Skip to content

L’Iraq e la fabbrica delle Vedove

12 marzo 2015

mcc43

donne vedove iraqDura da dodici anni la mattanza degli uomini iracheni. Guerra, pulizia etnica, violenza settaria, e poi l’Isis e le forze straniere provvedono a riempire i cimiteri e fabbricare vedove. E’ una tragedia silenziosa quella delle vedove in Iraq. Più di un milione, si dice già da qualche anno, ma ogni giorno il numero cresce e non ci si cura troppo di conoscerlo. Non c’è, a quanto sembra, una commissione dell’Onu preposta ad accertare la gravità della situazione e decidere misure di assistenza.

Quando le “Vedove dell’Iraq” compaiono nelle notizie non ne sono protagoniste.

– Sono l’argomento esplicativo delle violenze Isis, della condizione miserevole dei Yazidi o di altra etnia minoritaria. In realtà nel dopo Saddam la “fabbrica delle vedove”  è la persecuzione portata avanti dagli Sciiti, protetti dal governo internazionalmente sostenuto, contro i Sunniti.
– Altre volte, sono comprese nel discorso sulle privazione dei diritti delle donne, e in questo caso c’è il sentore di un sottofondo islamofobico, una stigmatizzazione di tradizioni locali presentate come dettami repressivi dell’Islam.

Essere una donna sola in un paese sconvolto dal conflitto significa avere “tutti contro”.

La condizione di single, anche se non scelta, le mette ai margini della società: non c’è il lavoro, non c’è il denaro per una casa e la sopravvivenza. Si vive della carità delle ong.
Oltre agli indifferenti, nella società vi sono i “lupi”. Significa che una donna vedova è soggetta allo sfruttamento, subisce aggressioni e rapimenti. La si può punire con la morte in base ad accuse false. Il governo guarderà da un’altra parte.

E’ il loro numero che aggrava la situazione, perché è l’ampiezza del fenomeno a far saltare le protezioni di cui la donna sola godeva generalmente in una società a base islamica, per quanto l’Iraq fosse riconosciuto come il paese più laico sotto il regime di Saddam Hussein. Uno stato nel quale la poligamia è regolamentata e resa legale solo quando autorizzata, caso per caso, dal pronunciamento di un giudice.

In una società islamica non sconvolta da decenni di conflitti una donna che abbia perso il marito non rimane sola.

Oltre all’appoggio del proprio fratello maschio o di uno zio materno – figure maschili che hanno il ruolo di consiglio e garanzia in vista della scelta futura – ha la possibilità di contrarre nuove nozze, eventualmente, con un membro della famiglia del defunto marito, single o già sposato.
Ora che il numero delle vedove è cresciuto e quello degli uomini diminuito  la solidarietà è saltata. 
Le meno giovani, specie se con bambini piccoli, non sono desiderate, per le altre spesso interferisce l’ostilità della prima moglie, specialmente considerando quanto la società  è impoverita economicamente, ma anche culturalmente, perchè gli appartenenti alla classe media sono in gran parte da tempo emigrati.
Può accadere, così, che molte delle vedove richieste in matrimonio scoprano successivamente di essere state ingannate, trovandosi ad essere la seconda moglie  costretta ad adattarsi a un marito di cui non ha più fiducia, e all’esistenza di un’altra donna altrettanto risentita.
Le meno sfortunate, della provincia di Anbar, possono (o potevano? mancano aggiornamenti) essere protette da una organizzazione che si chiama Angeli della Compassione. Da anni  questa istituzione agevola il matrimonio con qualche parente del marito e si può supporre che gli operatori accertino che la nuova situazione sia conforme alle regole islamiche che impongono al marito di trattare “con giustizia” le sue consorti.

“Come” viene spezzata la famiglia?

In Iraq si diventa vedove perché il marito combatte o perché viene sequestrato e  ritorna cadavere. Perché si arruola in una milizia antigovernativa o perché un attacco suicida lo fa saltare in aria insieme ad altri innocenti.
O si diventa vedove perché la nazione che aiuta l’Iraq addestra i soldati malamente, con scarso interesse a evitare “danni collaterali” .
“La mia vita normale è finita il giorno in cui le truppe hanno ucciso mio marito, ogni giorno è una battaglia, non ho di che dare da mangiare ai miei bambini e non posso guardarli morire di fame” dice una donna a cui i soldati americani durante un raid le hanno ucciso il marito… “avendolo scambiato per qualcun altro”.

Come diventa la vita di quelle donne il cui marito non può essere dichiarato ufficialmente deceduto perchè manca il corpo? Non spose, non vedove. Potremo mai sapere qualcosa delle difficoltà e dell’ostracismo che presumibilmente le colpisce? 

vedove iraqAlcune vedove riescono ad ingegnarsi con piccoli lavori, esercitati in casa al riparo da sospetti, sfruttamenti e taglieggiamenti, potendo così aver cura dei bambini ai quali la condizione delle zone in conflitto non di rado impedisce la regolare frequenza scolastica.

Per alcune resta la via dell’emigrazione, come accade alle vedove siriane, ma ovunque vadano la sorte dipende dalla qualità delle persone incontrate, dalla solidarietà, dal rispetto delle regole solidali islamiche. [vedere video di Iman, siro-palestinese in Libano ]

Le donne che interessano media e social media … non sono le vedove.

Piacciono in questa nostra parte del mondo “altre” donne. Lo abbiamo  constatato nella campagna virale coi volti “sorridenti” delle ragazze di Kobane. Una narrazione che lasciava intendere come, abbandonata la scuola o la cucina, esse si fossero improvvisate partigiane, mentre in realtà il corpo militare femminile in Rojava ha molti anni di vita.

Ora alcuni celebrano le donne “col Corano e il fucile” dell’Iraq. Sono donne di confessione sciita che fiancheggiano le milizie “per difendere i luoghi santi del loro paese“. Dicono. In realtà impegnandosi con un altro milione di Sciiti in una guerra settaria e genocidaria contro i Sunniti.  I quali non porgono l’altra guancia.

In tempi di assuefazione alla guerra, l’empatia scompare e le notizie devono riguardare vittorie, eroi ed eroine. Il resto – i feriti, i mutilati, gli orfani, i profughi – disturba la narrazione. Meno che mai ci si sofferma a chiedersi che cosa accadrà dell’Iraq, come della Siria, quando spentosi il rumore della guerra ci si troverà di fronte la generazione che nella guerra è nata e cresciuta.

Google+

Advertisements
3 commenti leave one →
  1. 13 marzo 2015 11:00 pm

    Altro tasto dolente…mai trattato, mai divulgato….mai pensato. Mai posto il problema.
    La realtà è sempre più terribile di quella che immagino:(

    Liked by 1 persona

    • 14 marzo 2015 1:14 am

      Guarda, non l’ho voluto mettere qui perchè non sia un blog esageratamente … mesto,
      ma la condizione delle donne dove arrivano conflitti e dittature è ininimmaginabile.
      In Egitto, ma certo non solo, la tecnica d’interrogatorio per quelle che non confessano perfino crimini inesistenti è lo stupro. Finalmente di un caso si è minimamente parlato..
      http://mcc43.overblog.com/2015/03/fatima-e-il-branco-poliziotti-in-egitto.html

      Mi piace

  2. 1mariposa permalink
    5 aprile 2015 5:56 pm

    …. non trovo parole

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Moulahazat

A Lebanese Political Blog

cor-pus 15

sogna la vita, mentre la vivi, intatta.

Capitan Daddy

Daddy & SuperHero

Strinature di saggezza

Malleus Rudĭum

Raimondo Bolletta

raccontare e riflettere

Hic Rhodus

Rivista di argomenti e logica civile

Blog di Luigi Cocola

Per un nuovo Risorgimento

In Gaza

and beyond

FONTANA STEFANO BLOG

In base agli art. 21 e 24 della Costituzione Italiana su questo blog parlo di Società, Mafie, Sicurezza, Serrature, Locksmiting, Conoscere l'arte della persuasione per non credere e non cascare nelle frodi, nell'azzardo e nelle dipendenze. Antifraud, Antifrode, Addiction, Dipendenze, Azzardo, Gamble.

Brave New Libya

Writings from Benghazi, the spark that started it all

I racconti di Riccardo Bianco

Non arrenderti... Un giorno sarai Re

pierluigi fagan | complessità

"Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza." (I. Kant)

Global Justice in the 21st Century

commentary on global issues

Uomini Beta

« L'uomo comprende il mondo un po' alla volta e poi muore » Sàndor Márai, Le braci

fotografia najwidoczniej realna

Wszystko, co nie pozwala przejść obojętnie...

L' essenziale e' invisibile agli occhi

" Emancipate yourselves from mental slavery .. None but ourselves can free our minds. "

Divagazioni

Pensieri, articoli, lettere, Interviste, dossier, foto, audio, video e altri documenti su tutto e su niente in particolare. Elucubrazioni di una mente (di)vagante

Cor-pus

perché vivere la vita se basta sognarla? - QUESTO BLOG PUO` NUOCERE GRAVEMENTE ALLA SALUTE DEI FANATICI DI QUALUNQUE TIPO. SE RITIENI DI POTER ESSERE OFFESO DALLA CRITICA APERTA AD OGNI TIPO DI POTERE, DI RELIGIONE O DI IDEOLOGIA DOGMATICA ASTIENITI DAL LEGGERLO, ma rispetta la liberta` di chi invece non ne ha paura, lasciando che se lo legga in pace, e se hai un Dio, vai sereno con lui, fratello.

News of the World

news from all the world

passoinindia

Passi ... per avere nuovi occhi ... (Cultura, Storia, Spirtualità & Viaggi in India) (Travel, Culture & Spiritual experience about India). Blog del Tour Operator PassoinIndia www.passoinindia.com per i tuoi viaggi in Oriente.

LA LENTE DI UNA CRONISTA

Considerazioni e riflessioni per vaccinarsi dall'indifferenza

Jung Italia

Blog di Psicologia Analitica e Moderna

azelin.wordpress.com/

A clearinghouse for jihādī primary source material, original analysis, and translation service

AFFAIRES FAMILIALES &_DROITS_DES_ENFANTS

EXCLUSION PARENTALE et ALIENATION PARENTALE - Maltraitance_psychologique - Enfant-otage / Enfant-soldat http://affairesfamiliales.wordpress.com

/ ca gi zero /

Sometimes here, sometimes not

Gli anziani raccontano

Il solo modo per non morire giovane è diventar vecchio (G. B. Shaw)

Dully Pepper24H

Arte pelo Amor, Arte pelo Mundo, Arte pela Paz!

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

I tesori di Amleta

il mio mondo diverso

zeroconsensus

Cuore, batti la battaglia!

Magik World

"Non bisogna vedere per credere, ma credere per vedere"

Opinionista per caso Viola

Io amo L'Italia ,io amo L'Albania, io amo L'Europa e il mondo intero.. .siamo tutti di passaggio in questo pianeta,quindi non bisogna essere egoisti,avidi,ma bisogna essere generosi con chi è meno fortunato di noi...io dono serenità se non ho cose materiali da offrire...basta anche un sorriso ...

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Mauro Poggi

Fotografie e quant'altro

QUAND LE VILLAGE SE REVEILLE

"Quand le village se réveille" est un projet de collecte et de diffusion de traditions et de la culture malienne à travers des images, des audios, des vidéos, et textes et des témoignages des sages: la culture malienne à la portée de tous à travers les TIC.

Occupied Palestine | فلسطين

Blogging 4 Human Rights & Liberation of Palestine! فلسطين

laFiam

for a realm of consciousness and responsibility

speraben

il blog di angelo orlando meloni

oichebelcastello

migliorare il proprio paese e non solo

Don Charisma

because anything is possible with Charisma

editoriaraba

Libri, autori ed eventi letterari da Maghreb, Medio Oriente e Golfo

Ella Gadda

"Oh, santo Dio, la vita ci raggiunge dovunque!"

Aletho News

ΑΛΗΘΩΣ

Tom Rollins

Middle East politics: Egypt, Israel-Palestine and foreign policy

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: