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“Come capitale prendetevi ABU DIS invece di Gerusalemme”. Così avrebbe detto il principe Mohamed Bin Salman d’Arabia Saudita a Mahmoud Abbas, dandogli due mesi di tempo per decidere e lasciandolo, si suppone, impietrito. “Di nuovo?” avrà pensato, perché quella che sembra una sortita strampalata, probabilmente uno dei fake che ultimamente abbondano, è un’ insinuazione ormai quasi ventennale.

Abu Dis o Abu Deis (Arabo أبو ديس‎) è un villaggio confinante con Gerusalemme. Secondo un accordo del 1995 fa parte dell’ “Area B”, ovvero sotto controllo “congiunto” israeliano e palestinese; il Palestinian Central Bureau of Statistics (PCBS) Abu nel 2016 gli attribuisce 12.600 abitanti!

E’ il 2000: Bill Clinton compie l’estremo tentativo di porre fine al conflitto israelo-palestinese. Il Guardian scrive:

“La richiesta di entrambe le parti di avere Gerusalemme come loro capitale fu affrontata proponendo di stabilire una capitale palestinese all’esterno, ma vicino al confine della città, probabilmente ad Abu Dis. Questo sarebbe noto come “al-Quds”, il nome arabo di Gerusalemme.”

Non è farina del sacco di Clinton; nel maggio precedente, scrive la BBC, tale  proposta era stata presentata da Israele. Ehud Barak, al tempo Primo Ministro, aveva trionfalmente assicurato che lo scambio di territori: non è questione di “se”, ma di “quando”!

Gli Evangelici americani sono da sempre sostenitori del possesso pieno di Gerusalemme da parte degli Ebrei, poiché vedono in questo un “segno” della seconda venuta di Gesù Cristo sulla Terra. Avevano dunque ripreso la notizia, perfino corredandola di una mappa. E’ evidenziato il territorio che Israele dovrebbe inglobare perché la profezia messianica non sia vana.

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Falliti i negoziati del 2000-2001, l’Economist riprende l’anno seguente la questione di una capitale palestinese a Abu Dis, scarica Israele della sconfitta patita descrivendolo in atteggiamento possibilista: all’ipotesi “gli Israeliani non obiettano” !

Siamo ai giorni nostri. Un Canale tv di Israele riporta una notizia e  immediatamente viene ripresa dal media di Dubai, Al Arabya che scrive: durante un’ improvvisa visita a Riyadh

a Abu Mazen  fu detto di “accettare il piano di pace di Trump o dimettersi”, hanno riportato i media israeliani, e anche di evitare qualsiasi rapporto con l’Iran a seguito delle tensioni crescenti tra i due paesi.

Il Times si abbevera alla stessa fonte, ma si salva aggiungendo che mancano i dettagli avendo il Principe Mohamed Bin Salman imposto la censura.

Qui sotto i  link agli articoli che ricostruiscono la storia di questo psyop, ora nuovamente funzionale a irritare i Palestinesi e fomentare ribellioni atte a mostrare che lo stato di  Israele “è minacciato”. Una versione che può far comodo al Primo Ministro, ma peggiora il vivere quotidiano di Israeliani e Palestinesi. 

Riferimenti:

https://www.middleeastmonitor.com/20171206-saudi-offers-abu-dis-as-future-capital-of-palestine/

http://tinyurl.com/y7h9xwhl

http://tinyurl.com/y8pf84bw

http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/740926.stm

http://iris.org.il/divided_jerusalem.htm

http://www.economist.com/node/1077422

http://tinyurl.com/yawfebrq

http://tinyurl.com/y9tdahpx

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