Lockerbie, un attentato ancora da svelare
Aggiornamento 27 febbraio 2012
Nel corso degli anni sono emerse falle nell’impianto accusatorio e oggi si parla apertamente, non solo più in Scozia da parte dei parenti delle vittime, ma anche nei media, di una macchinazione o un autentico complotto ai danni della Libia – vedere l’articolo in LIBYA360°
LOCKERBIE: NEW EVIDENCE EXONERATES LIBYA , qui con il traduttore in italiano
tutti gli articoli sul caso Lockerbie sono nella raccolta
http://www.searcheeze.com/p/mcc43/lockerbie
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Abdel Basset al-Megrahi,
unico condannato per l’attentato
del 21 dicembre 1988 a Lockerbie, Scozia
Rilasciato per ragioni umanitarie dalla Giustizia scozzese
il 20 agosto 2009
“ Io sono ovviamente sollevato , lascio la cella della prigione straniera e torno finalmente in Libia, la mia patria. Vivrò i giorni che mi restano all’ombra dell’errore del verdetto.
Mi sono trovato davanti a una scelta terribile: rischiare di morire in prigione nella speranza di una riabilitazione postuma del mio nome o tornare a casa portando il peso del verdetto di colpevolezza, che ora non verrà mai più cancellato. La scelta che ho dovuto fare mi dà dolore, frustrazione e collera. Temo che non riuscirò mai a superarli”
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Due mesi prima del rilascio i suoi avvocati avevano presentato istanza di revisione del processo presso la corte di Edinburgo per vizi nella raccolta delle prove. Dopo il suo ritorno in Libia, trascorsi i tre mesi che secondo i medici erano la restante aspettativa di vita, su quello che si presentava come un provvedimento di clemenza vennero condotte inchieste giornalistiche. Sono emerse(link) evidenze di pressioni sul prigioniero affinchè rinunciasse all’appello in cambio del rimpatrio.
L’anno precedente, ottobre 2008, Gheddafi annunciava l’erogazione di un fiume di dollari- 1,5 miliardi – al fondo per le vittime americane negli attentati terroristici a lui attribuiti dagli Usa (discoteca Berlino, Lockerbie,1986 e 1988). Il Segretario di stato definì il gesto “lodevole pietra miliare” per l’espansione dei rapporti Usa-Libya.
Il versamento dell’importo a saldo venne dilazionato e corrisposto solo quando gli Usa, effettivamente, riaprirono l’ambasciata a Tripoli, presente Condoleeza Rice, il giorno 6 settembre . Condoleeza dichiarava “Gli Stati Uniti non hanno nemici permanenti” e conquistava il cuore del colonnello.
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Poi nel 2010
un’inchiesta di Newsnight BBC (link) introduce radicali dubbi sul reperto in base al quale è stato condannato Abdelbaset Ali al-Megrahi.
I test diretti a riprodurre lo scoppio tolgono al caso il collegamento forense centrale, basato su un piccolo frammento identificato come parte del timer della bomba. I test suggeriscono che il frammento, che legherebbe l’attentato a Megrahi, non avrebbe potuto resistere all’esplosione. Il frammento era conficcato in un resto d’indumento carbonizzato, recante l’etichetta “made in Malta”. Le indagini si focalizzarono su Malta per scoprire chi poteva averlo acquistato. Un commerciante dell’isola identificò Megrahi, ma ciò avvenne solamente anni dopo, quando vide in una rivista una sua fotografia che lo indicava come sospetto attentatore di Lockerbie. Newsnight ha scoperto che il frammento – cruciale per la condanna – non venne mai sottoposto all’analisi chimica o swabbing per stabilire se fosse effettivamente stato coinvolto in un’esplosione.
| I do find it quite it extraordinary and I think highly improbable and most unlikely that you would find a fragment like that – it is unbelievable UN European consultant on explosives, John Wyatt |
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La ragione per cui, prima del fortunoso riconoscimento del maltese, Al-Magrahi era stato arrestato consisteva: a) nella sua nota appartenenza all’intelligence libica, b) nella scoperta che il giorno precedente l’attentato si trovava a Malta viaggiando sotto altro nome, con un connazionale, lui pure agente segreto.
Che gli 007 viaggino in incognito è appena normale, inoltre si era arrivati a lui attraverso una catena di circostanze e un riconoscimento successivamente screditato, pertanto il frammento di timer (conficcato in un abito maltese dentro una valigia spedita dall’isola) diventava il pilastro dell’accusa e della condanna.
Va ricordato, e questo articolo lo fa in maniera esauriente, il clima politico degli anni 90.
Numerosi erano i paesi o gruppi terroristici fre-lance con motivi per colpire gli Usa, ma molti erano troppo potenti, come l’Iran e la Siria, per essere posti sotto accusa. La Libia era isolata sulla scena internazionale e manifestamente amica dell’Ira, dell’Eta, dell’Olp.
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Condannato il presunto esecutore, la giustizia inglese e la Cia non poterono assicurarsi quello che era indicato
come ideatore: Abu Moussa Koussa, nel frattempo diventato ministro degli esteri.
Le ultimissime su di lui sono le sue dimissioni del mese di marzo, così motivate “non desidero più lavorare per Gheddafi” e la richiesta d’asilo in Inghilterra. Scelta davvero stupefacente.
aggiornamento 2.11,2011 “David Cameron and William Hague, the Foreign Secretary, both denied that he had been granted immunity from prosecution, and he was questioned by Lockerbie investigators. But within days the EU unfroze his assets at Britain’s request and he left for Qatar. He has lived in the Four Seasons Hotel, Qatar, ever since.”
Chi mai può sapere perchè proprio la Gran Bretagna, paese che lo avrebbe voluto sul banco degli accusati. Tenendo conto che i file “trovati” ora negli uffici governativi di Tripoli registrano la sua collaborazione, anche molto cordiale, con la Cia negli anni 2000, la sensazione è di essere ancora lontani dalla verità su Lockerbie e ancora di più su quanto sta avvenendo in Libia e sulla scacchiera mondiale.
Al-Megrahi è in condizioni gravi, in coma secondo i ribelli che lo hanno catturato, ma Hilary Clinton ha formalmente richiesto al CNT che sia sottoposto a regime carcerario.
Lui, il condannato sulla base di un frammento di timer mai sottoposto ad esame prima e poi messo fortemente in dubbio dagli esperti come parte dell’ordigno esplosivo. Al-Megrahi comatoso e muto, non Moussa Koussa. Cosìè Moussa Kussa? Un teste di accusa tenuto in frigorifero se mai si arrivasse (e nessuno lo vuole se Gheddafi conserverà l’uso della parola!) a un processo alla ICC?
E’ strana la politica… per chi cerca di capirla.
– ampliamenti sull’argomento in Libyanfreepress del 19 settembre http://libya360.wordpress.com/2011/09/19/lockerbie-libya-syria-who-to-frame-next/
che rilancia l’originale di nsbc in http://nsnbc.wordpress.com/2011/09/18/lockerbie-libya-syria-who-to-frame-next/
e questo in data precedente : http://libya360.wordpress.com/2011/02/25/the-lockerbie-bombing-libya-was-framed/#comments
E IN QUESTO VIDEO ESAURIENTE, CON TRADUZIONE IN ITALIANO del canale RUYZAKERO
si apprende anche che Gheddafi fu costretto ad ammettere all’Onu la responsabilità dei suoi ufficiali, e che definì la somma versata non “un risarcimento” ma il prezzo, la traduzione dall’inglese significa pizzo, da pagare per entrare nella comunità internazionale. Quanti le sanno queste cose? Quanti resteranno eternamente convinti che fu la Libia a ordinare l’attentato?
— Il caso Lockerbie proietta al sua ombra anche sulla vita politica inglese, queste le interrogazioni dell’opposizione al primo ministro David Cameron da nsnbc http://nsnbc.wordpress.com/2011/09/21/lockerbie-pmqs-for-david-cameron/
30 settembre aggiornamento importante:
Ancora dal prezioso nsnbc un articolo che spiega il ruolo della CIA nell’uso della tragedia di Lockerbie in funzione anti-Libia. Gli Usa mentirono al consiglio di sicurezza dell’Onu e lo fecero attraverso un avvocato che ora rivela il rietroscena e definisce il castello di accuse contro i due libici bucato come un groviera
http://nsnbc.wordpress.com/2011/09/30/lockerbie-cia-made-us-state-department-attorney-lie-to-un-security-council/
aggiornamento 20 novembre
dal Blog The Lockberbie case
di Robert Black
docente di Diritto all’Università di Edinburgo
In Scozia l’interesse per il chiarimento e la giustizia sul caso Lockerbie sono quanto mai vivi. Traggo dall’ultimo articolo di Robert Black queste due osservazioni, fonte Hugh Roberts , direttore ICG Group’s North Africa Project .
Jim Swire, il portavoce delle Famiglie del Regno Unito vittime del volo 103, la cui figlia venne uccisa
dalla bomba, ha ripetutamente espresso la sua insoddisfazione per la versione ufficiale. Egli stesso, dopo il processo, ha promosso la campagna “Giustizia per Al Megrabi. Hans Köchler, giurista austriaco, definisce la condanna di Al-Megrabi come uno spettacolare caso di disfunzione della giustizia.
In un servizio della BBC, fortemente allineata con l’intervento in Libia, mandato in onda il 20 ottobre, accennando all’accusa sostenuta per anni che la Libia fosse responsabile dell’attentato alla discoteca si Berlino, ha usato la formula “potrebbe non essere stata opera di Gheddafi”.
Inquadrando con precisione il clima politico internazionale del periodo, come ho cercato sommariamente di fare qui, l’articolo sottolinea che in quel periodo Gheddafi stava dando una svolta costituzionale al paese, diminuendo il potere del governo, rilasciando prigionieri politici, invitando gli esuli a tornare. Tutto ciò venne bloccato dall’imposizione delle sanzioni economiche internazionali nel 92, che vennero cancellate solo con il pagamento di una grossa somma al fondo per le vittime americane; l’articolo ribadisce che Gheddafi non ha mai inteso con questo ammettere la responsabilità dell’attentato Lockerbie come invece i media continuano a sostenere.
E’ stupefacente come coloro che furono feriti negli affetti abbiano conservato nel corso degli anni la lucidità per combattere ai fini di ottenere la verità, e che il più convinto apprezzamento dei molti aspetti positivi del suo regime venga proprio da loro.
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tutti gli articoli per la stesura di questo post sono nella raccolta mcc43 all’indirizzo
http://www.searcheeze.com/p/mcc43/schiaffi-e-vendette
La raccolta resterà disponibile anche in caso di chiusura di questo blog

















Altre notizie su questa vicenda che rischia di diventare la storia di una menzogna, la strumentalizzazione delle vittime al fine di sporchissima geopolitica
http://informarexresistere.fr/2011/10/22/la-vera-storia-del-volo-di-lockerbie/#axzz1cZBAX3YA
Aggiornamento aggiunto nel post: fonte UK, 12 novembre, professor Robert Black, blog The Lockerbie case
http://wp.me/p1sI8q-Pn, sembra che possano camminare di pari passo i due post, ciao e buon lavoro.