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La massa è mutevole, impulsiva, irritabile, governata dall’inconscio e per tale ragione non tollera dilazioni tra il desiderio e la sua realizzazione. Il desiderio, tuttavia, non dura mai a lungo, perché la massa è incapace di volontà duratura ed è questo che dà all’industria dell’informazione il mezzo per prosperare, nonché farsi responsabile della banalizzazione della Politica.

Abbiamo vissuto settimane di messaggi ansiogeni resi traumatizzanti dalle amplificazioni nei social media. Indifferenti alle caute raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel nostro paese il sentire comune sul contagio da Coronavirus è stato  simile all’immediato pericolo di morire, anzichè – come l’evidenza pratica conferma – di guarire. I media hanno cavalcato le notizie sul numero dei morti in alcuni comuni della Lombardia propagando la convinzione di un inizio di tragedia per l’intero paese; la conseguente inquietudine generale ha spinto il Governo a misure tanto confuse quanto lesive per  svariati ambiti della società.
Si è propagandata una falsa necessità di scegliere: la Salute o l’Economia. Chi, anche da una posizione competente e autorevole, avanzava dubbi sull’inevitabilità di questa scelta e lanciava moniti sul disastro sociale delle misure imposte veniva accusato di crudele cinismo.

A spingere le masse verso il panico sono state le grandi testate giornalistiche le cui argomentazioni venivano riprese nei talk show, i cui contenuti, a loro volta, venivano rilanciati dai giornali in una giostra di ripetizioni  vigorosamente angoscianti.
Dal 20 febbraio i titoli enfatici abbondavano: manca la percezione del pericolo reale … c’è pericolo: chiudiamo il Parlamento … stazione di Milano presa d’assalto per la fuga al Sud… i governatori delle regioni: non venite al Sud … i motivi per cui il virus fa tanta paura.

Solo testate minori riprendevano i lanci di agenzia d’altro tenore: Agi: La Sicilia tra i morsi della fame e gli sciacalli della mafia e dei prezzi.
I più amplificavano lo sdegno per chi violava il distanziamento per una festa in terrazza, oppure il plauso per le forze dell’ordine intente, a piedi e coi droni, a dar la caccia a runner solitari in parchi deserti.
Intanto il dato del consenso per Giuseppe Conte saliva; saliva di pari passo con la paura e con la rabbia verso chi non era similmente preda di insensato panico.

Ma i professionisti dell’informazione sono edotti sulla mutevolezza della massa: non appena il Presidente del Consiglio ha proclamato l’entrata nella Fase2 la svolta mediatica inizia a palesarsi. Dalla paura di un contagio mortale alla paura della povertà. Tardiva scoperta, che un’ insensata gestione mediatica potrebbe trasformare in rischio di esasperate manifestazioni popolari e in sicura potente scossa al Governo.

Il nuovo allarme compare apertamente l’ 1 Maggio sul Corriere della Sera «Ci stiamo accorgendo negli ultimi giorni dell’aumento di clienti: alla nostra sede principale al Monte di Pietà di Roma abbiamo la coda già prima dell’apertura»  E’ lo stesso quotidiano che il 20 febbraio scriveva: la salute vale più dell’economia

All’Italia, piegata dalla paura del virus e della povertà che le misure hanno determinato, giunge come uno schiaffo l’articolo del NYTimes che loda la Svezia “La vita deve andare avanti: come la Svezia ha affrontato il virus senza un blocco.
“Il paese era anomalia in Europa, avendo confidato  che la sua gente avrebbe seguito volontariamente i protocolli. […] Subito si sono vietati i raduni di oltre 50 persone, chiusi i musei, cancellati gli eventi sportivi, e a fi
ne di marzo anche le visite alle case di cura. È grosso modo tutto. Non ci sono quasi multe e gli agenti di polizia possono solo chiedere alle persone, non obbligarle. I pedoni che indossano mascherine sono generalmente guardati come marziani. Domenica, cinque ristoranti sono stati chiusi per non aver rispettato i requisiti di distanziamento sociale. Non sono stati multati, tuttavia, e potranno riaprire dopo aver superato un’ispezione. “

Da noi, ieri 30 aprile, durante la comunicazione di Giuseppe Conte alla Camera, è stato necessario sospendere la seduta per cinque minuti a causa di una lite scoppiata a proposito delle mascherine che alcuni indossavano, altri no. Mascherine: il fasullo sedativo d’ingiustificato panico, gran detonatore di conflitti interpersonali, nuova fonte di illeciti

Mercoledì 29, oltre mille cittadini in tutti i Comuni d’Italia hanno depositato presso le Stazioni di Carabinieri Polizia e Procure la loro personale querela nei confronti del Governo. Motivazione: reo di avere emesso Decreti Legge e Decreti del Presidente del Consiglio illegittimi ed incostituzionali. “Si tratta della più grande azione Giudiziaria nella storia d’Italia, non quindi una class action con un solo fascicolo penale aperto, ma oltre mille fascicoli in tutte le Procure d’Italia, da Aosta a Catania”

Liberoquotidiano si porta avanti esplicitamente: “Giuseppe Conte in Parlamento, il dettaglio: applausi solo dal M5s, premier vicino alla fine?

Media mandriani dell’emergenza hanno guidato sulla pista di una crescente fiducia in Giuseppe Conte, quella  gran massa di italiani che ora si apprestano a deviare sulla strada accidentata del considerare lui, un docente universitario prestato con generale stupore alla politica, la causa prima dei guai presenti e futuri: non agitando la frusta di  motivazioni  chiare e documentate, ma con grandi spintoni alle emozioni.
La differenza fra italiani e svedesi è la stessa che passa tra un popolo in relazione di reciproco rispetto con i suoi governanti e una massa eccitabile, come sono eccitabili le mandrie di bisonti. 

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