Adrien Bocquet  è andato in Ucraina per portare medicinali e attrezzature mediche alla popolazione e ai profughi. Questo gesto encomiabile è, nel suo caso, eccezionale ed eroico.

Adrien era un militare fuciliere francese diventato paraplegico a 21 anni durante un’esercitazione di combattimento. L’incidente aveva avviato un’inimmaginabile serie di sofferenze e di interventi con vari arresti cardiaci. A fargli recuperare mobilità e sopportabilità del dolore è stato un medico che gli ha parlato per la prima volta di neuromodulazione e neurostimolazione, sottoponendolo poi a un triplo  intervento d’impianto di stimolatori del midollo spinale. Dalla rinnovata condizione fisica, primo caso in Francia, inizia a far conoscere il miracolo che la Scienza ha operato su di lui: fonda l’associazione d’informazione e aiuto Handjeunes per giovani con disabilità e per le loro famiglie e pubblica il libro  Lève-toi et marche ! Grâce à la science.

Adrien Bocquet racconta la sua vita nella prima parte dell’intervista (da 1′ a 14′ del video) all’emittente francese SUD Radio. La parte seguente è il racconto di quello che con i suoi occhi ha visto accadere sul terreno, essendone talvolta direttamente coinvolto.

Mi assumo totalmente la responsabilità di ciò che dico. In Ucraina, ho assistito a crimini di guerra. Tutti questi crimini sono stati commessi dall’esercito ucraino. Ma in Francia non se ne parla! Quando sono tornato dall’Ucraina sono rimasto scioccato: i canali televisivi invitano esperti che non sono stati sul posto e non sanno nulla di ciò che sta accadendo lì. Tra quello che sento dallo schermo televisivo e quello che ho visto con i miei occhi, c’è un abisso. Nei giorni in cui sono stato là gli unici crimini che io ho visto commettere sono stati perpetrati da militari ucraini e non dai soldati russi”

Assunzione di responsabilità coraggiosa, perché denuncia i silenzi delle narrazioni ufficiali, e necessaria affinché nel conflitto russo-ucraino non avvenga come sempre: la verità è la prima vittima delle guerre. Bocquet chiarisce senza lasciare dubbi che denunciare i crimini ucraini non significa negare che ne siano stati commessi dalla parte russa. Significa attribuire i crimini alle forze che ne sono responsabili quando si ha la certezza dei fatti.
L’intervista è in francese, con possibilità di traduzione automatica in italiano. Ne riassumiamo i punti salienti.

I combattenti Azov. Ufficialmente sono 5000, ma coi volontari più altra gente che arriva da varie parti occorre moltiplicare per tre o per quattro. Quindi sono circa 20.000, il che per l’Ucraina è un battaglione enorme; sono sparsi a destra e a sinistra del paese, esibiscono i loro simboli nazisti e nessuno si scandalizza. “Quello che mi sconvolge è che l’Europa gli fornisce egualmente le armi. Ho dato loro dei medicamenti  e si parlava, siccome un pò capisco l’ucraino e il russo, inoltre molti di loro parlano inglese. Sapete cosa mi dicevano ridendo? Che se incrociano ebrei o neri fanno un macello.” E ci sono dei mercenari, anche francesi e americani, che agiscono riuniti in gruppi.

I crimini in violazione della Terza Convenzione di Ginevra. “Ho visto l’esercito ucraino sparare alle ginocchia dei soldati russi arresi, disarmati e catturati. Sparare alla testa degli ufficiali. Arrivavano su dei furgoni, veniva chiesto se erano soldati o ufficiali. Chi non rispondeva si prendeva un proiettile nelle ginocchia. Ho decine di video che lo attestano. Chi aveva risposto di essere un ufficiale riceveva il proiettile in testa ”

I crimini in violazione della Quarta convenzione di Ginevra. “Ero in hotel a Leopoli una notte a 500 metri dalla caduta di un missile. Vado sul posto e mi rendo conto che erano arrivati 5 missili, 4  erano caduti su un deposito di armi e munizioni arrivati dall’Europa. Erano stoccati in abitazioni civili senza nemmeno aver informato gli abitanti. Risultato 8 persone morte e 2 bambini feriti, forse uno morto. Sapete come lo chiamo questo? Usarli come scudo umano.”

La propaganda mediatica: I cameraman americani inscenano riprese distorte dai luoghi degli eventi. “Li ho visti filmare un giardino e dire che lì c’era stato un bombardamento russo. Gli ho chiesto perchè dite questo? E loro: non importa, fa spettacolo.  Sapete cos’era quel bombardamento? C’era stato un gruppo Azov con un mortaio mal regolato che, invece di mandare i colpi un centinaio di metri avanti dove c’era qualcosa di russo, li ha fatti cadere sul giardino e loro lo hanno fatto passare per un bombardamento russo!” Tutti gli edifici civili distrutti, presentati dall’Ucraina come bombardamenti su civili, non sono altro che il risultato di sparatorie imprecise degli ucraini su obiettivi militari.
Anche a Bucha c’ è stata una messa in scena. “I corpi dei morti, erano cadaveri veri, sono stati spostati da altri luoghi e deliberatamente posizionati in modo tale da produrre riprese scioccanti”.