 e 29% di inflazione. Esattamente un anno fa era al 14 % e già si soffriva, adesso si soffoca…

Renditi conto: da noi il livello della povertà è fissato a 482 pounds al mese, che al cambio di adesso significa circa 25 euro. Siamo 92 milioni di persone e di queste si calcola che 3 su 10 vivano a questo livello o addirittura sotto perché gli stipendi non sono minimamente aumentati.

-Ma io avevo letto che c’è stato un aumento degli stipendi.
W.M. Senti, se l’aumento è stato del 7% ma nello stesso tempo hanno aumentato la trattenuta per il servizio sanitario, prendendo addirittura sei mesi arretrati d’un colpo in busta paga, e se hanno aumentato anche l’imposta sul reddito capisci bene che l’aumento dello stipendio è solo un modo di dire… Tranne che per polizia, esercito, magistratura, loro continuano a beccarsi aumenti e non così piccoli.

– A questo punto mi sembra che i 3 pounds in più sulla carta magnetica siano una beffa.
W.M. Fosse l’unica! Senti questa. La carta sovvenzionata funzionava così: ritirando la quota mensile  a prezzo sovvenzionato l’egiziano pagava la metà del prezzo. Metà lui, metà lo stato per i suoi tre chili di zucchero, per esempio.  Siccome la somma da sborsare diventava sempre più alta, il governo – come è buono, lei direbbe il vostro Fantozzi – ha deciso: tutto gratis! Però, invece di 3 chili ne ritiri solo 1, il resto te lo compri al supermarket a un prezzo che va da 10 pounds in su.
Tutto quello che vuoi comprare, se puoi, lo trovi nei punti vendita dell’esercito. Non ti fa ridere? L’esercito più potente e meglio armato del mondo fa anche produzione e commercio. Puoi avere marmellate, dolci tradizionali, verdure e frutta, carne di gallina e anche il latte per i bambini, e si allarga: adesso fa anche da industria farmaceutica.

egiziani-fanno-acquisti-esercito

Egiziani al punto vendita dell’esercito

-Un momento… se questi sono i prezzi del mercato libero come li affronta un lavoratore? Tanto per avere una idea: quanto prende al mese un operaio, più o meno?
W.M. Diciamo 700 o 800 pounds, ma non pensare all’operaio perché qui i single non sono tanti, pensalo come reddito per una coppia con due figli. Hai forse letto di manifestazioni di protesta, dimostrazioni di malcontento?

-Veramente no, dopo la protesta delle mamme per l’aumento del latte dei neonati, niente. Anzi leggo affermazioni del tipo … dobbiamo pazientare, dobbiamo aver fiducia nel Presidente… Se penso alle invettive contro Morsi in una condizione collettivamente migliore non mi so spiegare questa flemma.
W.M. In parte è stupidità indotta da tutti i canali televisivi allineati con il governo, ma è soprattutto paura di parlare. Non ricordi il fallimento della protesta del Movimento dei Poveri?

-Certo, ne avevo anche scritto nell’articolo Poveri in Egitto: fra Al-Sisi e il Fondo Monetario. Si fa presto a sparire, lo so, da dopo il colpo di stato e se si muore non si viene nemmeno a sapere chi è l’assassino, lo vediamo con Giulio Regeni…
W.M. Quello è un caso famoso, ma spariscono ragazzi che vanno in università, o magari alla moschea… quelli che ancora la frequentano perché Sisi cammina con le scarpe di Nasser e tutto ciò che ha a che fare con la religione è guardato come se fosse nemico dello stato. La paura di finire male rende vigliacchi.
Può succedere, ed è successo che una madre vede suo figlio aggredito in strada e allora si mette a gridare ai passanti di aiutarlo. Beh, devi sapere che nessuno è intervenuto.  Chi erano quelli che l’hanno ammazzato? Teppisti o poliziotti travestiti da teppisti?  Guarda l’articolo di Amnesty, lo dice chiaro: centinaia di studenti, attivisti politici e manifestanti, compresi i bambini, svaniscono senza traccia nelle mani dello stato.

-Lo so, ne abbiamo parlato la volta scorsa, e prima ancora nell’articolo su Karim Hamdi  arrestato illegalmente, torturato e ucciso. E’ triste che Amnesty si pronunci così tardi…
W.M. Un Egiziano comune se non muore, sparisce in qualche prigione segreta e di lui non saprà più niente nessuno. Di Sisi invece sappiamo tanto, ma non dove vive. Lo portano qua e là come gli americani durante la guerra mondiale portavano comici e attrici a divertire le truppe. Infatti il più delle volte lo vediamo tenere i suoi discorsi davanti a platee di ufficiali. Lui arriva in elicottero nelle sedi dove c’è un meeting con capi stranieri o qualcosa da celebrare, stringe mani, sorride alle telecamere, dice qualcosa di confuso così l’ascoltatore può capire quello che preferisce. Poi decolla, ma non si sa dove ha preso casa. Prima del golpe, il presidente Morsi continuava a vivere a casa sua – in affitto, nota bene – e chiunque poteva andare a inscenare proteste sotto le sue finestre, tanto il personale di sicurezza che gli avevano assegnato era come cieco.

-C’è stato un periodo in cui la stampa internazionale sembrava essersi accorta della politica di repressione messa in atto da Sisi, poi tutto è rientrato.
W.M. Dai vostri giornali e tv voi non avete la più pallida idea di chi è quell’uomo, perché nessuno riporta certi suoi deliri. Lui racconta di essere portato in palmo di mano dai leader stranieri, da tutto il mondo della cultura internazionale. Leggi l’articolo di OpenDemocracy  e ti divertirai, dice cose come: Dio mi ha creato medico … un medico in grado di diagnosticare, Lui mi ha creato così, conosco la verità e la vedo. Anche nel mondo adesso, tutti dicono “Ascoltatelo”. Assicura di poter predire il futuro dell’Egitto, secondo i sogni che fa di notte.  Una volta ha raccontato di aver sognato se stesso con un orologio al polso, da quel giorno porta sempre un orologio di quella marca che ha sognato.
Siamo finiti nelle mani di quest’individuo e il futuro dell’Egitto posso immaginarmelo anch’io, senza bisogno di sogni premonitori…

Collaborazione di Wahed Masry

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