mcc43

Non è una foto a offendere ma il significato parziale che le si attribuisce.

In occasione del Congresso delle Famiglie a Verona il 30 marzo, è stato diffuso un gadget con l’immagine di un feto e ciò ha suscitato indignazione nelle organizzazioni femministe che l’hanno considerata, nelle parole di Laura Boldrini, “operazione mostruosa”.

Quella immagine è vera o falsa?
Immagini simili si trovano nelle enciclopedie mediche, e si possono trovare negli articoli sull’aborto in rete. Se fosse falsa, i responsabili sarebbero passibili di denuncia, essendo la registrazione di un dato di fatto in ogni gestazione andrebbe presa per quello che è, senza clamore.

Che cosa suggerisce per certo l’immagine?
Che è atto traumatico per la donna che è costretta a ricorrere all’aborto, spesso perché non ha a disposizione aiuti per evitarlo. Massimo rispetto per le decisioni personali.

Che cosa non ha visto la pubblica opinione in quella immagine?
Il medico. E’ al medico che compete interrompere il battito del cuore. E’ credibile che ogni medico affronti questo intervento senza disagio? Non lo è.
La campagna contro i medici obiettori del Servizio Sanitario Nazionale è crudele ed ignorante. Si vale di una sola argomentazione: vanno a fare aborti nelle cliniche private.
Figure a cui si affida ogni giorno la propria vita, diventano improvvisamente, nella visione di un certo femminismo di isterica maniera, degli avidi malfattori.
Ci si immedesimi in chi nel turno di lavoro deve strappare quella carne vivente una, due, tre…. tante volte fino al completamento della lista delle prenotazioni. Non occorre che il medico si nasconda dietro al Giuramento di Ippocrate, nè si giustifichi con dettami religiosi, non è nemmeno necessario tirare in ballo la morale:  ha pieno di diritto di far valere una sua personale ripulsa nello spegnere un cuore che batte.
L’aborto non coinvolge solo la donna: anche il medico, spesso anche il partner. Non è una contingenza sulla quale urlare, ma per la quale usare sommessa riflessione.

La “conquista” dell’aborto?
Lo è avendo ottenuto che la legge non lo consideri un crimine da punire. Non lo è più quando viene banalizzato, quando non si educa alla contraccezione, quando la donna viene lasciata sola e abortire non è più una “scelta”, ma l’unica possibilità.

L’aborto e gli opposti estremismi