mcc43

Si chiude un decennio di insensate ostilità fra Gaza e la West Bank, fra Hamas e Fatah, fra il governo della Striscia e l’ Autorità Palestinese. Inshallah, è bene aggiungere, perché i Palestinesi hanno davanti a sé un percorso assai difficile e l’aiuto che hanno ottenuto, dall’Egitto, per la riconciliazione non è senza prezzi e senza clausole non esplicitate.

  • Era il novembre 2012 e la Palestina veniva accettata all’ONU come stato  osservatore. Molti gioirono, altrettanti svalutarono l’evento come un inutile contentino.
  • Era il 2014 e Fatah e Hamas si incontrarono e dichiararono di considerare la riconciliazione una priorità assoluta, ma pochi osservatori credettero che sarebbero seguiti dei fatti. E Nasce il Governo di Unità nazionale, che presto conoscerà una crisi.
  • Era il 2016 quando si tenne il grande congresso di Fatah in cui Abbas e Khaled Meshal di Hamas dialogarono a distanza “Non presente al Congresso, Meshaal ha affidato al  suo portavoce l’assicurazione “Siamo partner nel nostro paese, nella nostra lotta, nella nostra causa e nelle decisioni, siamo pronti per tutte le esigenze che ne conseguono” nella fiducia che il Congresso rafforzerà l’unità nazionale ha precisato.  Tale congresso venne trattato dai più come una mossa di Abbas per rafforzare il suo potere.
  • E’ Ottobre 2017 e il Primo Ministro dell’Autorità Palestinese Rami Habdallah convoca la riunione del Governo di Unità a Gaza. E’ la resurrezione del governo del 2014.
    cabinet-gaza-reconciliation  “Le  questioni amministrative straordinarie, inclusa la questione dei dipendenti pubblici, verranno affrontate gradualmente nel quadro dell’accordo del Cairo del 2014 “all’interno delle risorse disponibili”.

    Siamo qui per chiudere e per sempre la pagina della divisione e dirigere il nostro progetto nazionale sulla strada giusta, per porre fine all’occupazione israeliana, secondo il diritto internazionale e le risoluzioni delle Nazioni Unite”. Il PM è stato molto concreto: la riconciliazione obbligherà anche i donatori a rispettare le promesse che hanno fatto nel 2014 al Cairo per la ricostruzione della Striscia di Gaza dopo la guerra devastante condotta da Israele.

    Sarebbe una notizia da prima pagina e gran clamore. Non è così, grazie all’appoggio che Israele gode nei media?  Non è così nemmeno fra i supporter dei Palestinesi: Gaza gode di simpatie enormi, purtroppo anche faziose, che equiparano l’azione dell’AP a connivenza con l’occupante dei Territori della West Bank.
    Come aveva affermato Gideon Levy, i Palestinesi sono un popolo paziente e questa pazienza, per chi ha poco potere, un forte nemico, molti amici, ma anche molti finti amici il cui sostegno è una maschera dell’antisemitismo, è la più grande ricchezza.
    Oggi si deve gioire, pur sapendo che fuori da quella sala molte trame vengono tessute, e ai Palestinesi in Palestina e della Diaspora si deve soltanto augurare, Buona Fortuna. 

 


Vedere Report di Maan News  http://www.maannews.com/Content.aspx?id=779256

Google+