“Conosci il nemico come conosci te stesso. Se farai così, anche in mezzo a cento battaglie non ti troverai mai in pericolo”.
Sun Tzu L’arte della guerra

Mentre scriviamo, da vari giorni le truppe russe sono a “20 km.” da Kiev. Sebbene ciò venga rappresentato come effetto della resistenza dell’esercito ucraino, non è difficile intuire che con l’impiego della forza aerea la Russia avrebbe già potuto far entrare le sue truppe in città, provocando un massacro. Viene dunque alla mente una differenza nell’arte di praticare la guerra.

Gli alti comandi militari americani, capofila degli eserciti aggregati nella Nato, seguono da sempre, dichiarata o meno, la tattica del dominio rapido, Shock and Awe, basata sull’uso di un potere schiacciante e spettacolari dimostrazioni di forza per paralizzare il nemico. Pugili che cercano di assestare un potente uppercut che mette al tappeto l’avversario.

A capo dell’esercito russo è un presidente che pratica le arti marziali, come è diventato di pubblico dominio dopo la sospensione di Putin dalla Federazione Mondiale del judo. 
Chi arriva ai massimi livelli di questa arte marziale “eleva  una semplice tecnica a principio di vita”: è l’istruzione lasciata  da Jigoro Kane, Maestro fondatore del judo Kodokan. Alla base della tecnica vi è la Flessibilità (JU) Che cosa significa realmente questa “flessibilità”, questo “cedere”? Questa è la descrizione che ne dà Kano

Per rispondere a questa domanda, supponiamo di valutare la forza di un uomo in unità. Diciamo che la forza di un uomo in piedi davanti a me è rappresentata da 10 unità, mentre la mia, inferiore, è rappresentata da 7 unità. Se egli mi spinge con tutta la forza, anche se impiego tutta la mia forza contro la sua, sarei inevitabilmente spinto indietro o gettato a terra. Ma, se invece di oppormi, lascio sfogare la sua forza indietreggiando proprio quando lui spinge più forte, preoccupandomi soltanto di mantenermi in equilibrio, il mio avversario si piegherà in avanti, e così perderà l’equilibrio. In questa condizione diventerà così debole, a causa della posizione difettosa del suo corpo, che la sua forza sarà momentaneamente rappresentata soltanto da 3 unità al posto delle 10 normali. A questo punto, se ho conservato il mio equilibrio, dispongo di tutte le mie sette unità di forza e mi trovo a lui superiore, tanto che posso batterlo usando soltanto la metà della mia forza, cioè tre unità e mezzo contro le sue tre. Il principio di fare uso soltanto di metà della mia forza è valido in ogni caso. Se disponessi di una forza superiore a quella del mio avversario, potrei sicuramente spingerlo indietro. Ma anche se lo desiderassi ed avessi il potere di farlo, sarebbe sempre preferibile dapprima cedere, perché in tal modo economizzerei molta energia ed esaurirei quella del mio avversario”

Ogni pugno_sanzione che, spingendo avanti il corpaccione dei paesi alleati nella Nato, viene sferrato alla Russia rende via via più instabile l’equilibrio delle nostre economie.

Maria Carla Canta