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Elezioni in Libia: durante e dopo l’era Gheddafi

July 7, 2012

mcc43

I media internazionali ripetono che le elezioni  del 7 luglio 2012 sono le prime elezioni libiche. Sotto il governo di Muhammar Gheddafi, dunque non avvenivano consultazioni elettorali? Avvenivano, ma irriconoscibili per noi in quanto il principio di base era diverso da quello che vige negli stati occidentali.

 -Nelle nostre democrazie eleggiamo persone, nella stragrande maggioranza dei casi inquadrate dentro i partiti, alle quali deleghiamo poteri legislativi e amministrativi .
– Nel sistema ideato da Muhammar Gheddafi la democrazia era intesa, anziché come  processo di delega, come potere direttamente esercitato dal popolo.
Una democrazia diretta nella quale tutti i cittadini, come esposto nel Libro Verde (link it: gheddafi-il-libro-verde (1)   en: The Green Book FA649d01  e in questa dichiarazione di marzo1977 ) si riunivano  in Congressi popolari Di Base  e  sceglievano un Segretario locale,  equivalente a un portavoce.
L’insieme di questi  Segretari formava Congressi popolari NON di Base (l’insieme dei  portavoce delle decisioni) . Sempre dai Congressi Popolari di Base sortivano i Comitati popolari Amministrativi, aventi le stesse funzioni operative della nostra pubblica amministrazione, ma  con membri che non erano destinati a restare in carica come funzionari di carriera, bensì soggetti  a rimozione se tale era  la volontà dei Congressi popolari di base, ai quali soli competevano le decisioni e il controllo sull’operato dei  “portavoce”.
Era, per dirla in breve, un sistema di rappresentanze articolate, poichè vi erano anche Comitati  costituiti da appartenenti a  categorie professionali ; in cima  il Congresso Generale del Popolo, le cui funzioni erano ovviamente  meno  determinanti di  quelle dei nostri Parlamenti, ai quali deleghiamo la legislazione su ogni aspetto della vita nazionale.

Funzionava egregiamente questo sistema di democrazia diretta? Certamente no! Il suo buon funzionamento richiedeva che ogni cittadino si sentisse continuativamente impegnato e responsabile per l’andamento dello stato.
Il fatto che nel mondo si sia imposto il sistema della delega – concessa  in base a semplici promesse elettorali -  testimonia  che ogni cittadino ha scarsa tendenza a esercitare personalmente l’impegno democratico.
Si preferisce lasciare ad altri i compiti decisionali e limitarsi al rito della cabina elettorale  – che  conferma o punisce il politico in precedenza votato, se i meccanismi della legge elettorale vigente consentono la scelta dei candidati. Vi sono leggi elettorali come quella degli Usa dove l’esercizio del diritto di voto non è dato, ma è a richiesta di iscrizione nelle liste dei votanti e  dove l’elezione del Presidente è indiretta (link a sistema USA) 
Negli intervalli fra le consultazioni è il sistema dell’informazione a raccontare ciò che avviene nei Parlamenti eletti.  Naturalmente il racconto non è neutro, segue l’orientamento più o meno evidente della testata o del commentatore. Viene  suggerito il giudizio: se  l’operato è opportuno o meno, poichè il cittadino delegante si trova escluso dall’effettiva conoscenza e comprensione dei problemi, come pure dalla possibilità di individuare le conseguenze delle decisioni prese.

Quello che sta accadendo oggi in Libia, quindi, più che una conquista della democrazia è il riconoscimento della propria immaturità nell’esercizio di una democrazia diretta che pure  i libici avevano avuto l’opportunità di praticare.
In un servizio Rai, un giornalista libico intervistato aveva osservato “ Il sistema voluto da Gheddafi era un sistema avanzato applicato a una nazione troppo arretrata” .
Funzionerà il sistema rappresentativo in Libia oppure no? Se teniamo conto che, per quanto educati da decenni a questo meccanismo, in  Italia lo scontento è tale che l’astensione, ovvero l’indifferenza, è diventata il primo partito in ogni consultazione elettorale i dubbi sono leciti.

La legenda dice “” Alcuni hanno perso parti del loro corpo per consentire a te di votare…. Vota perché il prezzo è stato alto”

Guardando questo manifesto elettorale, la delusione sarebbe tragedia nella tragedia.  In realtà, quello che è costato caro ai libici è aver fallito con un sistema avanzato, aver lasciato che si formasse una classe di burocrati privilegiati invece di esercitare il dovere, il diritto e la funzione di controllo …

Uno dei principi del Libro Verde che dovrebbero riesumare è  “La democrazia è il controllo del popolo su stesso”.  Fino ad oggi la fierezza nazionale si  è manifestata sulla scena internazionale  nel braccio di ferro con la Corte Penale internazionale.
Proprio il contrario di ciò che avrebbe dovuto  essere per  l’avvio di una democrazia rappresentativa, perchè la riconciliazione nazionale è lontana, a causa  del  mancato disarmo delle milizie, e nemmeno  voluta dai leader attuali, vista l’esclusione dall’esercizio del voto dei cittadini leali verso Gheddafi fino alla sua morte.
Una sfida
grave alla riconciliazione , e che si protrarrà nel tempo, viene dalla  rivendicazione localistica delle risorse petrolifere. Si ammanta della richiesta federalismo ma in pratica causa sommosse, distruzione delle sedi dei comitati elettorali e schede andate a fuoco. Ieri un elicottero che portava materiale per la consultazione è stato abbattuto e l’incaricato, un volontario di 22 anni,  è morto.
Oggi a Brega si è iniziato a votare nel pomeriggio perchè l’automezzo con schede e urne è stato attaccato; a  Bengasi 
si vota in mezzo alle provocazioni e intimidazioni:  “Abbiamo il diritto di distruggere le sedi, dice un manifestante, abbiamo protestato per tre mesi e nessuno ci ha ascoltato, né il CNT né nessun altro!

Ma c’è anche chi festeggia in un modo assai strano; sgozzando due pecore davanti al seggio”
Lindsey Hilsum ‏@lindseyhilsum

Two men slaughtering a goat outside a #benghazi polling station. Time to celebrate #LYElect!

+++++

bibliografia nella raccolta http://www.searcheeze.com/p/mcc43/nuovo-governo-libico


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