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“La mia triste storia personale non avrebbe importanza se non fosse emblematica della realtà di un’arcaica monarchia feudale che è insopportabile e non ha posto nel mondo moderno.”
Qualsiasi oppositore politico in  Marocco potrebbe fare sua questa affermazione di Abdellatif Zeraïdi. Altrettanto potrebbero e lo stanno facendo interi territori del regno come la regione di El-RIF.

Il rapporto di Amnesty International per il 2017/18 riporta le varie violazioni dei diritti umani praticate sistematicamente in Marocco. L’incipit : “Giornalisti e manifestanti che chiedono giustizia sociale e diritti politici vengono incarcerati, spesso in seguito a processi iniqui. Le autorità giudiziarie non indagano adeguatamente sulle denunce di tortura durante la detenzione. L’impunità è persistita per le passate violazioni dei diritti umani. I migranti continuano a subire l’uso eccessivo della forza e detenzioni. “

Abdellatif Zeraïdi

è oggi un apprezzato pittore europeo e vignettista satirico, traguardi raggiunti attraverso un travagliato percorso esistenziale.
Il suo primo esilio avvenne nel 1988. Tornato in patria dopo la salita al trono di Mohamed VI ha  nuovamente subito aggressioni, prigione, tortura. Il suo secondo esilio venne affrontato in condizioni drammatiche con i suoi
 bambini, di 5 e 7 anni, gravemente asmatici. Dopo quattordici anni di procedure interminabili, e una sentenze a suo favore mai resa esecutiva,  non è ancora rientrato in possesso delle sue proprietà in Marocco, frutto di una dura vita lavorativa  in Francia, Italia, Lussemburgo che ha pesantemente influito sulla sua salute.

Questa è l’ultima lettera scritta da Zeraïdi a Mohammed VI: aperta denuncia dell’arbitrio che prosegue, di padre in figlio, come prassi della casa regnante in Marocco.   

Signore,

A dire il vero, non so nemmeno se chiamarla ‘Signore’ con tutto quello che so su di lei adesso, comunque le scrivo un’ultima volta, in lingua francese visto che lei soggiorna nel suo castello di Betz. Dichiaro pubblicamente che sono d’ora in poi un repubblicano marocchino dichiarato, d’altronde, non sono mai stato un monarchico, nel caso non lo sapesse.
Dopo la morte di suo padre, che aveva inflitto tanta sofferenza ai miei compatrioti, ho pensato per un momento che si fosse girato pagina e  finalmente i marocchini potessero vivere degnamente sotto il bel sole del loro paese, motivo per cui avevo deciso di tornare in patria nel 2003. Ma ahimè, non era così! I cani non fanno gatti dice un proverbio francese. Siamo stati tutti imbrogliati e traditi di nuovo.
Dopo tanti anni di esilio e di lavoro sono rimasto molto deluso perché ho vissuto una vera persecuzione: spoliazione della mia proprietà, aggressione fisica e morale, incarcerazione, il che mi ha spinto a lasciare di nuovo il paese. Lasciarlo senza nulla, come trent’anni fa, con i miei due figli.

A questo proposito, in seguito alle mie proteste – che lei ha effettivamente ricevuto, dal momento che ha incaricato il suo consulente, il Ministro della Giustizia, e il suo avvocato di trattare il mio fascicolo risalente al 2004 – si è capito che questo intervento dei suoi scagnozzi era solamente una sordida mascherata. Mi è stato chiesto di prostrarmi e di firmare una falsa dichiarazione per rendere me stesso responsabile di tutte le ingiustizie subite, con la perdita della copia esecutiva delle sentenze, presumibilmente scomparsa secondo il suo avvocato, e infine ritrovata, secondo il suo Ministro di ‘giustizia e libertà’!
In effetti, questi preoccupanti fatti sarebbero degni di un film sulla mafia, e non ho mancato di sfidarli e informare lei, così come i suoi complici, con lettere raccomandate AR, inviate anche a tutte le associazioni fasulle dei diritti dell’uomo in Marocco. Invano.

Tutte queste miserie, quando quello che chiedevo era solo la mia casa, sono rivoltanti e questo – soppeso bene le mie parole – mi autorizza a dichiarare che la sua giustizia è deplorevole quanto l’intero sistema.
Mentre manipola i marocchini costruendo campi di calcio, città e ospedali, … altrove, persone innocenti languiscono nelle sue prigioni disumane solo per aver richiesto un’università e un ospedale nel Rif, martirizzato da anni.
E durante questo periodo, ‘Sir’, indifferente a tutte le nostre disgrazie, spedisce persino dei bambini francesi di Betz in vacanza in Marocco, a danno dei bambini dell’Alto Atlante che stanno morendo dal freddo in questo preciso istante. Si vergogni!

La mia triste storia personale non avrebbe importanza se non fosse emblematica della realtà di un’arcaica monarchia feudale che è insopportabile e non ha posto nel mondo moderno.

Può mandare i suoi mafiosi  con le loro ripetute minacce di morte contro di me, ciò non cambierà la sua indegnità e sarà la storia a giudicarla.
Lunga vita alla gente! Lunga vita alla Repubblica marocchina!

Abdellatif Zeraïdi, pittore

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Ginevra, 16 marzo, Palazzo dell’Onu: Abdellatif Zeraïdi in solidarietà alla manifestazione per i diritti umani nel Sahara Occidentale occupato

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Galleria delle sue illustrazioni dei Diritti Umani in Marocco
https://youtu.be/5PkpLFy2s1k

 

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