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Nella tragedia e fra i misteri di Lockerbie, anche l’umana solidarietà

21 ottobre 2016

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Volo PanAm 103 precipitato a Lockerbie: tragedia, complotto, fallimento della Giustizia, ma anche aspetti di umana solidarietà sconosciuti alle cronache.

lockerbie-panam

La notte del 21 dicembre 1988, una bomba esplose a bordo del volo Pan Am 103 diretto a New York, mandando in pezzi il velivolo. Il relitto precipitò sugli abitanti addormentati della cittadina scozzese di Lockerbie.  Tutti i 259 passeggeri e l’equipaggio morirono come pure 11 residenti del posto.

In questo blog si è già scritto della tragedia di Lockerbie di cui i media e i poco informati ancora attribuiscono la responsabilità alla Libia di Muhammar Gheddafi. Il primo articolo è del settembre 2011 Lockerbie un attentato ancora da svelare, altri articoli seguirono (tag) e seguiranno. Questa volta si vuole sottolineare l’aspetto umano della tragedia che ha indissolubilmente legato le famiglie delle vittime e i residenti di Lockerbie.

Frank Ciulla, un passeggero di 45 anni, stava tornando a casa dalla moglie e dai tre figli nel New Jersey per la vacanze di Natale. Il suo corpo è stato rinvenuto sul terreno della piccola fattoria di Margaret e Hugh Connell a Waterbeck, quasi 8 miglia dal luogo dello schianto. Solo quattro anni dopo, la famiglia Ciulla ha trovato la forza di recarsi in Scozia sul luogo del disastro, incontrare i Connell, porre le domande che continuavano ad aggiungere angoscia al loro lutto. Al termine della visita, tornati in America, ricevettero dalla famiglia Connel questa lettera. L’originale inglese si legge nel sito Lettersofnote

IL NOSTRO FRANK

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              Frank Ciulla

Miei cari Lou, Mary Lou e  famiglia,

Stento a credere che vi sto scrivendo. E’ ciò che avevo desiderato di fare dal 21 dicembre 1988. Quando il vostro caro è venuto a noi nella notte, è stato talmente incredibile, inquietante e disperatamente triste. Avete detto che la vostra visita ha modificato in molti modi l’idea che vi eravate fatti, lo stesso è stato per noi. Frank era un giovane con un nome, ma non era collegato a niente. Ora finalmente possiamo collegarlo a una famiglia amorevole. A volte ci fermavano a pensare nel corso dei mesi “come i suoi cari staranno affrontando tutto, che cosa staranno facendo?”

Avevano detto che forse alcuni dei parenti  non sarebbero mai venuti; avevamo paura che voi non sareste arrivati, che non desideraste entrare in contatto. Siamo così grati che avete fatto lo sforzo di venire e porre tutte le domande su quello che avete sempre desiderato sapere. Avete finalmente trovato qualcuno che poteva riempire quelle ultime ore, quella parte del tempo che era rimasta un mistero. Il “non sapere” può portare tanto dolore e smarrimento. Tutti noi abbiamo immaginazione e si  può scatenare, siamo sicuri che le vostre care anime devono aver attraversato tormenti indicibili, interrogandosi e patendo.

E ‘stato semplicemente meraviglioso incontrarsi faccia a faccia. Avevamo tanto bisogno di parlare con voi. Come avete detto, siamo arrivati a conoscere Frank attraverso di voi. Non era mai stato solamente “un’altra vittima” per noi. Per mesi l’avevamo chiamato “il nostro ragazzo.”  Solo dopo abbiamo scoperto il suo nome ed era diventato “Il nostro Frank.”

Vi prego di credermi siamo stati profondamente colpiti dalla suo venire a noi. Non dimenticheremo mai i nostri sentimenti nel vederlo lì, quel corpo, quel bell’uomo da cui la vita era svanita in un batter d’occhio.
Cercavamo di afferrare il senso di tutto. Poi siamo stati costretti a lasciarlo lì, ma da lui per tutta la note sono passati i poliziotti e un medico, noi siamo tornati di nuovo la mattina. Era come un amico che era arrivato da noi nella maniera più triste. Così  adesso, per mezzo suo, vi abbiamo nei nostri cuori e, vi prego, vogliamo che sappiate che sarete i benvenuti qui ogni volta che arriverete.

Famiglia Connell

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2 commenti leave one →
  1. 21 ottobre 2016 6:43 pm

    A volte le amicizie nascono in modo particolare ma questa…le supera tutte. E’ come se chi ha ritrovato Frank…lo abbia “fatto rivivere” ai suoi familiari…
    Storia di grande legame d’anima.
    grazie

    ciao
    .marta

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    • 21 ottobre 2016 7:40 pm

      Sono contenta… Non avevo dubbi che a una sensibilità come la tua questo documento “parlasse” profondamente.

      Mi piace

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