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Serraj e Haftar da Macron: una farsa, non un summit

8 agosto 2017
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Questo articolo di  Times of Malta intitolato “A summit pantomine” riassume il ristagno della situazione in Libia, a fronte delle impressioni indotte dai media circa una situazione in via di evoluzione costruttiva.
I rapporti fra i vari attori politici sono congelati al deprecato accordo del 2015 a Skhirat. Vedere La Libia e i giochi di prestigio dell’ONU 

 

Un summit pantomima
di Richard Galustian, analista M.O.

Vediamo di separare i fatti dalla narrativa del vertice per la Libia avvenuto il 25 luglio a Parigi. Un’autentica pantomima che finge “unite” le parti che, invece, in Libia sono in guerra. E’ stata un’illusione ottica, un gioco di prestigio.

In primo luogo, non c’è alcun segno di cessate il fuoco, nonostante il presidente Macron affermi il contrario. Infatti:

–Nel fine settimana 29-30 luglio nell’est libico, ad al-Bayda, manifestanti armati hanno fatto irruzione nella sede dell’Assemblea Costituente (CDA) per bloccare la bozza costituzionale che temevano avrebbe favorito il governo di Tripoli, nonché sbarrato la strada al Maresciallo Khalifa Haftar, impedendogli di concorrere nelle elezioni generali e presidenziali del 2018 – nonostante non sia mai stato confermato che Haftar abbia intenzione di entrare in politica.

–Lunedi 31 luglio in serata molti media internazionali  confermarono la revisione della bozza di costituzione in modo da non impedire a Haftar di presentarsi per la più alta carica nazionale; tuttavia, faccio presente che il testo della nuova Costituzione deve prima essere approvato dalla Camera dei Rappresentanti (HOR), il che è previsto verso la fine di questo mese.

Consideriamo ora il dietro le quinte di Parigi, con Macron nel ruolo di regista. La dichiarazione congiunta del primo ministro Fayez al-Serraj e del generale Haftar alla conferenza stampa verteva su due punti principali. 
Uno: un “cessate il fuoco” a livello nazionale, ad eccezione delle operazioni di “contro terrorismo”. Due: elezioni generali e presidenziali nel 2018. 
Tuttavia, quasi immediatamente dopo il vertice, due agenzie di notizie del Medio Oriente, ugualmente importanti, hanno similmente notificato quella che sembra una politica bastone e carota da parte di Haftar.

–Nel giornale arabo al-Hayat, Haftar ha offerto la carota: la volontà di lavorare con i membri “moderati” della Fratellanza Musulmana, ma nel contempo ha continuato a sottolineare il suo impegno nella lotta a tutti gli estremisti, inclusi membri estremisti della Fratellanza.

–Nel giornale Al-Awsat News, è stata citata una dichiarazione di Haftar secondo il quale non tutto l’accordo di Parigi ha possibilità di essere concretizzato e che lui, Haftar, deve continuare nell’impiego della forza. Credo che questo significhi usare il bastone, contro chiunque egli consideri essere terrorista.

Et voilà … tutto questo è la prova che non si è verificato alcun cessate il fuoco. Infatti non ci sono segnalazioni di cessate il fuoco in nessun giornale, al contrario. Il vertice di Parigi è stata una farsa, una magia, una bugia e una battuta d’arresto verso la pace in Libia.

Su una questione controversa, vale a dire il rilascio dalla prigione del figlio di Gheddafi, ancora richiesto dalla ICC dell’Aia, il quotidiano arabo Alwasat ha scritto che Haftar ha dichiarato: “Accogliamo favorevolmente la partecipazione di Saif Gheddafi a un processo politico. È libero e in una posizione sicura “.  Nel frattempo di Belhadj, ex fondatore della LIFG, un affiliato di Al-Qaeda, è stata citata in Jeune Afrique la dichiarazione: “Macron sbaglia affermando che Haftar e Serraj incarnano la legittimità“. Nessuno può considerare seriamente Belhadj un legittimo contendente per il potere in Libia, essendo un ex terrorista conosciuto a livello mondiale e noto amico di Bin Laden.
Giustapposta alla teatralità di Parigi, credo che la realtà in Libia sia la crescente popolarità non solo di Haftar, ma anche del figlio di Muammar Gheddafi, Saif.

Il Vertice di Parigi è stata la prosecuzione dei quattro anni di fallite chiacchiere dell’ONU  e può essere descritto solo come una cospirazione occidentale contro la gente della Libia.

La prova è questa: la dichiarazione congiunta, un documento a 10 punti di quello che Hafter e Serraj hanno accettato a Parigi, è stata inviata via email per errore dei Francesi, quella mattina prima che i colloqui avessero inizio! 
L’ufficio del governo francese che per errore lo ha comunicato in anticipo ai media ha poi avvisato tutti i media che si trattava solo di un documento di lavoro e che l’accordo sarebbe stato diverso. Ma l’accordo non è stato diverso, è stato esattamente lo stesso. Ergo, è stato scritto prima che entrambi, o uno dei due, avessero messo piede a Parigi.

L’accordo con l’ Italia – Il portavoce della LNA, Libyan National Army, la mattina del 2 agosto, ha dichiarato: “L’invito di Serraj alla marina italiana nelle acque territoriali libiche è sconsiderato e mette in pericolo la sicurezza nazionale della Libia”. Hafter, il 2 agosto, ha ordinato alle navi LNA di distruggere le navi da guerra italiane se entreranno in acque libiche; è stato annunciato in Facebook dall’Ufficio Media di LNA.
Ciò è avvenuto dopo che la Camera dei Rappresentanti di Tobruk ha annunciato con una propria dichiarazione il rifiuto dell’invito fatto da Serraj (nota**), primo ministro di nomina ONU, all’Italia. “Rifiutiamo la richiesta di Serraj all’Italia perchè viola  la sovranità della Libia con il pretesto di combattere l’immigrazione clandestina”, ha dichiarato il portavoce della Camera dei Rappresentanti, Abdullah Belheeq.

Nel frattempo, nonostante questo, il 2 agosto, il Parlamento italiano ha votato per l’invio di una missione navale nelle acque libiche. Ciò ha ispirato la prima risposta pubblica di Saif Gheddafi dalla sua liberazione da Zintan, il quale ha accusato, secondo un media italiano:  l’Italia anela al suo passato fascista”.

Ecco perché, insieme alle successive affermazioni di Serraj e di Haftar, il vertice di Parigi era solo una farsa, una magia, una menzogna e un ritardo verso la pace in Libia.
Quindi la mia domanda principale è quando i paesi con interessi privati ​​smetteranno di interferire negli affari della Libia?
E la mia domanda finale è: perché i media mainstream e i governi occidentali continuano a definire il Vertice di Parigi come un successo, il che non è stando alla realtà dei fatti?

 

(**) I Ministri Alfano e Pinotti nell’udienza congiunta delle Commissioni Senato e Camera hanno dichiarato di aver ricevuto “una lettera” nella quale Serraj chiedeva assistenza tecnica e logistica, ma alla richiesta di esibire il documento, Alfano aveva risposto che, trattandosi di un governo straniero, era sconsigliabile per ragioni di opportunità.

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