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Black Lives Matter: Obama e l’FBI in disaccordo sui metodi della polizia

11 luglio 2016
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Nella mappa dei poteri  il Federal Bureau of Investigation  dipende dal Dipartimento della Giustizia, ma la scelta del Direttore è prerogativa del Presidente degli Stati Uniti. E’ sufficiente un’occhiata alle competenze FBI elencate sul sito ufficiale, o nella pagina Wikipedia in italiano, perché sia evidente che l’FBI è un potere a sé dentro lo stato.

John Edgar Hoover rimase in carica sotto otto presidenti: quasi mezzo secolo di potere che permise all’FBI – fra l’altro (nota 1)-  di bloccare le indagini sull’assassinio di JFK.

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Barack Obama  stringe la mano a James Comey alla cerimonia di insediamento come Direttore FBI (JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images)

Oggi il Direttore del Bureau è il repubblicano James Comey nominato da Obama nel 2013, preferendolo con uno sforzo bipartisan a Lisa Monaco, suo consigliere antiterrorismo. Il rapporto di fiducia fra i due, però, s’incrina spesso e presto. L’ambito che cattura  l’attenzione, sulla scorta degli eventi tragici di questi giorni che hanno visto gli agenti uccidere ed essere uccisi, è la polizia sulla quale Obama e Comey divergono in merito alle attrezzature, ai metodi e perfino alle parole chiave della comunicazione.

Attrezzature – L‘uccisione di Michael Brown a Ferguson, agosto 2014, ampliò la discussione sull’introduzione delle body-worn cameras: telecamere miniaturizzate di cui dotare gli agenti durante il turno di servizio in strada. Obama le voleva e il Wall Street Journal criticava duramente la decisione del presidente afro-americano “Obama sembra molto più concentrato a promuovere una narrazione multimediale anti-polizia, allineata alla narrazione politica liberale che sostiene che il fiasco dell’America nera è colpa degli altri.”
Il Direttore dell’FBI lasciava intendere lo stesso concetto, pur non nominando espressamente Obama: “Gli agenti, uomini di grande coraggio e integrità, agiscono in quartieri dove rischiano la vita per proteggere la gente dagli aggressori che sono il prodotto di problemi che non saranno risolti dalle body-cameras. Dobbiamo dircelo l’un l’altro onestamente” 

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Body-camera polizia dello Utah, dove si discute sul grado di privacy delle registrazioni (link)

Obama: “Penso che sia importante per coloro che sono preoccupati avere un backup dei dati, non solamente aneddoti ” e, almeno sulla necessità di avere dati certi sul comportamento, si dichiarano d’accordo sia Comey, sia il suo superiore del Dipartimento della Giustizia, il Procuratore Generale Loretta Lynch.

Risulta perlomeno sconfortante che una democrazia si trovi costretta a monitorare in tempo reale che dei servitori dello stato, che hanno il compito di  far applicare la legge, non commettano crimini d’eccesso di violenza. Potrebbe trattarsi di una conseguenza della decisione di introdurre nell’addestramento degli agenti metodi di guerriglia appresi dall’esercito di Israele, così che i manifestanti sono percepiti come nemici dello stato e il singolo come nemico dell’agente che effettua il fermo. 

Metodi – A maggio 2015 l’amministrazione annuncia l’avvio del progetto pilota delle body-cameras da realizzarsi in tre anni al costo di 75 milioni di $ e il provvedimento non chiude, al contrario rilancia la divergenza di vedute. “Mentre Comey a Chicago dichiarava esplicitamente che una condotta aggressiva della polizia è un mezzo per ridurre il crimine […] il presidente Obama stava partecipando a una tavola rotonda della Casa Bianca sulla riforma della Giustizia Penale, sottolineando l’equità nelle attività di polizia come uno dei principi primari dell’amministrazione.

Che effetto avrà sull’agente indossare la telecamera che metterà agli atti il suo comportamento? Lo stesso che si imputa all’ effetto YouTube?
“I capi di alcuni dei più grandi dipartimenti di polizia della nazione affermano che gli agenti si autocontrollano e si trattengono dall’esercizio della forza per paura di finire in rete e che un video virale distrugga la loro carriera. ” (
nota2)
Il Procuratore Generale Loretta Lynch, si legge nell’articolo, promette una risposta forte della polizia, con ciò in perfetta sintonia con Comey, il quale a sua volta imputa alle pubblicazioni in rete dei video un aumento dei crimini perpetrati.

Comunicazione- L’uso degli slogan segna un ulteriore dissenso “Dove Comey ha usato la frase All Lives Matter, tutte le vite contano, tre volte nel suo discorso, il presidente Obama in chiusura del suo discorso ha spiegato il significato della frase Black Lives Matter, le vite dei Neri contano, e che dire “tutte le vite contano” non coglie il punto.
“Penso che la ragione per cui gli organizzatori usano la frase ‘black lives matter” non è perché intendono che la vita degli altri non conta, piuttosto, ciò che stanno suggerendo è che c’è un problema specifico che sta accadendo alla comunità afro-americana e che non sta accadendo in altre comunità. E questa è una legittima questione che dobbiamo affrontare ” ha detto Obama. “C’è una preoccupazione specifica sul fatto che gli afro-americani sono a volte trattati in certe giurisdizioni non giustamente o assoggetti a un eccessivo uso della forza con maggiore frequenza.”, ha aggiunto.

black-lives-matter-police-usa#BlackLivesMatter è uno slogan intorno al quale si raccoglie, se non un movimento organizzato, un grande consenso e un diffuso attivismo.
Il Washington Post ha pubblicato un articolo  che confuta quelle dichiarazioni che negano che siano principalmente gli afroamericani ad essere vittime della polizia. In termini assoluti il numero delle vittime fra i bianchi è effettivamente superiore, ma occorre tener conto del diverso peso numerico delle etnie, essendo infatti gli afroamericani solo il 13% della popolazione degli USA.  Tenendo conto di questo, conclude l’articolo: un nero ha 2,5 volte di probabilità di essere ucciso dalla polizia a paragone di un connazionale bianco.

 


Nota1- L’ Espresso: “Sfogliare i dossier è come fare un viaggio indietro nel tempo, entrare in un romanzo in bianco e nero, dove la leggenda dell’Fbi si dispiega tra colpi di luce e tinte fosche, permettendo di ricostruire il filo della Storia che ci ha portato a una società del controllo assoluto, incarnata dalla National Security Agency (Nsa) e smascherata da Edward Snowden.”

Nota2- In anticipo sul progetto che le introdurrà in tutto lo stato, la polizia di Tampa le ha già utilizzate per mostrare “il meglio e il peggio” della cittadinanza con cui gli agenti vengono in contatto; nel video si vedono soprattutto azioni di soccorso e le immagini dell’unico arresto si interrompono prima che il ricercato venga atterrato e ammanettato.

 

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9 commenti leave one →
  1. 12 luglio 2016 5:11 am

    bello e documentato come sempre.

    a proposito della nostra discussione sembra dimostrare che abbiamo ragione tutti e due 😉

    qui Obama si rivela abbastanza indipendente dai suoi “collaboratori”, riuscendo ad avviare il progetto delle body-cameras contro il loro parere (e questo sembra dare ragione a me).

    ma a monte sta anche il fatto che Obama ha scelto un capo dell’FBI repubblicano (e questo darebbe ragione a te…)

    ma serebbe interessante sapere se la nomina del capo della FBI, di competenza del presidente, debba essere ratificata dal congresso, oppure se possa essere stata oggetto di qualche do ut des,,,

    quel che ecerto e che Obama ha dovuto gestire da ultimo una presidenza fortemente condizionata dall’avere perso strada facendo la maggioranza al congresso

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    • 21 luglio 2016 10:37 pm

      Ho pochissimo spam e non lo controllo mai, per fortuna stavolta l’ho fatto, ci era finito dentro questo… L’argomento però l’avei ripreso in un commento successivo, e avevamo appurato che la nomina da parte dei presidenti viene passata a una commissione del congresso che dice la sua. Quando esprime parere negativo, è prudente per il presidente fare retromarcia.

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  2. 12 luglio 2016 10:30 am

    “Tutte le vite contano”.
    altre un pò meno 😦 a quanto pare….

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    • 12 luglio 2016 11:50 am

      Un pensiero che dovrebbe essere ovvio, acquisito, che tutte le vite sono uguali oggi rischia di negare che quelle dei neri in America valgono quanto le altre, dal momento che vengono facilmente falciate. Le complessità dei problemi rischiano di farci ammutolire. Inquieta questa cosa …

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  3. 12 luglio 2016 11:35 am

    C’è anche una narrazione televisiva che, secondo me, meriterebbe un’attenzione più ampia. Molti dei telefilm americani che arrivano in Italia (quelli proposti dalle reti principali intendo) danno un’immagine della polizia e dell’FBI e anche dei militari quasi santa, sempre costretti a combattere coi cattivi in strada e i cattivi al potere, ma mai, mai, se non per errore, coinvolta in meccanismi di violenza o corruzione.
    Considerando che quello che arriva in Italia sarà solo una minuscola parte della produzione, mi chiedo quanto siano influenzati gli statunitensi da questo immaginario, che investe anche la stereotipizzazione del “nemico”: il nero, il russo, il messicano, il mussulmano, e quindi impedisce che si formi una, chiamiamola così, empatia, un senso di unità (non nazionale, i nazionalismi non mi piacciono, intendo una unità popolare).

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    • 12 luglio 2016 11:58 am

      Bene.. hai coperto un mio non detto. Seguo certi serial come Law and Order perché come spettacolo sono ben riusciti, ma mi chiedevo proprio la stessa cosa. Questi integerrimi detective sono una feroce propaganda nazionale, oltre a promuovere l’immagine internazionale di una democrazia dove i buoni vincono sui cattivi. Giustamente rilevi la tipizzazione, che inchioda la società all’immobilismo, alla perpetuazione degli stereotipi xenofobi. L’industria dello spettacolo è tutt’altro che secondaria per il potere…. del resto il giullare era sempre vicino al re.

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      • 12 luglio 2016 2:00 pm

        E purtroppo le voci diverse sono sempre troppo poche, l’industria culturale, almeno quella occidentale, si sta allontanando sempre più dalla società per dare spazio ai piccoli drammi individuali. Lo vedo dai film, dai romanzi, dalle arti visive… C’è poco spazio per il contesto, davvero poco, e la propaganda repressiva continua indisturbata nella sua marcia.

        Liked by 1 persona

  4. 12 luglio 2016 8:40 pm

    altro post molto utile, che aiuta ad approfondire.

    ho provato anche a collegarlo alla nostra discussione da me.

    non so se la nomina del direttore dell’FBI debba essere in qualche modo convalidata dal Congresso.

    in questo caso si spiegherebbe la scelta quasi obbligata di Obama.

    altrimenti no: Obama avrebbe semplicemente fatto una scelta sbagliata, cedendo a pressioni esterne.

    in ogni caso, l’opposizione di due “collaboratori”, peraltro dotati di poteri propri, non impedisce oggi ad Obama di prendere decisioni a loro sgradite.

    molto di analogo sta succedendo a proposito dell’azione di papa Francesco in Vaticano: e la sostituzione del portavoce di oggi dice abbastanza chiaro che probabilmente questo si era spinto in direzioni non gradite al suo boss.

    certo, quando si giudica la presidenza Obama, si deve anche tenere conto che nell’ultima fase ha dovuto fare i conti con un Congresso ostile.

    ma questa a me pare piu` una conseguenza che una causa della crisi della sua presidenza.

    (la perdita della prima versione di questo commento non epoi una disgrazia: posso dire che la seconda versione si e arricchita e mi pare migliorata!)

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    • 12 luglio 2016 9:06 pm

      Grazie dell’apprezzamento, e poi grazie grazie di quella frase messa lì come osservazione casuale e che invece è stata un bello stimolo _ la nomina deve essere convalidata dal Congresso? Yes, dopo la nomina, una commissione del Senato la discute. Accadde a Nixon di non veder convalidata la sua scelta e dovette cambiarla. Ho trovato questo doc https://www.fas.org/sgp/crs/misc/R41850.pdf

      Obama ha scelto un repubblicano, perchè come dici ha il Congresso non molto amico, una scelta bipartisan ob torto collo, rinunciando alla sua candidata preferita.
      Come detto nei commenti nel tuo blog, non mi ero entusiasmata ai tempi della vittoria di un afro-americano, ci vuol ben altro per cambiare le conseguenze della Storia, sia nei bianchi che comprarono schiavi sia negli schiavi che subirono. Perfino le leggi che garantiscono una percentuale agli afroamericani di accesso alle grandi università si rivolta contro perchè i laureati sono considerati dei “beneficati” e la loro laurea, anche se brillante, è meno spendibile in ambito professionale.
      Ora ci si concentra sui neri, ma la situazione dei latinos non è migliore. Davvero strano: un paese nato con l’immigrazione che storce il naso verso quelli che arrivano. Gli italiani chiamati mangiaspaghetti o dago o mafia hanno passato le loro, e se adesso (sembra) va meglio forse è solamente perchè l’immigrazione è cambiata e non arrivano poveracci, ma giovani con la laurea per un master, oppure belle teste “rubate” all’Italia a suon di dollari…

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